Presentata A Buenos Aires la prima Settimana
Umbra in Argentina
BUENOS AIRES - Con la mostra grafica "Phototypes. Umbria/
Argentina. Escrituras del territorio" del fotografo umbro Marco Tortoioli
Ricci e la presenza di Silvano Rometti, Assessore alla Cultura della Regione
Umbria, è stata presentata il 4 dicembre al Centro Cultural Plaza Defensa di
Buenos Aires la prima settimana umbra in Argentina.
“Per costruire questa mostra ho ripreso una serie di
luoghi per poi farli diventare tasti di un’ipotetica tastiera di immagini che
a sua volta compongono dei testi - ha detto a L’Eco d’Italia Tortoioli Ricci,
che ha inoltre sottolineato che: “Buenos Aires è un pezzo di Europa nell’America
Latina dove mi sento a casa”.
La prima settimana umbra, che ha coinvolto soprattutto
il Centro Umbro di Buenos Aires, i cui soci sono circa duemila, è cominciata
nella mattinata con un incontro dedicato al territorio e allo sviluppo delle
nuove tecnologie presentato da “Svilupumbria”, l’agenzia regionale per lo sviluppo
del territorio umbro.
In serata, per promuovere a Buenos Aires Umbria Jazz
Festival, suona al Teatro Presidente Alvear il pianista Stefano Bollani che
con un assolo aveva presentato ieri il cocktail di apertura e di degustazione
di prodotti tipici umbri.
Il 5 dicembre, al Ministero dell’Agricoltura argentino,
vi sarà la firma di un accordo per fare partire il progetto che, sotto le norme
europee, ha concesso il certificato DOP a tre marche di olio d’oliva della Provincia
di Mendoza.
“Quest’iniziativa è la prima nel mondo: nessuna
altra azienda aveva chiesto di sottostare alle regole previste dalla UE - ha
segnalato Pavilio Lupini, Presidente della Consulta umbra per l’Emigrazione”.
Più tardi l’Università di Perugia presenta il suo progetto
per l’insegnamento dell’Italiano in Argentina all’Istituto Italiano di Cultura
dove giovedì 6 dicembre è prevista anche la presentazione della ricerca “Umbri
d’Argentina”, realizzata in Argentina e sotto la guida dello storico Alberto
Sorbini, Direttore dell’Istituto per la storia dell’Umbria contemporanea: “La
ricerca si é fatta su un campione di 800 questionari e 300 famiglie- ha detto
quest’ultimo, - tutte di Buenos Aires”.
Secondo quanto ha spiegato Sorbini, gli umbri arrivati
a Buenos Aires furono circa 9.000 di cui l’80% tra il 1946 e 1956. “Prima erano
arrivati pochi e in generale, - egli ha specificato - sia quelli arrivati prima
o dopo della guerra, erano operai non qualificati e contadini che date le condizioni
economiche e politiche del dopo guerra, decisero di partire per l’Argentina”.
Oltre ai paesi europei, gli altri emigrati umbri si trovano
in Canada, in Australia e anche negli Stati Uniti, ma la comunità più attiva
è quella residente a Buenos Aires.
“Se non fosse per i nostri connazionali qui residenti
forse non saremo stati in grado di portare avanti quest’iniziativa che oggi
stiamo inaugurando. Veramente sono stati loro i protagonisti perchè ci hanno
fatto una grossa proposta di lavoro alle cui aspettative abbiamo cercato di
corrispondere e che oggi é partita - ha segnalato l’Assessore alla Cultura della
Regione Umbria, Silvano Rometti. (María Josefina Cerutti, L’Eco d’Italia/