INFORM - N. 225 - 3 dicembre 2007


   ITALIANI ALL’ESTERO

Cerimonie a Montevideo e Buenos Aires

Fedeltà al lavoro: premiati emigrati del Friuli occidentale in Uruguay e Argentina

Luigi Pallaro alla cerimonia a Buenos Aires. Festeggiati i 25 anni Efasce nella Casa della Provincia di Pordenone a Buenos Aires

 

MONTEVIDEO/BUENOS AIRES - A Montevideo e a Buenos Aires di scena la terza edizione del premio Fedeltà al Lavoro pordenonese nel mondo voluto da Provincia di Pordenone e Camera di Commercio (http://www.mclink.it/com/inform/art/07n22424.htm .

Il 30 novembre è stata la periferia del Friuli Occidentale la vera protagonista del premio , la cui cerimonia si tenuta a Montevideo, in Uruguay. Tutte e nove le persone premiate provengono infatti da diversi paesi della Destra Tagliamento, nella maggior parte dei casi come discendenti diretti dei genitori che intorno ai primi anni del ‘900 lasciarono la loro patria per cercare fortuna all’estero. Notai, costruttori edili, dipendenti statali, ingegneri e artigiani provenienti da Travesio, Casarsa, Sacile, Caneva, Porcia e san Vito che con la propria operosità hanno contribuito alla crescita e allo sviluppo di questo paese sudamericano.

Alla cerimonia  erano presenti i due enti che hanno sostenuto l’iniziativa, ossia la Provincia di Pordenone e la Camera di Commercio con i loro presidenti Elio De Anna e Giovanni Pavan, nonché il consigliere regionale Maurizio Salvador e il presidente dell’Efasce Luigi Luchini. Ed è stato proprio quest’ultimo – riferiscono dalla Provincia di Pordenone - a ricordare la vera epopea di tutti coloro che scelsero la via dell’emigrazione per far fronte alle difficoltà economiche nella madrepatria. Salvador, invece, ha voluto rimarcare come la Regione non dimentica i suoi concittadini in America latina, i veri testimoni dell’operosità friulana nel mondo. L’ambasciatore d’Italia Guido Scalici infine ha ricordato come l’Uruguay in questo momento possa contare su diversi ministri, parlamentari e vescovi provenienti proprio dalla terra friulana.

Vista la presenza in sala del massimo rappresentante della Camera di commercio di Montevideo, il presidente Pavan ha colto l’occasione per avviare al più presto un rapporto di collaborazione tra i due enti a favore dei propri iscritti. “Per noi – ha detto Pavan – le persone che abbiamo premiato questa sera rappresentano a tutti gli effetti imprenditori che appartengono al nostro ente camerale. A loro va tutta la nostra riconoscenza in quanto hanno anticipato, con la propria indole di laboriosità, quello che è stato un modello nazionale, ossia il miracolo del Nordest”.

De Anna invece ha voluto ricordare come il tema dell’emigrazione italiana rappresenti un modello in un momento in cui la nostra provincia sia sempre più terra di immigrazione. “Quando i nostri nonni con la valigia di cartone sono partiti per raggiungere altre terre – ha detto il capo dell’esecutivo - lo hanno fatto con in mano il passaporto, un visto e soprattutto un contratto di lavoro. Ed è per questa ragione che la loro presenza no ha mai rappresentato un problema, a differenza di quanto accade oggi dove spesso chi arriva in Italia è clandestino e senza un’occupazione, e magari delinque per sopravvivere”.

Il 1° dicembre la cerimonia del premio si è spostata a Buenos Aires, in Argentina. I premiati sono stati 33. E’ stato il “calore latino” a caratterizzare la cerimonia di Buenos Aires in occasione della seconda serata del premio fedeltà al lavoro dei pordenonesi nel mondo. Un legame di sangue, quello tra gli imprenditori in sala e la loro madre patria, che si è manifestata in molti casi nella commozione – riferiscono dalla Provincia di Pordenone - durante la consegna degli attestati della Camera di Commercio del Friuli Occidentale e della medaglia della Provincia di Pordenone, i due enti che hanno promosso l’iniziativa. Teatro della serata che ha visto partecipare oltre duecento persone, la sede della Società Friulana della capitale argentina, denominata “La nonna” perché è il più antico luogo di ritrovo degli emigranti in tutta l’America latina.

Diverse le storie che si sono intrecciate durante la premiazione, da quelle più semplici di uomini dediti con grande passione al loro lavoro a quelle di professionisti affermati in diversi settori professionali. A farla da padrone sono certamente le vicende di tanti pordenonesi che, da semplici muratori, si sono trasformati con il passare del tempo in grandi imprenditori edili. Ma ad essere esportato dal Friuli occidentale non è stato solo il lavoro ma anche la fede. Lo testimonia il fatto che a ricevere il riconoscimento della Provincia e della Camera di Commercio sono stati anche due alti prelati i cui genitori erano originari della Destra Tagliamento. Si tratta di Mario Antonio Cargnello, arcivescovo della città di Salta e Giovanni Carlo Romanin, titolare della diocesi di Rio Gallegos nella provincia di Santa Cruz. E sono stati anche loro che, con la propria operosità, hanno contribuito alla crescita e allo sviluppo dell’Argentina, una terra dove ora circa il 50 per cento della popolazione è di origine italiana.

A ricordare questo particolare è stato il senatore Luigi Pallaro, un vero punto di riferimento per gli emigranti in America latina, presente anche lui alla cerimonia di premiazione. Nel suo intervento il senatore ha ricordato come, a decine di anni dall’esodo di molti connazionali, ci siano ancora oggi intere città, come ad esempio Resistenza, che sono composte quasi totalmente da italiani.

Presente anche il consigliere regionale Maurizio Salvador, il quale ha ricordato come nell’epoca della globalizzazione la salvaguardia delle tradizioni e della cultura da parte dei nostri emigranti rappresentino un valore che deve essere preservato.

Dal canto suo il presidente della Camera di Commercio di Pordenone Giovanni Pavan, con soddisfazione ha illustrato ai tanti presenti in sala i dati economici di un territorio che è fortemente cambiato rispetto a quello conosciuto dai genitori o da molti di quelli che hanno partecipato alla cerimonia. Infine il presidente della Provincia di Pordenone Elio De Anna ha ricordato come molti pordenonesi abbiano esportato nel mondo la capacità di trasformare idee in progetti di successo, insieme ala memoria delle radici culturali della nostra terra, ossia famiglia, lavoro, il senso della patria e della fede.

Sono stati festeggiati anche i 25 anni del segretariato locale dell’Efasce nella casa della Provincia di Pordenone a Buenos Aires.  Con una semplice cerimonia, alla presenza di numerose autorità del Friuli occidentale e dei tantissimi volontari – giovani e meno giovani - che ogni giorno si danno da fare per portare avanti l’attività dell’istituto, sono stati ricordati i diversi momenti che hanno caratterizzato la nascita della struttura che oggi è un punto di riferimento della comunità friulana. Oltre ai due presidenti Giovanni Pavan ed Elio De Anna, alla manifestazione erano presenti anche Maurizio Salvador in rappresentanza della Regione, il presidente del consiglio Provinciale Antonio Sartori di Borgoricco, il presidente dell’Efasce Luigi Luchini nonché il sindaco di Cordovado Augusto Bertocco. Come ricordato dal segretario dell’ente per l’assistenza agli emigranti all’estero Tomaso Boer, la Casa della Provincia può contare su 160 soci fisici e dal sostegno di numerose istituzioni quali i comuni della Destra Tagliamento. Luchini, dal canto suo, ha ricordato come il successo della struttura presente a Buenos Aires è legata alle sue piccole dimensioni che la rendono facilmente gestibile grazie anche all’impegno quotidiano di giovani e meno giovani.

La grande determinazione e il contributo che molti italiani hanno dato all’Argentina per lo sviluppo di questo Paese è stato invece sottolineato dal presidente della Camera di Commercio di Pordenone Giovanni Pavan. “ Fa piacere sapere che anche in questa grande città – ha detto Pavan – ci sia una sede dove si ritrovano tutti gli italiani della provincia di Pordenone. Qui, come in altri paesi dove ci sono persone che provengono dal nostro territorio, la Camera di Commercio è vicino a loro. Anche  questa missione è la testimonianza dell’operosità del Nordest, un “saper fare‿ che i nostri emigranti hanno trasferito anche in Argentina, una terra che li ha accolti come emigranti ma anche come persone capaci di contribuire allo sviluppo di questo Paese”.

Dal canto suo il presidente della Provincia Elio De Anna ha ricordato come l’opera del fondatore Davide Scian ora debba essere portato avanti dai giovani. “Come in ogni grande squadra – ha ricordato il capo dell’esecutivo provinciale – ciò che conta non è il valore dei singoli ma la forza del gruppo. Non possiamo dimenticare quanto sia stata fondamentale l’esperienza del fondatore di questa struttura, poiché senza il suo impegno e la sua caparbietà tutto ciò non sarebbe stato possibile”. Poi rivolgendosi alla vedova del fondatore della casa della Provincia, Gina Bertuzzi, originaria di Sesto al Reghena, il presidente De Anna ha esortato i giovani in sala a prendere il testimone che virtualmente il marito pordenonese Davide Scian ha passato prima a Viciente Vezzato e che poi dovrà andare in mano alle nuove generazioni. “E’necessario – ha concluso De Anna – che non si sciupi quanto è stato realizzato ma che venga valorizzato e tramandato a futura memoria. A voi giovani quindi chiedo di portare avanti questo lavoro perché è solo così che continuerà a vivere lo spirito italiano anche qui a Buenos Aires”.

La delegazione ha partecipato poi alla cerimonia di inaugurazione della mostra dedicata all’emigrazione allestita a Porto Madeiro, nella sede del Museo Nacional de la imigracion. Quindi il trasferimento nella città di Salta per l’incontro con il vescovo mons. Cargnello e una serie di incontri istituzionali. (Inform)

 

 


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