Cerimonie a Montevideo e Buenos Aires
Fedeltà
al lavoro: premiati emigrati del Friuli occidentale in Uruguay e Argentina
Luigi
Pallaro alla cerimonia a Buenos Aires. Festeggiati i 25 anni Efasce nella Casa
della Provincia di Pordenone a Buenos Aires
MONTEVIDEO/BUENOS
AIRES - A Montevideo e a Buenos Aires di scena la terza edizione del premio
Fedeltà al Lavoro pordenonese nel mondo voluto da Provincia di Pordenone e Camera
di Commercio (http://www.mclink.it/com/inform/art/07n22424.htm
.
Il 30 novembre
è stata la periferia del Friuli Occidentale la vera protagonista del premio
, la cui cerimonia si tenuta a Montevideo, in Uruguay. Tutte e nove le persone
premiate provengono infatti da diversi paesi della Destra Tagliamento, nella
maggior parte dei casi come discendenti diretti dei genitori che intorno ai
primi anni del ‘900 lasciarono la loro patria per cercare fortuna all’estero.
Notai, costruttori edili, dipendenti statali, ingegneri e artigiani provenienti
da Travesio, Casarsa, Sacile, Caneva, Porcia e san Vito che con la propria operosità
hanno contribuito alla crescita e allo sviluppo di questo paese sudamericano.
Alla cerimonia
erano presenti i due enti che hanno sostenuto l’iniziativa, ossia
Vista la presenza
in sala del massimo rappresentante della Camera di commercio di Montevideo,
il presidente Pavan ha colto l’occasione per avviare al più presto un rapporto
di collaborazione tra i due enti a favore dei propri iscritti. “Per noi – ha
detto Pavan – le persone che abbiamo premiato questa sera rappresentano a tutti
gli effetti imprenditori che appartengono al nostro ente camerale. A loro va
tutta la nostra riconoscenza in quanto hanno anticipato, con la propria indole
di laboriosità, quello che è stato un modello nazionale, ossia il miracolo del
Nordest”.
De Anna invece
ha voluto ricordare come il tema dell’emigrazione italiana rappresenti un modello
in un momento in cui la nostra provincia sia sempre più terra di immigrazione.
“Quando i nostri nonni con la valigia di cartone sono partiti per raggiungere
altre terre – ha detto il capo dell’esecutivo - lo hanno fatto con in mano il
passaporto, un visto e soprattutto un contratto di lavoro. Ed è per questa ragione
che la loro presenza no ha mai rappresentato un problema, a differenza di quanto
accade oggi dove spesso chi arriva in Italia è clandestino e senza un’occupazione,
e magari delinque per sopravvivere”.
Il 1° dicembre
la cerimonia del premio si è spostata a Buenos Aires, in Argentina. I premiati
sono stati 33. E’ stato il “calore latino” a caratterizzare la cerimonia di
Buenos Aires in occasione della seconda serata del premio fedeltà al lavoro
dei pordenonesi nel mondo. Un legame di sangue, quello tra gli imprenditori
in sala e la loro madre patria, che si è manifestata in molti casi nella commozione
– riferiscono dalla Provincia di Pordenone - durante la consegna degli attestati
della Camera di Commercio del Friuli Occidentale e della medaglia della Provincia
di Pordenone, i due enti che hanno promosso l’iniziativa. Teatro della serata
che ha visto partecipare oltre duecento persone, la sede della Società Friulana
della capitale argentina, denominata “La nonna” perché è il più antico luogo
di ritrovo degli emigranti in tutta l’America latina.
Diverse le
storie che si sono intrecciate durante la premiazione, da quelle più semplici
di uomini dediti con grande passione al loro lavoro a quelle di professionisti
affermati in diversi settori professionali. A farla da padrone sono certamente
le vicende di tanti pordenonesi che, da semplici muratori, si sono trasformati
con il passare del tempo in grandi imprenditori edili. Ma ad essere esportato
dal Friuli occidentale non è stato solo il lavoro ma anche la fede. Lo testimonia
il fatto che a ricevere il riconoscimento della Provincia e della Camera di
Commercio sono stati anche due alti prelati i cui genitori erano originari della
Destra Tagliamento. Si tratta di Mario Antonio Cargnello, arcivescovo della
città di Salta e Giovanni Carlo Romanin, titolare della diocesi di Rio Gallegos
nella provincia di Santa Cruz. E sono stati anche loro che, con la propria operosità,
hanno contribuito alla crescita e allo sviluppo dell’Argentina, una terra dove
ora circa il 50 per cento della popolazione è di origine italiana.
A ricordare
questo particolare è stato il senatore Luigi Pallaro, un vero punto di riferimento
per gli emigranti in America latina, presente anche lui alla cerimonia di premiazione.
Nel suo intervento il senatore ha ricordato come, a decine di anni dall’esodo
di molti connazionali, ci siano ancora oggi intere città, come ad esempio Resistenza,
che sono composte quasi totalmente da italiani.
Presente anche
il consigliere regionale Maurizio Salvador, il quale ha ricordato come nell’epoca
della globalizzazione la salvaguardia delle tradizioni e della cultura da parte
dei nostri emigranti rappresentino un valore che deve essere preservato.
Dal canto suo
il presidente della Camera di Commercio di Pordenone Giovanni Pavan, con soddisfazione
ha illustrato ai tanti presenti in sala i dati economici di un territorio che
è fortemente cambiato rispetto a quello conosciuto dai genitori o da molti di
quelli che hanno partecipato alla cerimonia. Infine il presidente della Provincia
di Pordenone Elio De Anna ha ricordato come molti pordenonesi abbiano esportato
nel mondo la capacità di trasformare idee in progetti di successo, insieme ala
memoria delle radici culturali della nostra terra, ossia famiglia, lavoro, il
senso della patria e della fede.
Sono stati
festeggiati anche i 25 anni del segretariato locale dell’Efasce nella casa della
Provincia di Pordenone a Buenos Aires. Con
una semplice cerimonia, alla presenza di numerose autorità del Friuli occidentale
e dei tantissimi volontari – giovani e meno giovani - che ogni giorno si danno
da fare per portare avanti l’attività dell’istituto, sono stati ricordati i
diversi momenti che hanno caratterizzato la nascita della struttura che oggi
è un punto di riferimento della comunità friulana. Oltre ai due presidenti Giovanni
Pavan ed Elio De Anna, alla manifestazione erano presenti anche Maurizio Salvador
in rappresentanza della Regione, il presidente del consiglio Provinciale Antonio
Sartori di Borgoricco, il presidente dell’Efasce Luigi Luchini nonché il sindaco
di Cordovado Augusto Bertocco. Come ricordato dal segretario dell’ente per l’assistenza
agli emigranti all’estero Tomaso Boer,
La grande determinazione
e il contributo che molti italiani hanno dato all’Argentina per lo sviluppo
di questo Paese è stato invece sottolineato dal presidente della Camera di Commercio
di Pordenone Giovanni Pavan. “ Fa piacere sapere che anche in questa grande
città – ha detto Pavan – ci sia una sede dove si ritrovano tutti gli italiani
della provincia di Pordenone. Qui, come in altri paesi dove ci sono persone
che provengono dal nostro territorio,
Dal canto suo
il presidente della Provincia Elio De Anna ha ricordato come l’opera del fondatore
Davide Scian ora debba essere portato avanti dai giovani. “Come in ogni grande
squadra – ha ricordato il capo dell’esecutivo provinciale – ciò che conta non
è il valore dei singoli ma la forza del gruppo. Non possiamo dimenticare quanto
sia stata fondamentale l’esperienza del fondatore di questa struttura, poiché
senza il suo impegno e la sua caparbietà tutto ciò non sarebbe stato possibile”.
Poi rivolgendosi alla vedova del fondatore della casa della Provincia, Gina
Bertuzzi, originaria di Sesto al Reghena, il presidente De Anna ha esortato
i giovani in sala a prendere il testimone che virtualmente il marito pordenonese
Davide Scian ha passato prima a Viciente Vezzato e che poi dovrà andare in mano
alle nuove generazioni. “E’necessario – ha concluso De Anna – che non si sciupi
quanto è stato realizzato ma che venga valorizzato e tramandato a futura memoria.
A voi giovani quindi chiedo di portare avanti questo lavoro perché è solo così
che continuerà a vivere lo spirito italiano anche qui a Buenos Aires”.
La delegazione
ha partecipato poi alla cerimonia di inaugurazione della mostra dedicata all’emigrazione
allestita a Porto Madeiro, nella sede del Museo Nacional de la imigracion. Quindi
il trasferimento nella città di Salta per l’incontro con il vescovo mons. Cargnello
e una serie di incontri istituzionali. (