INFORM - N. 224 - 30 novembre 2007


SOCIETA’

“Italia 2007, per non morire ancora di lavoro”

Inas -Cisl: la rivista “Tutela” dedica un numero monografico agli infortuni sul lavoro

Mentre gli incidenti e le morti bianche continuano a mietere vittime calano i  lavoratori infortunati indennizzati dall’Inail

Montagnino: “Creare un’agenzia per la sicurezza per rendere più coerenti e incisive le strategie d’intervento”

Panero: “I morti di Monongah e Marcinelle ci ricordano coloro che ogni anno perdono la vita in Italia a causa degli infortuni e dalle malattie professionali”

 

ROMA - “Cento anni fa 362 minatori persero la vita a Monongah in una grave sciagura mineraria in West Virginia, di questi 171 erano italiani. In quel contesto molti padri portavano i bambini, non registrati, a lavorare con loro per acquisire maggior salario. Questa drammatica situazione americana e la tragedia di Marcinelle in Belgio ci fanno capire come anche negli anni della grande emigrazione italiana fosse necessaria una forte iniziativa nei paesi di residenza per tutelare, assistere e riconoscere come cittadini i lavoratori stranieri. Queste vicende del passato devono rappresentare un insegnamento per la gestione degli immigrati in Italia. Questi morti ci fanno anche ricordare coloro che ogni anno perdono la vita in Italia a causa degli infortuni e dalle malattie professionali”. Lo ha detto il presidente dell’Inas- Cisl Giancarlo Panero nel corso della presentazione del numero monografico della rivista quadrimestrale del patronato Inas Tutela dal titolo “Italia 2007, per non morire ancora di lavoro”. Quello sulla sicurezza nel posto lavoro è l’ultimo di un serie di approfondimenti che la rivista ha proposto nei numeri precedenti sul welfare, sull’emigrazione, sull’immigrazione e sulla pensione complementare. Nella pubblicazione, che non si rivolge ai soli addetti del settore, i lettori potranno trovare sia i contributi, forniti da esperti del mondo istituzionale, politico e accademico, sia una dettagliata documentazione con dati statistici sul rapporto annuale dell’Inail 2006, recensioni e commenti sulle principali leggi per la tutela del lavoro.

“Nella nostra proposta sul fronte istituzionale - ha poi affermato Panero - chiediamo che vi sia la decretazione conseguente al testo unico sulla sicurezza del lavoro proposto e realizzato dal Governo. Auspichiamo inoltre sia un intervento del Parlamento, volto a migliorare le percentuali per il riconoscimento d’invalidità e i pagamenti alle famiglie delle vittime sul lavoro, sia un rapporto diretto con le aziende tramite gli enti bilaterali, dove sono presenti i sindacati dei lavoratori e le associazioni dei datori di lavoro, affinché si possa mettere in campo un’azione di prevenzione basata su maggiore informazione e formazione.

Per quanto riguarda i dati sugli infortuni forniti dall’Inail  ha proseguito il presidente dell’Inas -Cisl - sappiamo che in questa statistica, che ha registrato 927.000 casi nel 2006, non sono compresi i lavoratori infortunati che si assentano dal loro posto per meno di tre giorni e gli incidenti, pari ad un 20% in più, che si verificano nell’ambito del lavoro nero. Anche i morti sul lavoro non sono purtroppo 1.214, come dicono le statistiche ufficiali, ma 1.537, perché nel conteggio dei deceduti dobbiamo includere anche coloro che hanno perso la vita per cause di lavoro, ma non sono stati indennizzati dall’Inail per mancanza di familiari. All’interno di questa casistica - ha aggiunto Panero - vediamo che i soggetti mano garantiti e più colpiti sono le donne, per quanto riguarda il modo di lavorare e le collocazioni fisiche all’interno delle imprese, e gli immigrati che purtroppo sono adibiti ai lavori più pesanti e più rischiosi”. Panero ha inoltre sottolineato come la rivista “Tutela”, rinnovata nella forma e nel taglio giornalistico, sia in sintonia con la nuova strada del patronato della Cisl che vuole cogliere ed anticipare i cambiamenti della società rendendo protagonisti i lavoratori.  Panero ha auspicato il rapido varo del regolamento di attuazione della legge 152 sui patronati e  ha ricordato come solo il 12% dei istanze d’indennizzo all’Inail vengano patrocinate dagli enti di patronato. 

Il direttore della rivista “Tutela” Angelo Raffaele Marmo, dopo aver sottolineato la fattiva partecipazione alla pubblicazione degli esperti che fanno parte del comitato scientifico e dei dipartimenti dell’Inas, ha annunciato che i prossimi numeri della rivista saranno dedicati alla famiglia e alle nuove forme del lavoro.  

“Giudichiamo inaccettabile - ha affermato il presidente del Civ Inail Giovanni Guerisoli - che i 12 miliardi e 400 milioni di euro dell’attivo Inail, depositati presso uno specifico fondo  del ministero delle Finanze, sia sottratto alla missione sociale della tutela del mondo del lavoro”. Guerisoli ha inoltre fornito alcune anticipazioni sul Bilancio Sociale dell’Inas che verrà presentato il prossimo 17 dicembre. Secondo lo studio nel 2006 avrebbero subito infortuni 954.000 lavoratori, di cui 121.000 extracomunitari, 9.000 stranieri comunitari e 823.000 italiani. I casi patrocinati dai patronati sarebbero 108.008 pari all’11, 41% del totale delle istanze. Dal bilancio sociale emergerebbe anche una diminuzione delle rendite fornite dall’Inail, e quindi delle tutele per gli infortunati, che nel 2007 si riducono a 950.000 (- 300.000 in 5 anni). Da Guerisoli è stata segnalata anche la necessità di una fattiva rivalutazione delle tabelle per l’indennizzo del danno biologico agli infortunati.

“Ogni giorno - ha detto il vice presidente dell’Inas Cisl Sante Marzotto - tre lavoratori italiani non tornano a casa, ma questo non solleva le coscienze. Anzi la cosa sembra accettata dalla società come se fosse normale” .Marzotto ha anche parlato del dramma delle patologie di lunga durata, come ad esempio quelle derivanti dall’amianto, che vengono contratte sul lavoro molti anni prima del loro manifestarsi e troppo spesso non vengono indennizzate dall’Inail. “Il patronato ed il sindacato - ha concluso - devono fare di più e concentrasi anche sulla prevenzione”.

“Il nostro paese - ha affermato il segretario confederale della Cisl Renzo Bellini - ha delle buoni leggi sulla tutela del lavoro, ma ci manca una vera cultura della sicurezza, dalla quale possa nascere un atteggiamento diverso. Questo processo di sensibilizzazione va attuato fin dai primi anni di scuola, mentre la contrattazione deve essere capace di svolgere un ruolo più forte, in tutta la filiera produttiva, affinché la persona sia davvero al centro della programmazione e della organizzazione del lavoro”. Bellini, dopo aver evidenziato la necessità di raggiungere omogenei standard di sicurezza su tutto il territorio nazionale, ha auspicato un maggiore coordinamento fra gli enti preposti ai controlli sui luoghi di lavoro, che consenta anche di aggredire le aree dell’occupazione sommersa e irregolare. 

L’incontro si è concluso con l’intervento del sottosegretario al Lavoro e alla Previdenza Sociale Antonio Montagnino che ha evidenziato come nel provvedimento sul welfare, recentemente approvato dalla Camera, si sia cercato di fornire alcune riposte ai soggetti più deboli della società, come le donne, i giovani e le famiglie, e di dare maggiore valore al lavoro e all’apprendistato. “Il provvedimento - ha spiegato Montagnino - prevedeva la revisione della tabella dei risarcimenti sul danno biologico. Questa disposizione è però stata cancellata dalla commissione Bilancio. Speriamo di recuperarla nell’ambito della manovra finanziaria, anche perché il livello dei risarcimenti è ancora fermo al 2000. La sicurezza nel lavoro - ha proseguito il sottosegretario - non è un’emergenza, ma un grande valore; per questo occorre mobilitare le migliori energie del paese per fare un vero salto di qualità, anche attraverso l’istituzione di un’Agenzia per la sicurezza, come momento dinamico che dia coerenza e una più incisiva strategia”. Montagnino, dopo aver auspicato la realizzazione di un decreto legge contro il mobbing, si è detto fiducioso sull’imminente varo, al massimo entro poche settimane, del regolamento di attuazione della legge 152 sui patronati.(Goffredo Morgia- Inform)

 


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