Il
debutto del nuovo gruppo di teatro amatoriale italiano
Ritorna a Vancouver Eduardo De Filippo
VANCOUVER - Eduardo è tornato dopo oltre un quarto di
secolo a colloquiare con un vivace anche se non numerosissimo pubblico di appassionati
di teatro italiano in questa città dell'ovest canadese. Erano i primi anni Ottanta
quando il gruppo dei Commedianti - tutti o quasi giovani e giovanissimi appartenenti
alla locale comunità italiana - si cimentó al Metro Theatre nei tre atti di
‟Questi fantasmi”. Impegno degli attori e risposta degli
spettatori furono allora lusinghieri. Tra i protagonisti dell'epoca ricordiamo
in particolare Roano Azzi, Cristina Ciccone, Michele Coviello, Saro Sortino.
Ci fu qualche altra rappresentazione, ma tutto finí. Non è facile portare avanti
un progetto serio com'è quello del teatro amatoriale, divertente fin che si
vuole ma estremamente impegnativo. Un decennio fa ci fu un tentativo di rimettere
in piedi il gruppo con l'apporto di nuovi volonterosi. E poi di nuovo silenzio.
Sotto sotto tuttavia il fuoco covava nel cuore di alcuni dei vecchi protagonisti.
Si deve ora alla determinazione e alla passione di uno di loro,Toni Serge, cui
s'è affiancato nel marzo scorso l'amico Vincenzo Celentano, la formazione del
nuovo gruppo intitolato ad Eduardo De Filippo. Nelle parole dei fondatori, ‟il proposito
è quello di presentare alle nostre comunità un ciclo di commedie del teatro
italiano. Lo scopo principale è di dare vita ad un gruppo teatrale stabile che
possa garantire continuità a rappresentazioni di questo genere, rinforzando
i legami culturali in seno alla comunità e coinvolgendo i giovani che desiderano
far parte di questo interessante progetto”.
Il nuovo ciclo teatrale ha dunque preso avvio lo scorso
martedì 27 novembre con il reinterpretato ‟Questi Fantasmi”, commedia scritta alla fine della seconda guerra mondiale
e rappresentata per la prima volta a Roma nel 1946. Nonostante gli oltre sessant'anni
trascorsi, il fascino del testo - con la ricchezza di allusioni, le molte gag
ma anche le evidenti malinconie e, non nascondiamocelo, il misogenismo che lo
permea dall'inizio alla fine - riesce a catturare l'attenzione dello spettatore
per l'intero svolgimento della vicenda. Uomini e donne in palcoscenico, attori
della commedia della vita, finiscono per chiedersi insieme con il pubblico:
questi fantasmi ci sono o non ci sono?
Assolutamente lodevoli gli interpreti: Vincenzo Celentano
nelle vesti dell'anima in pena Pasquale Loiacono, sposo di Maria, anima perduta
impersonata da Maryam Roghani; Toni Serge, l'anima nera del portinaio Raffaele;
e poi Francesco Urbani in Alfredo, anima irrequieta amante di Maria Loiacono;
Fiona Martinelli in Armida, anima triste moglie di Alfredo; Ciro Cecchi in Gastone,
fratello di Armida; e Patrizia Coletta in Carmela, anima dannata sorella di
Raffaele. Applausi a scena aperta per la bravissima Fiona (e i due bambini con
tic e raffreddore che la affiancavano) oltre che per i brillanti Celentano e
Serge. E di nuovo scroscianti applausi in conclusione, rivolti anche al
regista Roberto Albertazzi, veterano del teatro amatoriale italiano a Vancouver,
sempre nuovo nella sua generosa disponibilità.
L'evento ha avuto luogo nel rinnovato salone del Centro
culturale italiano, messo gratuitamente a disposizione. La scenografia è stata
curata da Francesca Albertazzi, la produzione da Toni Serge e Vincenzo Celentano.
Consulenza artistica di Tony Bruno, consuenza legale di Armando Petronio. Intrattenimento
musicale pre-spettacolo offerto da Gianni Fuoco. Molti e generosi i sostenitori
e gli sponsorizzatori del progetto, dal Console generale d'Italia Uberto Vanni
D'Archirafi alla direttrice dell'Istituto italiano di cultura Alberta Lai, dal
presidente del Centro Joe Finamore alla ditta New Way Concrete Forming, e poi
l'Assocazione Campani nel mondo,