INFORM - N. 223 - 29 novembre 2007


   INIZIATIVE CULTURALI

A New York l’assessore del Friuli Venezia Giulia Antonaz

Nel 2008 a New York la mostra itinerante sulla storia degli emigranti giuliano-dalmati

Inaugurata all’Istituto Italiano di Cultura una retrospettiva su Pasolini. Nel 2008 anche Basaldella, Svevo e Joyce

 

NEW YORK - La mostra itinerante sulla storia degli emigranti giuliano-dalmati approderà a New York nel 2008, dopo essere già stata ospitata a Melbourne, in Australia, e a Toronto, in Canada.

Lo hanno stabilito l'assessore per i corregionali all'estero del Friuli Venezia Giulia, Roberto Antonaz, ed il portavoce della comunità di giuliano-dalmati di New York, Eligio Clapcich, nel corso di un incontro con la direttrice dell'Istituto Italiano di cultura nella Grande Mela, Amelia Carpenito Antonucci, avvenuto a margine dell'inaugurazione di una  retrospettiva dedicata a Pier Paolo Pasolini.

Rimane da stabilire ancora la data, è stato detto, ma il prossimo anno verrà celebrata la Settimana dei Giuliano-Dalmati con l'esposizione, ospitata proprio all'interno dell'Istituto italiano di cultura, lo stesso che nel 2008 aprirà le porte al pittore friulano Afro Basaldella in febbraio ed allo scrittore triestino Italo Svevo in giugno.

"Con New York si completerà un percorso molto importante per la diffusione e la conservazione della storia dei giuliano-dalmati - ha affermato Antonaz, confermando il sostegno della Regione all'iniziativa - e sarà un'ulteriore testimonianza del valore umano e culturale che il Friuli Venezia Giulia ha sempre saputo esprimere in tutto il mondo".

"Per noi sarà un evento di enorme interesse che ci aiuterà a richiamare l'attenzione delle generazioni più giovani sulla storia che li ha preceduti", ha commentato Clapcich, 75enne triestino a New York dal 1956, direttore compartimentale della AT&T, uno dei colossi statunitensi delle telecomunicazioni, fino a quando è andato in pensione nel 1998.

"Sono abbonato on line a tutti i giornali regionali - ha spiegato - e leggo anche delle iniziative che in questi giorni si moltiplicano per la tutela della triestinità. Ma credo che non debbano avere nulla a che fare con la questione del friulano che, a differenza del nostro dialetto, è una lingua. Ma è giusto difendere la storia che ci ha portati ad essere ciò che siamo, con la nostra identità che proclamiamo con orgoglio anche qui, a migliaia di chilometri di distanza e dopo tanti anni che siamo negli Stati Uniti".

L’incontro, come accennato, a margine della inaugurazione della retrospettiva dedicata a Pier Paolo Pasolini.Il cui messaggio lanciato attraverso ogni forma di comunicazione conosciuta verrà diffuso a New York fino al 18 dicembre, con una fitta serie di iniziative dedicate al “poeta delle Ceneri” nato a Bologna ma vissuto lungamente in Friuli, a Casarsa, terra d'origine della madre e terra che il poliedrico e complesso artista ha sempre considerato casa sua.

La retrospettiva, organizzata dalla Fondazione AIDA di Verona, è stata inaugurata all'Istituto Italiano di Cultura dall'assessore Antonaz, in rappresentanza della Regione che ha sostenuto l'omaggio a Pasolini assieme ad altre istituzioni pubbliche, prima fra tutte il ministero per i Beni e le Attività culturali, ed uno sponsor privato, il Consorzio per la tutela dell'Asti spumante.

Nel corso del lungo periodo in cui Pasolini verrà celebrato nella Grande Mela, diciassette anni dopo il ciclo di proiezioni e mostre fotografiche allestite in sua memoria al MoMa, il museo newyorkese di arte moderna, sono previste manifestazioni ad ampio respiro quali mostre del materiale utilizzato e prodotto dall'autore friulano, letture di scritti e poesie, incontri con i personaggi che hanno lavorato con Pasolini, concerti, documentari e spettacoli teatrali. Complessivamente, oltre 20 eventi allestiti tra l'Istituto italiano di cultura, la Film Society del Lincoln Center, il Public Theater, La Mama Experimental Theatre Club, la Casa italiana Zerilli Marimò, il Cuny Graduate Center e la Yale University.

"L'immagine e l'espressione più vera di Pasolini sono sempre più diffuse nel mondo - ha commentato Antonaz nel suo intervento inaugurale - a testimonianza che le molte contraddizioni messe in evidenza dal pensatore e filosofo friulano nel suo lungo impegno a difesa dei diritti umani sono attuali oggi come ieri".

Mettendo in evidenza il contatto estremo di Pasolini con la vita del popolo, l'assessore ha ricordato che la sua prima poesia è stata scritta in friulano, ulteriore testimonianza del forte legame con una terra dove ha vissuto anche la tragica morte del fratello, ucciso in un conflitto tra due anime della Resistenza. "Da qui è nata la sua concezione di comunismo eretico e libertario - ha affermato - che lo ha reso spesso scomodo in alcuni momenti della storia italiana".

"Anche per questo motivo - ha concluso Antonaz, ricordando l'istituzione della Fondazione Pasolini a Casarsa - il Friuli Venezia Giulia lo considera uno dei suoi cittadini più importanti, rappresentante di questa regione in tutto il mondo".

In un messaggio letto dalla direttrice dell'Istituto italiano di cultura, Amelia Carpenito Antonucci, il sindaco di New York, Michael Bloomberg, si è detto onorato di ospitare in una metropoli cosmopolita, dove si parlano oltre 170 lingue, un evento che mette in risalto la portata internazionale del personaggio Pasolini nelle sue molteplici e dinamiche vesti, esponente di spicco di un'italianità che in America ha contribuito alla crescita culturale e sociale di New York.

Poeta, giornalista, scrittore, pittore, regista e molto altro: così è stato descritto e ricordato Pier Paolo Pasolini, il narratore del dopoguerra ucciso nel 1975 quando aveva 53 anni, dai relatori intervenuti alla presentazione. Tra questi, la nipote di Pier Paolo, Graziella Chiarcossi, che ha annunciato l'uscita del nuovo libro in inglese dedicato a Pasolini, "The poet of ashes" (Il poeta delle ceneri), curato da Andrea Mancini e Roberto Chiesi, pubblicato dalla Titivillus Mostre Editoria di San Miniato Pisa e dalla City Lights Books Lawrence Ferlinghetti di San Francisco. "Contiene - ha spiegato visibilmente emozionata - una poesia autobiografica scritta nel 1966 per un giornale statunitense in cui descrive molto dell'America".

E' stato protagonista di un cambiamento epocale che lui chiamava rivoluzione antropologica, ha sottolineato invece lo scrittore Vincenzo Cerami, alunno di Pasolini alle scuole medie quando il professore friulano insegnava materie letterarie. "Lui è riuscito come nessun altro a raccontare l'Italia e gli italiani nel loro profondo, utilizzando ogni mezzo di comunicazione disponibile".

Secondo Cerami, ogni sua poesia è legata al tempo ma senza tempo, frutto di un processo di vita tormentato che lo ha portato ad essere il più grande poeta civile italiano, così come lo ha definito Moravia. "Ha votato il corpo alla vita - ha aggiunto - buttando se stesso dentro la sua opera d'azione, descrivendo un popolo che amava con il dispiacere di vederlo privato dell'allegria".

Nel corso della serata inaugurale è stato anche proiettato il documentario "La voce di Pasolini", realizzato dal regista Matteo Cerami, mentre fino al 15 dicembre rimarranno esposte all'Istituto italiano di cultura le fotografie scattate da Angelo Novi sui set di Mamma Roma, La ricotta, Il Vangelo secondo Matteo, Uccellaci e uccellini e Teorema.

Dopo New York, la retrospettiva su Pasolini si trasferirà ad Atene prima di fare ritorno oltreoceano, presumibilmente a Toronto in Canada e a Los Angeles, negli Stati Uniti.

Nella Grande Mela, invece, il Friuli Venezia Giulia sarà ancora protagonista nel 2008 grazie a due mostre che, sempre all'Istituto italiano di cultura, saranno dedicate al pittore udinese Afro Basaldella, considerato tra i massimi esponenti dell'astrattismo italiano (in programma dal 20 febbraio al 20 marzo), ed agli scrittori Italo Svevo e James Joyce che hanno fondato le proprie radici a Trieste. Quest'ultima esposizione, denominata "I giorni di Svevo", è prevista a metà giugno, in occasione dell'anniversario de Il mito di Ulisse. (fc/Inform)

 

 


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