INFORM - N. 223 - 29 novembre 2007


   ATTIVITA’ PARLAMENTARE 

Alla III Commissione del Senato il disegno di legge sul contributo dell’Italia alla ricostituzione delle risorse di Fondi e Banche internazionali

Nel provvedimento anche il riordino del trattamento economico della carriera diplomatica e l’assunzione di 150 impiegati a tempo indeterminato per gli uffici all’estero

 

ROMA - Ha preso il via alla Commissione Affari Esteri del Senato l’esame del disegno di legge che autorizza la partecipazione finanziaria dell’Italia alla ricostituzione delle risorse di Fondi e Banche internazionali. Il provvedimento, già approvato dal Senato, è tornato a Palazzo Madama per l’esame delle modifiche apportate dalla Camera.

Nel corso della seduta il relatore del disegno di legge Francesco Martone ha ricordato come questo provvedimento preveda contributi per il Fondo africano di sviluppo (AfDF), il Fondo asiatico di sviluppo (ADF), l’Associazione internazionale per lo sviluppo (IDA), e il più recente Chernobyl Shelter Fund, costituito dalla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS).  Fra i beneficiari anche il Fondo Comune per i Prodotti di Base e la Banca europea degli Investimenti (BEI). Martone ha spiegato che le modifiche apportate dalla Camera al disegno di legge riguardano in primo luogo l’autorizzazione  alla partecipazione dell’Italia, con una spesa di 60 milioni di dollari, alla Corporación Andina de Fomento (CAF). Risorse che saranno stornate dai Fondi per l’Africa.

Alla Corporazione Andina, una banca di livello internazionale molto attiva sul fronte della cooperazione allo sviluppo per l’America Latina, aderiscono i paesi del Patto Andino e la Spagna. Il relatore, dopo aver ricordato che il finanziamento del CAF è stato deciso nell'imminenza della III Conferenza Nazionale Italia-America Latina e Caraibi, svoltasi  lo scorso ottobre alla Farnesina, ha chiesto chiarimenti al Governo sulla strategia che verrà seguita dal nostro paese attraverso il CAF, sugli strumenti d’intervento utilizzati dalla Corporación Andina e su quale tipologia di sviluppo verrà sostenuta dall’Italia in America Latina.

La seconda modifica apportata al disegno di legge dalla Camera riguarda invece il processo di riordino del trattamento economico della carriera diplomatica. Ovvero l’eliminazione delle perduranti sperequazioni fra la dirigenza statale contrattualizzata, che da tempo ha assorbito l’Indennità Integrativa Speciale (I.I.S.) nel trattamento economico fisso, e il personale in carriera diplomatica per cui il conglobamento della I.I.S. è stato riconosciuto solo dal primo gennaio 2005 e limitatamente al servizio metropolitano. Per eliminare gli effetti economici di questa tardiva concessione dell’Indennità Speciale e per dare una maggiore gratificazione agli incarichi che comportano più responsabilità è previsto uno stanziamento complessivo di 9 milioni di euro. Sulla destinazione dei fondi in più, non utilizzati per il  conglobamento dell’indennità (2,8 milioni di euro), il relatore ha chiesto ulteriori chiarimenti al Governo.

Per far fronte alla costante crescita dei servizi consolari, connessi ad esempio al voto all’estero, all’aumento delle richieste di visti, all’introduzione del passaporto elettronico, alla giacenza degli atti di cittadinanza e all’introduzione del rilascio in loco della carta d’identità,  dal disegno di legge viene inoltre consentito un incremento di 150 unità del contingente degli impiegati a contratto a tempo indeterminato degli uffici all’estero. Un aumento delle risorse umane che farà lievitare le spese per il personale di 1,52 milioni di euro per il 2008 e di 4,56 milioni a decorrere dal 2009.

Il relatore ha infine sottolineato l’esigenza sia di avere chiarimenti sulle motivazioni che hanno spinto il Governo a non inserire queste nuove misure nella Finanziaria, sia di estendere al personale a contratto all’estero le tutele sindacali, sociali, familiari e sanitarie previste per il restante personale dell’amministrazione.

Dopo l’intervento del presidente della Commissione Lamberto Dini che ha sottolineato come i finanziamenti per la Corporación Andina de Fomento non prevedano nuovi oneri per lo Stato in quanto compensati dalla riduzione dei contributi precedentemente previsti per altri fondi internazionali, il presidente del Comitato sulle questioni degli Italiani all’estero Claudio Micheloni (Pd - Ulivo) ha espresso perplessità sull’opportunità di intervenire su una materia delicata come l’organizzazione della rete diplomatica e consolare, attraverso iniziative sporadiche, dimenticando la necessità di adottare un complessivo piano di riordino su cui il Governo dovrebbe confrontarsi con il Parlamento. Il senatore ha segnalato come il metodo degli interventi “parcellizzati” appaia riconducibile anche alle notizie sulla soppressione di alcuni uffici consolari.  Sedi estere che invece sarebbero degne di maggiore attenzione per la presenza in loco di cospicue comunità o attività imprenditoriali italiane. Micheloni si è inoltre associato alla richiesta di chiarimenti del relatore sulla forme di tutela sociale e sindacale riconosciute al personale a contratto assunto all’estero e sulla destinazione delle risorse aggiuntive volte ad assicurare il conglobamento dell’indennità integrativa speciale.

Altre richieste di spiegazioni sono giunte da Enrico Pianetta (Gruppo DC per le Autonomie), che ha chiesto con quali criterio sia stato deciso lo spostamento di una parte dei fondi destinati all’Africa verso la Corporación Andina de Fomento, e dal senatore dell’Ulivo Edoardo Pollastri, eletto nella ripartizione Sud America, che ha domandato se la prevista assunzione dei 150 funzionari a contratto da parte del Mae sarà destinata al potenziamento della nostra rete consolare in America Latina. Un’area dove sussistono in questo senso forti aspettative da parte delle comunità italiane.

Il vice ministro Intini ha rilevato come a tutt’oggi la Corporación Andina de Fomento fornisca il 55% per cento del flusso di investimenti di origine multilaterale destinato alla regione andina, con un volume di operazioni  di 12 miliardi di dollari. Per Intini questo organismo, oltre ad essere importante per lo stimolo dell’integrazione regionale, persegue obiettivi di sviluppo pienamente in linea con quelli della cooperazione italiana, assistendo progetti per lo sviluppo rurale, la diffusione dell’acqua potabile e la tutela della salute. Per quanto riguarda le osservazioni presentate dai senatori sia Intini che il sottosegretario all’Economia e Finanze Massimo Tononi si sono riservati d’intervenire in un secondo momento. In attesa della replica dei rappresentanti del Governo il dibattito è stato rinviato ad una successiva riunione. (G.M.- Inform)

 

 


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