Alla III Commissione del Senato il disegno
di legge sul contributo dell’Italia alla ricostituzione delle risorse di Fondi
e Banche internazionali
Nel provvedimento anche il riordino del
trattamento economico della carriera diplomatica e l’assunzione di 150 impiegati
a tempo indeterminato per gli uffici all’estero
ROMA - Ha preso il via alla Commissione Affari Esteri
del Senato l’esame del disegno di legge che autorizza la partecipazione finanziaria
dell’Italia alla ricostituzione delle risorse di Fondi e Banche internazionali.
Il provvedimento, già approvato dal Senato, è tornato a Palazzo Madama per l’esame
delle modifiche apportate dalla Camera.
Nel corso della seduta il relatore del disegno di legge
Francesco Martone ha ricordato come questo provvedimento preveda contributi
per il Fondo africano di sviluppo (AfDF), il Fondo asiatico di sviluppo (ADF),
l’Associazione internazionale per lo sviluppo (IDA), e il più recente Chernobyl
Shelter Fund, costituito dalla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo
(BERS). Fra i beneficiari anche il Fondo Comune per i Prodotti di Base
e
Alla Corporazione Andina, una banca di livello internazionale
molto attiva sul fronte della cooperazione allo sviluppo per l’America Latina,
aderiscono i paesi del Patto Andino e
La seconda modifica apportata al disegno di legge dalla
Camera riguarda invece il processo di riordino del trattamento economico della
carriera diplomatica. Ovvero l’eliminazione delle perduranti sperequazioni fra
la dirigenza statale contrattualizzata, che da tempo ha assorbito l’Indennità
Integrativa Speciale (I.I.S.) nel trattamento economico fisso, e il personale
in carriera diplomatica per cui il conglobamento della I.I.S. è stato riconosciuto
solo dal primo gennaio 2005 e limitatamente al servizio metropolitano. Per eliminare
gli effetti economici di questa tardiva concessione dell’Indennità Speciale
e per dare una maggiore gratificazione agli incarichi che comportano più responsabilità
è previsto uno stanziamento complessivo di 9 milioni di euro. Sulla destinazione
dei fondi in più, non utilizzati per il conglobamento dell’indennità (2,8
milioni di euro), il relatore ha chiesto ulteriori chiarimenti al Governo.
Per far fronte alla costante crescita dei servizi consolari,
connessi ad esempio al voto all’estero, all’aumento delle richieste di visti,
all’introduzione del passaporto elettronico, alla giacenza degli atti di cittadinanza
e all’introduzione del rilascio in loco della carta d’identità, dal disegno
di legge viene inoltre consentito un incremento di 150 unità del contingente
degli impiegati a contratto a tempo indeterminato degli uffici all’estero. Un
aumento delle risorse umane che farà lievitare le spese per il personale di
1,52 milioni di euro per il 2008 e di 4,56 milioni a decorrere dal 2009.
Il relatore ha infine sottolineato l’esigenza sia di
avere chiarimenti sulle motivazioni che hanno spinto il Governo a non inserire
queste nuove misure nella Finanziaria, sia di estendere al personale a contratto
all’estero le tutele sindacali, sociali, familiari e sanitarie previste per
il restante personale dell’amministrazione.
Dopo l’intervento del presidente della Commissione Lamberto
Dini che ha sottolineato come i finanziamenti per
Altre richieste di spiegazioni sono giunte da Enrico
Pianetta (Gruppo DC per le Autonomie), che ha chiesto con quali criterio sia
stato deciso lo spostamento di una parte dei fondi destinati all’Africa verso
Il vice ministro Intini ha rilevato come a tutt’oggi