INFORM - N. 221 - 27 novembre 2007


   ESULI

L’esecutivo dell’associazione denuncia l’impasse dei lavori del Tavolo Governo-Esuli

Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia: “Difficile situazione nei rapporti con il Governo”

Gli esuli chiedono “un segnale di interesse” per non fare “esplodere la prossima ricorrenza del Giorno del Ricordo in una protesta collettiva”

 

ROMA – Si è creata una “difficile situazione” nei rapporti con l’attuale Governo. Lo sostiene l’esecutivo nazionale della Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia che si è riunito a Venezia il 24 novembre. L’esecutivo ha “dovuto constatare” che c’è una “sostanziale impasse dei lavori del Tavolo di Coordinamento istituito in febbraio presso la Presidenza del Consiglio”.

“Malgrado il lavoro svolto tra la primavera e l’estate nelle riunioni tra il Governo e le Associazioni degli Esuli Istriani Fiumani e Dalmati nulla di fatto - denuncia l’Anvgd - si è ancora visto tranne la Circolare sui documenti di identità, che impone a tutti gli enti pubblici e privati di rispettare la legge n. 54 dell’89, che conserva i nomi italiani dei loro comuni di nascita (Pola, Parenzo, Zara, Fiume, Pirano, ecc.): principio essenziale della loro identità italiana personale e collettiva”. Anche “sul problema delle restituzioni dei beni espropriati dall’ex regime comunista iugoslavo nessun progresso si è registrato con un governo croato ancora alle prese con una campagna elettorale di cui a oggi non si conosce l’esito definitivo”. E “sull’adeguamento dei coefficienti degli indennizzi ai sensi della legge n. 137 del 2001 nemmeno una parola da Palazzo Chigi”. “Si deve lottare quotidianamente per non far fermare l’erogazione  di quel poco dovuto in forza della legge citata, a quasi sette anni di distanza!” polemizza l’esecutivo della Anvgd. “A questo si aggiunga – denuncia - la beffa vergognosa delle provvidenze INPS, con la norma-capestro del secondo comma dell’art. 61 della Finanziaria, che azzera le concordi sentenze dei tribunali e della Cassazione nei confronti di poche centinaia di esuli anziani, con un patente vizio di costituzionalità”.

“L’unico parto di questa Finanziaria è una polpetta avvelenata che gli esuli sperano di non dover inghiottire”dice l’Anvgd.

L’esecutivo nazionale Anvgd chiede a Governo e Parlamento “un segnale di interesse, che non faccia esplodere – avverte - la prossima ricorrenza del Giorno del Ricordo–10 febbraio - in una protesta collettiva”. L’associazione sottolinea che “è stato deciso inoltre di conferire al 10 febbraio prossimo una valenza di particolare rilievo poiché coincide con il Novantennale della Redenzione e dell’unione all’Italia di Trieste, dell’Istria, del Friuli Orientale, di Fiume, del Trentino e della Dalmazia italiana (1918-2008)”. (Inform)

 

 


Vai a: