L’assessore del Friuli Venezia Giulia Antonaz incontra
L’associazione a favore della legge regionale di tutela
della limgua friulana . Il 27 novembre inaugurazione della mostra su Pasolini all’Istituto Italiano
di Cultura
NEW YORK -
Il messaggio è recapitato in diretta
all'assessore regionale per i corregionali all'estero, Roberto Antonaz, a New
York anche per l'inaugurazione della mostra su Pier Paolo Pasolini, in programma
il 27 novembre all'Istituto Italiano di Cultura.
“Trasmettere cultura e valori ai giovani è il modo migliore per garantire
la conservazione della nostra lingua attraverso la loro voce ed il loro entusiasmo
che, almeno nei confronti delle tradizioni, a volte deve essere adeguatamente
stimolato” afferma il vicepresidente della Famee Furlane newyorkese, Ugo Peressin,
81enne originario di Travesio, vicino a Spilimbergo, emigrato nella Grande Mela
nel 1938 ed ora in pensione dopo 44 anni di lavoro nei cantieri edili. Con lui
anche l'altro numero due, Enzo Aspromonti, mentre il presidente, Marcello Filippi,
è assente per motivi di salute.
Il pensiero che Peressin esprime ad Antonaz durante “
“Non dobbiamo permettere che il friulano soccomba ai cambiamenti del mondo
- insiste Peressin dopo che Antonaz ha ringraziato tutti, corregionali ed altri
italiani accorsi alla Castagnada, per il costante e proficuo impegno nel valorizzare
le proprie radici - ma qui da noi non è semplice evitare che i giovani dimentichino,
integrandosi fin troppo nella realtà americana. Sono in pochi a parlarlo anche
se la stragrande maggioranza lo capisce, a volte anche meglio dell'italiano
che solo recentemente sta vivendo un ritorno di fiamma tra i ventenni di oggi”.
Lo conferma Ida Corvino Miletich, docente di italiano in due università
di New York, mentre gli alpini, con tanto di cappello d'ordinanza, girano e
rigirano sul fuoco 200 chili di castagne importate da Avellino nel piccolo cortile
esterno della Famee Furlane, una sede acquistata nel 1989 nel Queens, quartiere
sempre più popolato a nordest di Manhattan. E' la festa di tutti gli italiani,
ognuno dei quali vuole essere testimone di un messaggio di affetto e di attenzione
per la propria terra di origine.
Da Gino Franco, sacilese approdato a New York nel 1956, vent'anni da ristoratore
alle spalle, disperato perché i suoi due figli rifiutano di apprendere il friulano
ma anche l'italiano, a Wilma Roman Rioni, pordenonese di Frisanco, sposata con
un parmigiano e soddisfatta per avere mantenuto e ristrutturato una casa a Maniago,
dove spesso vengono anche i due figli che parlano perfettamente l'italiano e
se la cavano pure con il friulano.
Sono in tanti a vivere la propria realtà con semplicità ed orgoglio, immersi
con soddisfazione nella vita americana ma italiani nel cuore. Tra questi anche
Cynthia Paveglia (sposata con un trentino che è stato alpino a Tolmezzo) che,
con accento americano ed una curiosa inflessione bergamasco-friulana, racconta
del padre di Navarons di Meduno e della madre di Fanna.
In piena festa ecco l'annunciata sorpresa: arrivano i triestini, o meglio
i giuliano-dalmati, bloccati nel loro lungo trasferimento dal New Yersey dal
traffico di fine weekend. Sono una decina, guidati da Eligio Clapcich, 75enne
fiumano, fino al 1998 direttore compartimentale della AT&T, uno dei grandi
colossi americani della telefonia. E' il portavoce del circolo giuliano-dalmata
di New York presieduto da Iolanda Maurin di Lussin Piccolo. "Ho girato
il mondo con il mio lavoro - racconta Eligio ad Antonaz - incontrando moltissime
culture e lingue diverse che vogliono comunicare in un linguaggio comune, senza
per questo trascurare le rispettive realtà locali. Questo dobbiamo fare anche
noi in Friuli Venezia Giulia. Per i giovani è fondamentale apprendere le lingue
più diffuse ma non va accantonato l'idioma che ci caratterizza nel profondo,
che sia una lingua come il friulano o un dialetto come il triestino".
Confortato dall'approvazione delle triestine Lia Raicovi e Sabina Guerrieri
ma anche dei capodistriani Ferruccio Gerin, ad oltre settant'anni ancora impegnato
nelle verifiche tecniche sugli aeromobili, e della moglie Fides Monti, Eligio
pensa in grande e, incassato il supporto della Regione da Antonaz, annuncia
la volontà di portare all'Istituto italiano di cultura di New York la mostra
itinerante sui giuliano-dalmati. (fc/