Interverranno il console Alfredo
Buonavita e l’on. Franco Narducci
Il 1°
dicembre consegna
dei diplomi Celi all’Università di Basilea
BASILEA – Sabato 1 dicembre,alle
ore 10, nell’aula magna dell’Università di Basilea si svolgerà la cerimonia
di consegna dei Diplomi CELI . Gli esami di certificazione dell'italiano generale
CELI valutano l’abilità dei candidati nell’italiano generale, vale a dire l’italiano
in uso nell’interazione sociale anche in ambienti di studio e/o di lavoro.
Alla cerimonia a Basilea
interverranno il
deputato Franco Narducci (Pd), presidente
del Comitato per gli italiani all'estero della Camera; Alfredo Buonavita,console
generale d’Italia a Basilea; Giuliana Grego Bolli, direttore del Centro per
Valutazione e
“Anche quest´anno – sottolinea Minoletti - migliaia
di scolari dei corsi di lingua e cultura italiana in tutto il mondo si sono
iscritti agli esami di Certificazione della conoscenza della lingua italiana.
(Nella nostra circoscrizione consolare si sono cimentati con la difficile prova
circa trecento alunni. Ad affiancarli "tra le gole insidiose" del
Centro d’esame Celi dell´Ecap di Basilea vi erano anche un manipolo di alunni
dei licei svizzeri, che al cimento si
sono presentati volontariamente ed assistiti dai propri docenti.
Docenti che,oltre ad aver preso parte attiva ai corsi di aggiornamento
Celi, un tempo riservati ai soli docenti italiani,hanno anche partecipato,in
qualitá di esaminatori alla sessione d´esame estiva”. “L´auspicio di allargare
la frequentazione dei corsi anche all´utenza svizzera, incrementando di conseguenza
anche la diffusione della cultura e della lingua italiana,ha trovato così –
spiega Minoletti - un suo primo momento
di concretezza grazie agli esami di Certificazione delle competenze in lingua
italiana. Nella nostra circoscrizione gli esami di Certificazione Celi hanno
avuto dunque un effetto doppiamente benefico:il conseguimento di un Diploma
utilizzabile sia a livello scolastico che lavorativo da un lato e l’incremento
del numero delle iscrizioni ai corsi, dall’altro”. “A fronte delle trasformazioni
avvenute negli ultimi trent’anni all’interno della nostra comunità all’estero,
comunità non più tesa al rientro, ma ormai stabile ed integrata, non è più possibile
percepire – fa osservare Minoletti - il sistema scolastico italiano all’estero
come un’estensione di quello italiano”.”E in questo senso le Certificazioni,tra
cui il Celi,oltre a farsi promotrici della lingua e della cultura italiana,rappresentano
– sottolinea - il primo passo di una riforma dei corsi in senso Europeo. A proposito
di cultura ,mi preme inoltre sottolineare
- come si legge anche nel documento prodotto dalla IV commissione tematica scuola
e cultura del CGIE durante i lavori della sessione straordinaria dei giorni
6 e 7 luglio 2007,a Roma - che quando ‘si parla di cultura non si fa
riferimento esclusivamente alla cultura sviluppatasi in ambito metropolitano
ma anche alle espressioni culturali sorte in emigrazione’.Nel giro di soli quattro
anni l’esperienza di Certificazione -
spiega Minoletti - ha assunto non solo un ruolo chiave tra i Progetti sottoposti
all’attenzione del Ministero degli Affari Esteri dai vari uffici scolastici
consolari,ma soprattutto ha ottenuto un
tale consenso presso la nostra comunità e le autorità scolastiche cantonali
da essere ormai considerata come parte imprescindibile e meta finale dell’iter
scolastico degli alunni frequentanti i corsi Licit”. Minoletti spiega che “le
ragioni apparenti del consenso della Certificazione
presso la comunità italiana sono sostanzialmente due :agli scolari piace l´idea
di cimentarsi con una prova di esame finale mentre per le famiglie è interessante
un titolo di studio con valore europeo,che a differenza del Diploma di terza
media, è spendibile anche nel mondo del lavoro specie per coloro i quali si
orientano nel settore bancario,assicurativo,impiegatizio e,più in generale in
tutti quei settori lavorativi dove è richiesta la conoscenza della lingua
italiana”.”Le ragioni latenti di tale consenso sono invece da ricercarsi – conclude
Marco Minoletti – nel ‘desiderio diffuso
di superare la legge