INFORM - N. 220 - 26 novembre 2007


CORSI DI LINGUA E CULTURA ITALIANA

Interverranno il console Alfredo Buonavita  e l’on. Franco Narducci 

Il 1° dicembre consegna dei diplomi Celi all’Università di Basilea

 

BASILEA – Sabato 1 dicembre,alle ore 10, nell’aula magna dell’Università di Basilea si svolgerà la cerimonia di consegna dei Diplomi CELI . Gli esami di certificazione dell'italiano generale CELI valutano l’abilità dei candidati nell’italiano generale, vale a dire l’italiano in uso nell’interazione sociale anche in ambienti di studio e/o di lavoro.

Alla cerimonia a Basilea interverranno il deputato Franco Narducci (Pd), presidente del Comitato per gli italiani all'estero della Camera; Alfredo Buonavita,console generale d’Italia a Basilea; Giuliana Grego Bolli, direttore del Centro per Valutazione e la Certificazione Linguistica(CVCL) dell’Università per stranieri di Perugia; Guglielmo Bozzolini, direttore nazionale Ecap, Giuseppina Ruggieri, dirigente scolastica del Consolato di Basilea; Giuseppe Piscopo, presidente della Commissione Scuola e Formazione del Canton Soletta; Marco Minoletti,responsabile del Centro d’esame della Fondazione ECAP.

“Anche quest´anno – sottolinea Minoletti - migliaia di scolari dei corsi di lingua e cultura italiana in tutto il mondo si sono iscritti agli esami di Certificazione della conoscenza della lingua italiana. (Nella nostra circoscrizione consolare si sono cimentati con la difficile prova circa trecento alunni. Ad affiancarli "tra le gole insidiose" del Centro d’esame Celi dell´Ecap di Basilea vi erano anche un manipolo di alunni dei licei svizzeri,  che al cimento si sono presentati volontariamente ed assistiti dai propri docenti.  Docenti che,oltre ad aver preso parte attiva ai corsi di aggiornamento Celi, un tempo riservati ai soli docenti italiani,hanno anche partecipato,in qualitá di esaminatori alla sessione d´esame estiva”. “L´auspicio di allargare la frequentazione dei corsi anche all´utenza svizzera, incrementando di conseguenza anche la diffusione della cultura e della lingua italiana,ha trovato così – spiega Minoletti - un suo  primo momento di concretezza grazie agli esami di Certificazione delle competenze in lingua italiana. Nella nostra circoscrizione gli esami di Certificazione Celi hanno avuto dunque un effetto doppiamente benefico:il conseguimento di un Diploma utilizzabile sia a livello scolastico che lavorativo da un lato e l’incremento del numero delle iscrizioni ai corsi, dall’altro”. “A fronte delle trasformazioni avvenute negli ultimi trent’anni all’interno della nostra comunità all’estero, comunità non più tesa al rientro, ma ormai stabile ed integrata, non è più possibile percepire – fa osservare Minoletti - il sistema scolastico italiano all’estero come un’estensione di quello italiano”.”E in questo senso le Certificazioni,tra cui il Celi,oltre a farsi promotrici della lingua e della cultura italiana,rappresentano – sottolinea - il primo passo di una riforma dei corsi in senso Europeo. A proposito di cultura ,mi preme inoltre  sottolineare - come si legge anche nel documento prodotto dalla IV commissione tematica scuola e cultura del CGIE durante i lavori della sessione straordinaria dei giorni 6 e 7 luglio 2007,a Roma  - che quando ‘si parla di cultura non si fa riferimento esclusivamente alla cultura sviluppatasi in ambito metropolitano ma anche alle espressioni culturali sorte in emigrazione’.Nel giro di soli quattro anni l’esperienza di Certificazione  - spiega Minoletti - ha assunto non solo un ruolo chiave tra i Progetti sottoposti all’attenzione del Ministero degli Affari Esteri dai vari uffici scolastici consolari,ma soprattutto ha ottenuto  un tale consenso presso la nostra comunità e le autorità scolastiche cantonali da essere ormai considerata come parte imprescindibile e meta finale dell’iter scolastico degli alunni frequentanti i corsi Licit”. Minoletti spiega che “le  ragioni  apparenti del consenso della Certificazione presso la comunità italiana sono sostanzialmente due :agli scolari piace l´idea di cimentarsi con una prova di esame finale mentre per le famiglie è interessante un titolo di studio con valore europeo,che a differenza del Diploma di terza media, è spendibile anche nel mondo del lavoro specie per coloro i quali si orientano nel settore bancario,assicurativo,impiegatizio e,più in generale in tutti quei settori lavorativi  dove è richiesta la conoscenza della lingua italiana”.”Le ragioni latenti di tale consenso sono invece da ricercarsi – conclude Marco Minoletti  – nel ‘desiderio diffuso di superare la legge 153’. Legge che ‘anche se finora ha svolto un ruolo essenziale nella promozione della lingua e cultura italiane’ viene ormai messa in discussione dall’evolversi del contesto socio-culturale di riferimento , a conferma che la pratica precede sempre la teoria; infatti, come ci ricorda un noto teorico del diritto, è l’eccezione che fa la regola”. (Inform)

 

 


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