Contro
la chiusura del Consolato d’Italia a Edmonton, Alberta
Lettera aperta ai membri del Parlamento
italiano
dal Congresso degli Italo Canadesi
EDMONTON - Continua la “battaglia” della comunità italiana
e italo-canadese dell’Alberta (v.
Il Congresso degli Italo Canadesi del distretto di Edmonton
ha inviato una lettera aperta ai membri del Parlamento italiano per chiedere
al Governo italiano e al ministero degli Esteri di riconsiderare la decisione.
Qui di seguito la lettera aperta a firma del presidente
Carlo Amodio che è anche general manager del mensile “Il Congresso”.
Egregi
membri del Parlamento Italiano,
lo scorso 27 ottobre Il Congresso Nazionale degli Italo-Canadesi
– Distretto di Edmonton ha inaugurato un monumento nel parco del governo provinciale
dell’Alberta. Questo monumento è stato
donato dalla comunità Italiana dell’Alberta alla Provincia non solo per celebrare
il suo centenario ma anche per riconoscere il lavoro fatto in questa parte del
Canada dai tanti operai italiani negli ultimi cento anni.
Si tratta di una colonna di granito rosso che si appoggia su di un piedistallo
di granito nero. Su questo piedistallo sono stati installati
numerosi oggetti bronzati che rappresentano vari lavori di manovalanza, artigianato
e professioni esercitate dagli italiani
negli ultimi cento anni (foto inclusa). Il progetto, la raccolta dei fondi, gli artifatti
hanno coinvolto non solo la comunità ma anche vari enti pubblici locali.
Di grande appoggio sia morale che finanzario è stato il Consolato d‘Italia
in Edmonton sotto la direzione del Console Arnaldo Minuti.
Alla festa di inaugurazione erano presenti Sua Eccellenza
l’Ambasciatore Gabriele Sardo, il Presidente Nazionale degli Italo-Canadesi
da Toronto, l’avvocato Dominic Campione, il Console Arnaldo Minuti ed altre
importanti autorità municipali, provinciali e federali. Un progetto semplice che dice tanto dell’orgoglio
di essere canadesi ma nello stesso tempo da un’opportunità di condividere con
il Canada i grandi valori della cultura italiana. Questo specialmente nella provincia più ricca
del Paese. Non solo ricca di risorse
minerarie che sono seconde solo all’Arabia Saudita, ma anche ricca e desiderosa di acquistare la nostra cultura,
le nostre arti ed il made in Italy in generale.
Fu appunto in quest’occasione che ricevemmo l’inaspettata
notizia della decisione del Governo Italiano di chiudere il Consolato di Edmonton.
Fummo tutti molto sconvolti da questa decisione.
Come si può abbandonare una Provincia così ricca dopo aver fatto tanti anni di lavoro con il Consolato
per creare quei contatti sia politici che commerciali che turistici che oggi
danno la possibilità di migliorare scambi reciproci. Non solo, ma anche il grande appoggio morale
per le nuove famiglie che si sono recentemente stabilite per motivi di lavoro
in questa provincia. Per non menzionare
il lavoro intermediario tra l’Università dell’Alberta e varie organizzazioni
archeologiche, scientifiche (vedi nanotechnologia) e tante altre. Le industrie
italiane del campo petrolifero sono di giorno in giorno vincitrici di lucruosi
appalti a Fort MacMurray, il più ricco sito del mondo di sabbie oleose.
E’ con orgoglio che abbiamo visto il Consolato Italiano
rimanere a Edmonton mentre gli altri sono stati trasferiti altrove. I rappresentanti
politici provinciali e municipali hanno da sempre apprezzato il fatto che il
Consolato è rimasto in Edmonton per diventare uno dei prominenti uffici da contattare
per motivi vari. Francamente la notizia
della chiusura di questo ufficio è stata ricevuta anche da loro con grande
rammarico.
Per questo noi della comunità italiana dell’Alberta chiediamo
al Governo Italiano e al Ministero degli
Affari Esteri di riconsiderare seriamente questa decisione e di lasciare aperto
il Consolato Italiano di Edmonton.
Grazie (Cav. Carlo Amodio, Presidente Congresso Nazionale
degli Italo-Canadesi- Distretto di Edmonton)