Inaugurate strutture ospedaliere
a Buenos Aires e Rosario grazie a gemellaggi con ospedali lombardi
L’assessore della Lombardia Bresciani: “Più assistenza sanitaria
agli italiani all’estero”
“Proporremo al ministro Livia Turco un provvedimento per garantire
un fondo nazionale”
BUENOS
AIRES - Reparto di ginecologia dell'ospedale "Alvarez" di Buenos Aires
grazie al gemellaggio con gli "Ospedali Riuniti" di Bergamo.
Il
reparto è stato inaugurato nei giorni scorsi dall'assessore della Regione Lombardia
alla Sanità, Luciano Bresciani, in missione in America Latina
Il
contributo portato dal nosocomio bergamasco si è concretizzato sopratttutto
nella formazione di personale sanitario in ambito ginecologico-oncologico e
chirurgico-laparoscopico in ginecologia, con la fornitura di strumenti di base
per la chirurgia ostetrica e l'ammodernamento edilizio, impiantistico e strumentale
dell'area parto dell'ospedale Alvarez.
Ne
beneficeranno soprattutto le famiglie argentine che ora potranno partecipare
più compiutamente all'esperienza di una nuova nascita, grazie ad un ambiente
più moderno e confortevole; le donne affette da patologia ginecologica oncologica
potranno finalmente essere assistite con interventi meno invasivi.
Inoltre
il miglioramento dell'accessibilità ai servizi materno-infantili faciliterà
l'assistenza anche a fasce di popolazione che per varie motivazioni sociali
e culturali hanno una scarsa tendenza ad utilizzare i servizi ospedalieri, proponendo
percorsi d'eccellenza nell'area della prevenzione e anche in tutti gli aspetti
legati al fenomeno degli abusi sessuali.
Il
gemellaggio, della durata di due anni a partire dal febbraio
In
occasione della missione in Argentina l'assessore Bresciani si è interessato
anche al problema dell'assistenza sanitaria degli italiani all'estero. "Ho
verificato - ha detto l'assessore - che tra gli italiani all'estero ci sono
persone che di fatto non hanno una assistenza sanitaria efficace e accettabile:
proporremo al nostro ministro della Salute, Livia Turco, un provvedimento per
garantire un fondo nazionale nell'ambito dei principi che regolano il nostro
Governo".
"I
nostri immigrati - ha aggiunto Bresciani - non devono essere visti in modo utilitaristico
solo come un serbatoio di voti ma come persone portatrici di bisogni a cui bisogna
guardare con attenzione perché è necessario rispettare il coraggio di chi ha
dovuto lasciare la propria terra mantenendo però la propria identità. Nel frattempo
terremo un costante collegamento con le associazioni dei lombardi all'estero
per aiutare chi versa in condizioni di indigenza".
Nei
giorni scorsi sono state inaugurate da Bresciani anche opere realizzate all'Ospedale italiano di Rosario
in Argentina grazie a un gemellaggio con l'ospedale di Mantova "Carlo Poma".
“Efficacia,
efficienza e concretezza”. Con queste tre parole l'assessore regionale alla
Sanità, Luciano Bresciani, ha salutato la comunità lombarda in occasione dell'inaugurazione
Bresciani
ha voluto sottolineare la forma innovativa di questa esperienza, con il gemellaggio
diretto tra due ospedali e il sostegno della Regione nella linea tracciata,
secondo la quale è opportuno soprattutto garantire formazione del personale
e fornitura di tecnologie avanzate.
Il
gemellaggio, avviato nel 2005, con un sostegno finanziario complessivo di 340.000
euro da parte della Regione Lombardia, ha consentito all'Ospedale di Rosario
di superare nel triennio di progetto alcune criticità, garantendo un effettivo
miglioramento delle prestazioni sanitarie, con la valorizzazione delle risorse
umane, strutturali e tecnologiche e l'incremento delle capacità operative di
determinati settori.
Per
quanto riguarda le opere realizzate va rilevato in particolare come, nel 2005,
si siano ristrutturate tre sale operatorie, che presentavano livelli di standard
qualitativi non più adeguati. Tale intervento è stato eseguito da personale
argentino con la consulenza dell'Ufficio Tecnico dell'Ospedale di Mantova. Nel
2006 invece si è proceduto alla ridefinizione dell'assetto organizzativo dell'ospedale,
con l'individuazione di percorsi e la stesura di protocolli operativi. Il personale
della Direzione Medica dell'ospedale di Mantova ha garantito la consulenza in
materia. Inoltre è stato introdotto un sistema di controllo di gestione con
l'acquisizione di un apposito programma informatico e corsi di aggiornamento
per il personale amministrativo.
Si
è infine convenuto di avviare una collaborazione nel settore neonatologico,
con un contributo argentino sulle tecniche ventilatorie e un contributo lombardo
nel settore neurologico e più specificamente nel trattamento ipotermico delle
asfissie neonatali e della prevenzione della morte in culla. L'inaugurazione
dei nuovi reparti dell'ospedale italiano è stata preceduta da una serie di incontri
istituzionali con il sindaco di Rosario e il presidente della Regione di Santa
Fe, incontri che hanno messo in evidenza la volontà di sviluppare ulteriori
collaborazioni. (