Donato Di Matteo (Cram) a Berlino
Assemblea
degli abruzzesi emigrati in Germania: eletti a Berlino i rappresentanti
Di
Matteo a Willigen su invito della UIM
L’AQUILA -
Rocco Artale (67 anni, componente nel Cram Regione Abruzzo) , e Matteo Conti
( 29 anni, delegato al Congresso dei Giovani abruzzesi nel mondo). Sono questi
i rappresentanti (entrambi originari di Pescara), eletti all’Assemblea degli
abruzzesi emigrati in Germania, riunitasi a Berlino sabato scorso, alla presenza
del presidente del Cram Donato Di Matteo.
E’ dovuto,
infatti, intervenire il presidente del Cram, scegliendo Berlino quale città
della “riunificazione” anche per la comunità abruzzese in terra tedesca, per
risolvere – spiegano dal Cram - un contenzioso
che impediva in Germania la rappresentanza ufficiale nel Consiglio regionale
degli abruzzesi nel mondo, anche a causa della crisi in cui versa l’associazionismo
- non solo dei corregionali - nel più
grande Paese europeo, anche in termini di emigrazione italiana.
Artale, pensionato,
è presidente dell’Associazione abruzzese C.V. di Wolfsburg, città a forte emigrazione
operaia perché sede della fabbrica automobilistica Wolkswagen, dove lavorano
60mila dipendenti di cui 2.800 italiani attivi dei seimila residenti in totale,
fra cui 300 abruzzesi. Nella città di
Conti è, invece,
un giovane insegnate di lingua e cultura italiana emigrato in Germania due anni
fa, che si è subito attivato anche nell’Associazione famiglie emigrate abruzzesi
(Afea) di Stoccarda, dove ricopre la carica di presidente.
La crisi dell’associazionismo
e le soluzioni e progettualità per rilanciare le attività dei sodalizi di emigrati
sono stati i punti più approfonditi dall’Assemblea berlinese, dove Di Matteo
ha ridato fiducia ed energia a una comunità che negli ultimi tempi si è “sentita
abbandonata dalle istituzioni” e che presenta tuttora, dopo tanti decenni di
vita in Germania, problemi d’integrazione, soprattutto degli anziani e dei giovani
discendenti. “Molti nostri anziani sono rimasti soli – ha spiegato Artale -
Dopo una vita di duri sacrifici nelle fabbriche si ritrovano soli in casa per
via dei figli che, per acquisita mentalità tedesca, lasciano le famiglie una
volta sposati o terminati gli studi. Tanti vanno anche a finire nelle case di
riposo, subendo, in alcuni casi a me noti, anche l’umiliazione post-mortem di
non avere nessun parente che ne reclami il cadavere per una degna sepoltura,
né in Germania né in Italia”.
La rete dell’emigrazione
deve, secondo Conti, “prestare attenzione e adeguarsi al fenomeno della mobilità
europea dei giovani se vuole essere utile e, quindi sopravvivere, in un Paese
che, come l’Italia, è nell’Ue. Come insegnante ho potuto constatare che qui
il processo d’integrazione degli italiani, per via della lingua, non è ancora
concluso: persino i greci sono più organizzati e integrati di noi italiani”.
A questo proposito,
Artale ha aggiunto che i giovani di seconda e terza generazione fanno fatica
a sentirsi ancora italiani e abruzzesi, e, quindi con voglia di partecipare
alla vita delle associazioni, perché “si ricordano che da piccoli sono stati
abbandonati dalle istituzioni italiane nel difficile processo d’integrazione
scolastica: indipendentemente dall’età dovevano tutti ricominciare dalla prima
elementare e solo recentemente si sono fatti anche per gli italiani i corsi
scolastici differenziati.
Il presidente
del Cram Di Matteo ha esposto ai corregionali la grande progettualità a favore
di chi ha bisogno all’estero che contraddistingue la sua gestione ma anche per
promuovere gli interscambi culturali.
Su proposta
di Conti, si è deliberato anche di garantire presenze culturali ed eno-gastronomiche
abruzzesi su invito di organismi come l’Istituto italiano di Cultura che già
hanno organizzato con altre Regioni italiane manifestazioni in Germania.
Di Matteo ha
invitato i delegati all’Assemblea di recuperare le attività delle Associazioni
di abruzzesi iscritte all’Albo regionale che non sono intervenute a Berlino
per manifesta inattività (e capirne i motivi) ma che, comunque, potrebbero essere
ancora legalmente costituite “anche per non disperdere – ha concluso il presidente
del Cram – il prezioso patrimonio storico delle famiglie abruzzesi iscrittevi”.
Dopo Berlino,
Di Matteo ha fatto tappa a Willigen, su invito della locale Unione italiani
nel mondo (Uim), associazione di 850 famiglie italiane (di cui 150 abruzzesi)
iscritte molto attiva nei programmi sociali europei a favore dell’integrazione
scolastica, il cui vicepresidente è l’abruzzese (originario di Casoli) Antonio
Valla, che si è riunito con Di Matteo insieme al presidente Giuseppe Gnisci
e Giuseppe Maggio, presidente del Comites e vicepresidente del patronato Ital-Uil,
e alcune abruzzesi soci. Cram e Uim hanno concordato, per poter accedere all’Albo
regionale abruzzese (disciplinato dalle legge 47/2004), ma anche a quelli delle
altre Regioni italiane, di creare le “sezioni” regionali.