Massimo Seracini (Udc Usa): Class Action
SAN DIEGO - In Senato è passato, durante l’esame della
Finanziaria, con l’astensione significativa del gruppo UDC, come ha dichiarato
il presidente dei senatori centristi Francesco D’Onofrio, il principio della
class action, cioè della tutela, anche in giudizio, dei diritti dei consumatori.
Negli Stati Uniti, è ormai storia politica antica, il
ricordo delle famose battaglie di Ralph Nader che riuscirono a sconfiggere interessi
corporativi fino a quel momento inattaccabili, e più recentemente la battaglia
giudiziaria contro le società di tabacco, con risarcimenti miliardari che ancora
sono pagati a privati e perfino istituzioni.
Ora che il principio, se sarà approvato anche dalla Camera,
diventerà legge dello Stato, può essere applicato a difesa e salvaguardia dell’italianità
nel mondo, che è abusata, sfruttata economicamente e usata illegalmente e senza
qualsiasi autorizzazione da moltissime società che vendono prodotti con nomi
di fantasia italiani, con interi settori economici che riprendono perfino le
immagini del nostro meraviglioso ed unico territorio per la loro pubblicità.
Non solo questo trend è dell’industria alimentare e della ristorazione ma di
quella dell’abbigliamento e perfino delle costruzioni con interi tratte di case
che si chiamano Toscana o Portofino e citano abusivamente nelle loro brochures
pubblicitarie, lo stile architettonico italiano e perfino toscano: “tutto quello
che e’ italiano, sembra italiano, parla italiano, si chiama italiano anche con
ortografia e nomi assurdi, di fantasia: vende!!! ”
Per non parlare dell’industria dello spettacolo, delle
TV, della pubblicità e dei media che sistematicamente caratterizzano in maniera
negativa e/o caricaturale la nostra etnia.
Credo che sia arrivato il momento, di reagire e di portare
in giudizio con una class action contro gli speculatori, a nome e per conto
di tutto il nostro popolo che subisce un danno materiale perché perde ricchezza
da una concorrenza sleale che per vendere i loro prodotti-copia, usa ed abusa
della nostra qualità famosa nel mondo, oltre al danno morale alla dignità del
nostro onore, che è sistematicamente offeso da film, soap-operas e media che
ci dipingono sempre come mafiosi e violenti.
E’ il momento di alzare la testa e di far valere i nostri
diritti come nazione e non permettere più questo sistema di illegalità nei confronti
di un paese che ha dato la cultura e l’educazione del vivere civile al mondo
intero, e magari ricordarlo con promozioni culturali che gli Istituti di Cultura
sul territorio cercano di realizzare con un budget sempre più decurtato e modesto
(ndr.).
I tedeschi, i francesi, gli spagnoli, gli inglesi, gli
svedesi non permettono che i loro prodotti e/o la loro immagine siano nemmeno
sfiorati da questa sistematica speculazione economica e culturale, che invece
è accanita ed ogni giorno sempre più diffusa nei nostri confronti .
Abbiamo nel nostro ordinamento un organo istituzionale
che si chiama Avvocatura di Stato, che se ricordo bene dai miei studi universitari,
è preposta a difendere gli interessi dello Stato, ergo di tutti noi. Mettiamola
al servizio di questa nobile causa.
Il Governo Prodi, che ha voluto questo provvedimento,
dimostri che è super-partes ed incarichi il Ministro degli Esteri, il Vice Ministro
per gli Italiani nel mondo e il Ministro del Commercio internazionale che hanno
la competenza di rappresentarci nel mondo di segnalare queste situazioni e promuova
class actions contro le società che usano ed abusano il nostro trade mark di
italianità e offendono il nostro onore e la nostra storia.
Si potrebbe ricavare per il bilancio dello Stato delle
entrate dai risarcimenti richiesti e ottenuti che potrebbero incidere positivamente
sui nostri numeri cronici di indebitamento pubblico.
E’ un idea, che oggi è possibile realizzare perché, appena
finito l’iter parlamentare, la class action e’ uno strumento legale per tutelare
i consumatori italiani, cioè i cittadini italiani e il suo utilizzo da parte
dello Stato darebbe un segno positivo di orgoglio nazionale e un monito al mondo
intero che la qualità, la bellezza, le tradizioni del nostro Paese non sono
a disposizione di chiunque voglia utilizzarle per specularci sopra! (Massimo
Seracini*/
*UDC-USA
www.massimoseracini.org