INFORM - N. 215 - 19 novembre 2007


  INTERVENTI

Massimo Seracini (Udc Usa): Class Action

 

SAN DIEGO - In Senato è passato, durante l’esame della Finanziaria, con l’astensione significativa del gruppo UDC, come ha dichiarato il presidente dei senatori centristi Francesco D’Onofrio, il principio della class action, cioè della tutela, anche in giudizio, dei diritti dei consumatori.

Negli Stati Uniti, è ormai storia politica antica, il ricordo delle famose battaglie di Ralph Nader che riuscirono a sconfiggere interessi corporativi fino a quel momento inattaccabili, e più recentemente la battaglia giudiziaria contro le società di tabacco, con risarcimenti miliardari che ancora sono pagati a privati e perfino istituzioni.

Ora che il principio, se sarà approvato anche dalla Camera, diventerà legge dello Stato, può essere applicato a difesa e salvaguardia dell’italianità nel mondo, che è abusata, sfruttata economicamente e usata illegalmente e senza qualsiasi autorizzazione da moltissime società che vendono prodotti con nomi di fantasia italiani, con interi settori economici che riprendono perfino le immagini del nostro meraviglioso ed unico territorio per la loro pubblicità. Non solo questo trend è dell’industria alimentare e della ristorazione ma di quella dell’abbigliamento e perfino delle costruzioni con interi tratte di case che si chiamano Toscana o Portofino e citano abusivamente nelle loro brochures pubblicitarie, lo stile architettonico italiano e perfino toscano: “tutto quello che e’ italiano, sembra italiano, parla italiano, si chiama italiano anche con ortografia e nomi assurdi, di fantasia: vende!!! ”

Per non parlare dell’industria dello spettacolo, delle TV, della pubblicità e dei media che sistematicamente caratterizzano in maniera negativa e/o caricaturale la nostra etnia.

Credo che sia arrivato il momento, di reagire e di portare in giudizio con una class action contro gli speculatori, a nome e per conto di tutto il nostro popolo che subisce un danno materiale perché perde ricchezza da una concorrenza sleale che per vendere i loro prodotti-copia, usa ed abusa della nostra qualità famosa nel mondo, oltre al danno morale alla dignità del nostro onore, che è sistematicamente offeso da film, soap-operas e media che ci dipingono sempre come mafiosi e violenti.

E’ il momento di alzare la testa e di far valere i nostri diritti come nazione e non permettere più questo sistema di illegalità nei confronti di un paese che ha dato la cultura e l’educazione del vivere civile al mondo intero, e magari ricordarlo con promozioni culturali che gli Istituti di Cultura sul territorio cercano di realizzare con un budget sempre più decurtato e modesto (ndr.).

I tedeschi, i francesi, gli spagnoli, gli inglesi, gli svedesi non permettono che i loro prodotti e/o la loro immagine siano nemmeno sfiorati da questa sistematica speculazione economica e culturale, che invece è accanita ed ogni giorno sempre più diffusa nei nostri confronti .

Abbiamo nel nostro ordinamento un organo istituzionale che si chiama Avvocatura di Stato, che se ricordo bene dai miei studi universitari, è preposta a difendere gli interessi dello Stato, ergo di tutti noi. Mettiamola al servizio di questa nobile causa.

Il Governo Prodi, che ha voluto questo provvedimento, dimostri che è super-partes ed incarichi il Ministro degli Esteri, il Vice Ministro per gli Italiani nel mondo e il Ministro del Commercio internazionale che hanno la competenza di rappresentarci nel mondo di segnalare queste situazioni e promuova class actions contro le società che usano ed abusano il nostro trade mark di italianità e offendono il nostro onore e la nostra storia.

Si potrebbe ricavare per il bilancio dello Stato delle entrate dai risarcimenti richiesti e ottenuti che potrebbero incidere positivamente sui nostri numeri cronici di indebitamento pubblico.

E’ un idea, che oggi è possibile realizzare perché, appena finito l’iter parlamentare, la class action e’ uno strumento legale per tutelare i consumatori italiani, cioè i cittadini italiani e il suo utilizzo da parte dello Stato darebbe un segno positivo di orgoglio nazionale e un monito al mondo intero che la qualità, la bellezza, le tradizioni del nostro Paese non sono a disposizione di chiunque voglia utilizzarle per specularci sopra! (Massimo Seracini*/Inform)

*UDC-USA www.massimoseracini.org

 

 


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