PATRONATI
L’Inas Cisl
presto al servizio degli italiani in Spagna: il patronato aprirà una sede a
Barcellona
ROMA - L’Inas Cisl punta a raggiungere con i suoi servizi
di assistenza e tutela anche aree e paesi finora non toccati, seguendo la ‘nuova
emigrazione’ dei professionisti, degli studenti, dei giovani che cercano opportunità
all’estero sfruttando il diritto alla libera circolazione e i programmi europei,
ma anche l’evolversi delle comunità di più antica emigrazione che oggi, con
le nuove generazioni, chiedono nuove opportunità di interazione con la madrepatria
e con l’Europa. Tra le mete preferite di questi nuovi flussi migratori dal nostro
paese vi è
Sono sempre di più, soprattutto tra i giovani, coloro
che arrivano in Spagna direttamente dall’Italia in cerca di un’esperienza formativa
o lavorativa. Inoltre, molte persone di cittadinanza o di origine italiana attualmente
presenti in Spagna provengono dall'America Latina. Vi è chi arriva già in possesso
della cittadinanza italiana, che permette di stabilirsi più agevolmente in territorio
UE; altri invece hanno presentato domanda di riconoscimento nel paese di origine
prima di partire, ma nel frattempo – visti i tempi lunghi dell’iter burocratico
- vivono illegalmente in Spagna; altri ancora, pur avendovi diritto, non hanno
neppure presentato la domanda.
Le strutture diplomatiche e consolari, per far fronte alle esigenze di queste persone, necessitano di aiuto qualificato da parte di un soggetto che conosca bene la realtà migratoria: è il caso dell’Inas, che da oltre mezzo secolo assiste gli italiani all’estero ed è impegnata ad ampliare la sua attività anche in relazione alle nuove forme di mobilità intereuropea, con tutto ciò che ne deriva in termini di informazione e tutela dei cittadini su materie come quelle pensionistiche, particolarmente delicate quando un percorso lavorativo si articola attraverso vari paesi, il godimento delle prestazioni di sicurezza sociale mentre si risiede in un altro paese UE, e così via. Il servizio dell’Inas in Spagna consisterà da un lato nel favorire l’integrazione degli emigranti ‘di ritorno’ nel sistema Italia; dall’altro, sarà un altro passo avanti verso la costituzione di un patronato europeo, in grado di sostenere la mobilità intereuropea informando i cittadini sui loro diritti e tutelandoli ovunque scelgano di stabilirsi.