Per
tre giorni riuniti all’Aquila, giunti da tutto il mondo, gli operatori dell’Opera
Romana Pellegrinaggi
L’Abruzzo nel giro mondiale del turismo
religioso
L’AQUILA – Si
è appena conclusa la convention di tre giorni dei trecento delegati dell’ Opera
Romana Pellegrinaggi (ORP), giunti da tutto il mondo all’Aquila per il loro
VII Coordinamento internazionale, dal 13 al 15 novembre, nell’auditorium del
Forte Spagnolo. Sotto la guida di padre Cesare Atuire, sacerdote ghanese che
dell’ORP è direttore generale, i delegati hanno fatto il punto dei progetti
di sviluppo del turismo religioso nel mondo. Strutturata nel Vicariato vaticano
di Roma, l’ORP è diventata in pochi anni una formidabile agenzia che ogni anno
organizza e muove, in Italia ed all’estero, milioni di pellegrini nei luoghi
più ambiti dal turismo religioso (Roma, Lourdes, Santiago di Compostela, Terra
Santa, Fatima, Czestochowa, ecc.) ma anche tour più specifici sulle vie della
religiosità della vecchia Europa, unendo la religiosità all’arte e alla cultura.
E’ in questo interessante filone che l’Abruzzo conta di entrare, vantando un
patrimonio notevole di storia, tradizioni, arte, architetture pregevoli e spiritualità,
intessendo fin dai primordi del cristianesimo una religiosità profonda ad opera
dei benedettini, dei cistercensi, dei francescani e celestini che preziose vestigia
hanno lasciato nei secoli in questa meravigliosa regione, diventate luoghi santi.
Chiese, abbazie, eremi, conventi e santuari incastonati nelle rocce o immersi
in una natura incontaminata, declinano dalle aspre vette dell’Appennino in colli
e valli fino al mare, a tratti ancora selvaggio nella sua bellezza.
Una grande prospettiva nel prossimo futuro s’apre dunque
per l’Abruzzo, che aspira ad essere, per la sua vicinanza con Roma, un gateway
per l’Italia. Un grande impegno ha investito in questa direzione il vice presidente
della Regione Abruzzo, Enrico Paolini, che guida da due anni il coordinamento nazionale
degli assessori regionali al turismo. Forte anche della sua veste di vice presidente
dell’Enit, l’ente nazionale per il turismo italiano, egli ha impresso un notevole
slancio al settore. Interessanti, quindi, i risultati dei lavori e degli incontri
tenuti dalla Regione con l’ORP, con l’associazione Quo Vadis e con i sindaci
dei maggiori luoghi di culto abruzzesi. L’Aquila, con
Padre Atuire conta di poter presentare già nel 2008 alla
Bit di Milano, con il nuovo catalogo dell’Opera Romana Pellegrinaggi, una proposta
di turismo religioso con mete tutte abruzzesi. Dovrebbe risultare di forte gradimento
e di grande impatto emotivo, in Italia e soprattutto all’estero, per le bellezze
dei luoghi ed in special modo per il richiamo spirituale che santuari ed eventi
religiosi in Abruzzo vanno richiamando da alcuni anni, quando sono stati scoperti
dai grandi canali di comunicazione. Ora ciò che deve attivarsi in grande scala
è la promozione - e l’ORP è ormai operatore turistico d’eccellenza nel mondo
- e la rete dell’accoglienza, per la quale sta operando con cura il vice presidente
Paolini, sia sulle strutture del settore che con le amministrazioni locali,
affinché si lavori in grande sinergia di squadra. L’Abruzzo si gioca davvero
una grande chance. Insigni letterati e viaggiatori europei, a cavallo dei due
secoli precedenti, hanno lasciato pagine stupende sull’Abruzzo, da Edward Lear
a Maud Howe, da John A. Culthbert Hare a Richard Keppel Crafen, da Anne MacDonell
a Ferdinad Gregorovius, per citare i più noti. Eppure questa splendida regione
italiana è rimasta un po’ ai margini del grande turismo, anche se quando la
si scopre ti ammalia. Sta capitando sempre più frequentemente con gli amanti
del turismo culturale, naturalistico e della montagna che nella provincia abruzzese
più nascosta scoprono perle d’arte e d’architettura incantevoli ed inimmaginabili,
dove ogni angolo contrassegna una grande storia millenaria di uomini e cose,
dove persino gli antichi popoli italici insediati da tre millenni sul suo territorio
(Sabini, Vestini, Equi, Marsi, Peligni, Marrucini, Frentani, Piceni, Pretuzi
e Sanniti), ritenuti pastori e guerrieri, vengono scoperti ora nella loro raffinata
civiltà ed in inimmaginabili relazioni con il Baltico e Cartagine, come testimoniano
i recenti rinvenimenti archeologici nell’aquilano.
Castelli, torri, fortezze, borghi fortificati dominano
le cime di monti, svettano sulle alture adiacenti le valli e le antiche vie
consolari romane, con le loro strutture urbane ben conservate. E poi le città,
a dimensione d’uomo, con le loro architetture preservate dalle insolenze d’una
certa edilizia d’assalto e curate nei loro restauri. Sempre più c’è chi cerca
luoghi dove vivere le proprie vacanze fuori dal baccano, a contatto la natura,
la storia, l’arte, godendo i sapori della buona cucina e vini superbi. Specie
dai paesi europei si viene a scoprire questo Abruzzo, che guadagna titoli di
scatola sul Financial Times. S’acquistano vecchie case nei borghi incorrotti,
come Santo Stefano di Sessanio, un paesino alle falde del Gran Sasso proprietà
nel XVI secolo dei Medici di Firenze per via della produzione della lana nera,
ora diventato albergo diffuso ad opera d’un architetto svedese e classificato
tra i borghi più belli d’Italia. Tra i 150 borghi del Belpaese così classificati
dall’associazione nazionale dei Comuni, ben 13 ne annovera l’Abruzzo, a testimonianza
della qualità urbana dei suoi centri minori. Insomma, una vera miniera questo
Abruzzo. E’ sperabile che l’iniziativa regionale, sempre per l’infaticabile
iniziativa di Paolini, rafforzi sempre più la capacità logistica dell’ Aeroporto
d’Abruzzo, con nuove relazioni specie con il sud America, in aggiunta alle attuali
rotte interne su Milano e Torino ed internazionali su New York, Toronto, Londra,
Parigi, Bruxelles, Barcellona, Monaco di Baviera, Frankfurt, Praga, Bucarest,
Spalato e Kiev, sebbene talune solo stagionali.
Nel contesto del progetto di sviluppo del turismo regionale,
un grande ruolo possono giocarlo le associazioni degli Abruzzesi nel mondo,
rete capillare e fortemente motivata d’una comunità oggi stimata, nelle varie
generazioni dell’emigrazione, in un milione e trecentomila persone, dunque un
altro Abruzzo oltre confine. Ed infatti, non casualmente, il Consiglio Regionale
Abruzzesi nel Mondo ha avviato un progetto pilota con
*Componente del Consiglio regionale Abruzzesi nel Mondo