RASSEGNA STAMPA
Da “
Selene, da
un'italiana un'idea vincente. Ecco Yac, formazione e dialogo via internet
Brianzola,
25 anni, ha creato "Youth Action for Change", organismo internazionale
gestito da giovani per i giovani che raggiunge persone in
ROMA - Mettere in contatto i giovani che
hanno idee e voglia di fare, creare fra loro un ponte e fornire gratuitamente,
online, strumenti e conoscenze per poterle realizzare. E' questa l'anima di
"Youth Action for Change", la prima organizzazione a livello mondiale
- unica in Italia - per giovani e gestita da giovani, che fa formazione, in
rete, in campi diversi: dai diritti umani allo sviluppo sostenibile, dalla partecipazione
giovanile ad altro ancora.
Il programma globale è offerto interamente
via web, con corsi, dialoghi con esperti, campagne specifiche e networking.
A idearlo è stata una italiana, Selene Biffi, che per il suo progetto quest'anno
è stata premiata dal Consiglio d'Europa con il World Aware Education Award.
Oggi la sua creatura raggiunge giovani in
"L'idea mi è venuta un paio d'anni
fa, quando ho partecipato in rappresentanza dell'Italia all'International Youth
Parliament, una riunione che si tiene ogni due, tre anni e che mette insieme
centinaia di giovani che lavorano nel sociale" racconta Selene al telefono
da casa. Venticinque anni, una laurea alla Bocconi, vive in Brianza con i genitori,
anche se è un po' difficile pensare a lei come una "bambocciona".
Viaggia molto, è impegnata nel volontariato
da sempre, ma da mamma e papà ha imparato molto. Anche loro a casa ci stanno
pochino: sono spesso in India per il loro progetto, una scuola e un ospedale
che hanno creato a Varanasi, la città sacra.
Da Mezzago, in provincia di Milano, l'intuizione
di Selene ha fatto il giro del mondo, è stata copiata negli Stati Uniti e ha
ricevuto riconoscimenti dall'Oxfam e dall'Unicef solo per citarne alcuni. "Eppure
la cosa più difficile, paradossalmente, è farla conoscere qui da noi",
ammette.
Il progetto YAC è nato toccando con mano
le esigenze dei suoi colleghi al parlamento giovanile. "C'erano 350 ragazzi
da tutto il mondo con problemi specifici e si cercavano strumenti concreti per
insieme risorse. Da qui ho pensato di fare formazione online, perché è il modo
migliore: crea un punto in cui tutti possono connettersi, superando fusi orari
e barriere pratiche".
"Siamo i primi ad aver pensato a fornire
moduli di formazione peer- to-peer, in questo caso da giovani a giovani, dai
15 ai 29 anni" racconta veloce, ed è difficile fermarla quando ti spiega
quello che sono riusciti a fare. "Abbiamo 14-15 corsi tenuti da ragazzi,
cui si affiancano lecture di adulti, esperti del campo. Dall'economia all'aiuto
allo sviluppo, dalla salute pubblica al rispetto per l'ambiente". Il sito
conta
La
vostra filosofia è che la formazione si debba tradurre in un'azione concreta
sul territorio. Funziona?
"I nostri programmi hanno ispirato
in Pakistan l'approvazione di una nuova politica giovanile regionale, in Kenya
una campagna nazionale sull'Hiv condotta tutta in bicicletta. Nelle Filippine
un programma per educare gli attivisti ad utilizzare la videocamera per documentare
gli abusi nelle comunità indigene. E operiamo senza budget né supporto finanziario,
sul lavoro volontario dei giovani".
Chi
ha creduto in voi ?
"Soprattutto noi stessi ma non è stato
facile. La prima docente è stata una ragazza dal Perù che ha parlato di sviluppo
sostenibile. Poi le cose sono cambiate: si sono aggiunti professionisti dell'Onu,
di grandi ong, ex direttori, ex ambasciatori.
Eppure
lei ha ricevuto molti riconoscimenti: quest'anno il Consiglio Europeo, ma è
stata anche inserita dalle Nazioni Unite fra le giovani donne che ispirano il
cambiamento, combattendo per il futuro. E' possibile che da noi non se ne sappia
quasi nulla?
"Quest'anno sono stata invitata ad
Urbino al forum per le politiche giovanili. Collaboro con l'Aegee, che è il
forum studentesco europeo, con
Quali
sono i vostri progetti futuri?
"Sono stata eletta e da agosto mi
occupo di coordinare il "Major Group on Children and Youth" presso