ITALIANI ALL’ESTERO
Iniziata
ad Alessandria
ALESSANDRIA
– Iniziata questa mattina , 16 novembre,
sulle note di Piemontesina,
Sul palco del
Teatro comunale di Alessandria, una formazione bandistica provinciale, in rappresentanza
di nove complessi bandistici diretta
dal maestro Stefano Oddone. La banda ha eseguito l’Inno di Mameli e poi l’Inno
Europeo (Inno alla Gioia di Beethoven)
Poi, il saluto delle autorità ai 133 delegati, provenienti
da 23 paesi (Dei delegati 55 sono donne; il Paese col maggior numero di delegati
è l’Argentina con 64, segue il Brasile con 16).
In apertura
della Conferenza è intervenuto il presidente del Consiglio regionale del
Piemonte Davide Gariglio. “Bentornati a casa vostra, e grazie di essere
qui oggi” ha detto Davide Gariglio ai delegati, ricordando come siano più di
6 milioni in tutto il mondo i piemontesi emigrati e i loro discendenti.
Oggi il Piemonte
è divenuta “terra di arrivo” per altre migliaia di migranti. In passato erano
i piemontesi a lasciare la propria terra e cercare fortuna altrove. E Gariglio
ha ricordato l’importanza della istituzione
del Museo dell’emigrazione piemontese di Frossasco, luogo dove si racconta il
viaggio e l’odissea di queste persone. Una sorte di parallelismo con la realtà
dell’immigrazione attuale in Piemonte. Il legame affettivo degli immigrati con
la propria terra d’origine è forte. E il presidente
del Consiglio regionale ha ringraziato le associazioni che sono riuscite a mantenere
viva la tradizione e la cultura piemontese nel mondo, con particolare attenzione
alle “seconde generazioni”. “Riteniamo opportuno e doveroso mantenere i rapporti
con le realtà estere – ha rimarcato Gariglio – e giudichiamo demagogica l’accusa
di sperpero del denaro pubblico al fine del mantenimento attraverso l’associazionismo”
con oltre
A portare il
saluto ai delegati dei piemontesi all’estero anche il sindaco di Alessandria
Piercarlo Fabbio. “Darvi il benvenuto
nella nostra città è riduttivo e quasi offensivo, meglio dirvi ‘bentornati’”ha
esordito il primo cittadino di Alessandria, ricordando che tante sono le testimonianze
della storia dei piemontesi nel mondo, storie lontane di fortune e sfortune,
una sorta di mitologia della regione. “Quando mi è stata comunicata l'intenzione
di svolgere qui
La parola,
poi, al presidente della Provincia di Alessandria Paolo Filippi .“E’un
onore, oltre che un piacere ospitarvi” ha detto Filippi rivolgendosi ai delegati.
Fililppi ha citato poi alcuni esempi di piena integrazione degli emigrati piemontesi
nel mondo, come in Australia, negli Stati Uniti e in altri Paesi, dove le
seconde generazioni sono arrivate a ricoprire importanti cariche istituzionali.
Anche Filippi ha sottolieanto che “da oggi e da sempre Alessandria e provincia
accolgono centinaia di migranti, cercando di offrire loro le migliori condizioni
possibili di vita”. E Filippi ha ribadito la volontà della Provincia di percorrere
la strada dell’accoglienza e dell’integrazione. Uno dei propositi emersi dall’intervento
è la volontà di rafforzare, anche a livello provinciale, i rapporti con le comunità
piemontesi nel mondo.
“Voglio ringraziarvi di essere qui per celebrare
l'orgoglio di essere Piemontesi. Con percorsi diversi tutti voi avete portato
con fierezza il nome del Piemonte nel mondo e meritate un abbraccio e un grazie
speciale”. Così l'assessore regionale al Welfare, lavoro, immigrazione ed
emigrazione Teresa Angela Migliasso ha iniziato il suo intervento, ricordando
i risultati delle conferenze precedenti. “I gruppi di lavoro che verranno attivati
durante il pomeriggio hanno come obiettivo il coinvolgimento delle nuove generazioni”.
Vi parteciperanno infatti, 27 giovani delegati (17 donne ed 10 uomini), emigrati
piemontesi o loro discendenti, con un’età fra i 18 e i 33 anni, che provengono
da: Argentina, Australia, Brasile, Cile, Francia, Perù, Gran Bretagna, Sud Africa,
Uruguay, U.S.A. e Venezuela. L’assessore ha ricordato come e con quale impegno
L'assessore
Migliasso ha ricordato inoltre due importanti esempi di cooperazione internazionale
in Sud America: “Arte e terapie delle speranza” e “Attrezzature e officine”,
progetti che hanno coinvolto giovani, donne e uomini in difficoltà. “In questi
quattro anni che ci separano dalla II Conferenza di Novara, l’Assessorato all’Emigrazione
della Regione Piemonte – ha sottolineato Migliasso - ha attivato una serie di
iniziative rivolte agli emigrati ed alle Associazioni, Federazioni e Circoli
dei piemontesi nel mondo in diversi ambiti”. I progetti hanno spaziato dalla
promozione del patrimonio culturale, ai contributi erogati in ambito sociale,
alle borse di Studio e Master universitari, allo sviluppo e promozione di ricerche
e pubblicazioni sul tema dell’emigrazione”. Migliasso ha citato piemontesi illustri,
tra questi Ella Tambussi Grassi che fu eletta alla Camera dei rappresentanti
del Connecticut per due volte nel 1952 e nel 1954. Donna piemontese, alessandrina,
che si è distinta negli Stati Uniti. “Voglio sottolineare – ha proseguito Migliasso
- in particolare, la consistenza della presenza femminile in questa edizione
e l’importanza del contributo che potrà dare la partecipazione di tanti giovani.
L’obiettivo è valorizzare l’identità del Piemonte ed incrementare i contatti
diretti con tutti gli emigrati piemontesi ed i loro discendenti”.
Poi è intervenuta
Maddalena Tirabassi, direttore scientifico del Centro Altreitalie della Fondazione
Giovanni Agnelli di Torino. Nel suo intevento-relazione, Tirabassi ha rilevato
come il legame della seconda e terza generazione dei giovani con la patria d’origine,
passi oggi attraverso la “rete”. “In un'epoca di identità deterritorializzate,
sempre meno legate a luoghi fisici, uno dei non luoghi in cui l’identità si
costruisce oggi è certamente il Web”, ha detto Tirabassi. “L'identità della
diaspora italiana muta e si rafforza attraverso le nuove opportunità di stabilire
contatti rapidi e diretti e con il Ppaese d'origine e con gli altri membri della
diaspora. Come sostiene Robin Cohen – ha ricordato Tirabassi - uno dei principali
studiosi dei fenomeni delle diaspore, "in epoca di globalizzazione i moderni
mezzi di trasporto, comunicazione e di trasmissione culturale fanno sì che il
mantenimento di lingua, legami familiari e i rapporti commerciali e politici
tra comunità sparse in paesi diversi sia facile come non è mai stato".
Hanno inoltre colto l'opportunità di estenderli attraverso nuove reti: i forum
di discussione che consentono il dialogo con i membri della diaspora italiana
nel mondo, acquistando prodotti italiani, usufruendo dei voli low cost per un
viaggio di vacanza o studio in Italia”.
Maddalena Tirabassi
ha definito le nuove generazioni degli immigranti italiani come i “nuovi mobili”,
che attraversano le frontiere degli stati membri dell’Unione Europea. La direttrice,
si è posta l’interrogativo relativo alle motivazione che spingono i giovani
italiani ad emigrare. Si tratta di nuove motivazioni, sulle quali Tirabassi,
si è soffermata, esaminando il caso della “Fuga di Cervelli”. “Per trovare una
possibile risposta a questi quesiti occorre abbandonare i vecchi paradigmi migratori
per analizzare in maniera più “olistica” questi nuovi movimenti che possono
essere inquadrati anche in un’ottica globale”. Migrazioni interne e migrazioni
estere sono state al centro del confronto fatto dalla direttrice scientifica
di Altreitalie. Esiste una nuova mobilità, caratterizzata non solo da professionisti,
ma anche da operai specializzati, ad esempio. Si tratta di una mobilità “difficile
da rilevare statisticamente per la convenzione di Schengen”. La maggioranza
sono giovani laureati che trovano lavoro nelle capitali europee. Nuove mobilità
frutto dei programmi Socrates – Erasmus. Fenomeno che merita di essere seguito.
Vi sono affinità anche con i paesi d’oltre oceano. “In un questionario proposto
a 1000 persone in Brasile si offriva la possibilità di viaggi studio in Italia”.
“E’ stata l’occasione per rilevare - ha
sottolineato Maddalena Tirabassi - come
la voglia di avere contatti diretti col proprio paese, sia molto sentita. Negli
Stati Uniti, dove resistono ancora stereotipi legati agli italiani, si fa avanti
la nuova immigrazione costituita in prevalenza da studenti con alto profilo
culturale e professionale. Nuovi immigrati – ha concluso Tirabassi - e quindi
la necessità di un nuovo tipo di associazionismo. Il buon auspicio sarebbe quello
di creare una “Summer School” dove si possono sperimentare nuovi strumenti di
ricerca sull’emigrazione”. (