INFORM - N. 214 - 16 novembre 2007


ITALIANI ALL’ESTERO

Iniziata ad Alessandria la Terza Conferenza dei Piemontesi nel Mondo

 

ALESSANDRIA –  Iniziata questa mattina , 16 novembre, sulle note di Piemontesina, la Terza Conferenza dei Piemontesi nel Mondo.

Sul palco del Teatro comunale di Alessandria, una formazione bandistica provinciale, in rappresentanza di nove  complessi bandistici diretta dal maestro Stefano Oddone. La banda ha eseguito l’Inno di Mameli e poi l’Inno Europeo (Inno alla Gioia di Beethoven)

Poi,  il saluto delle autorità ai 133 delegati, provenienti da 23 paesi (Dei delegati 55 sono donne; il Paese col maggior numero di delegati è l’Argentina con 64, segue il Brasile con 16).

In apertura della Conferenza è intervenuto il presidente del Consiglio regionale del Piemonte Davide Gariglio. “Bentornati a casa vostra, e grazie di essere qui oggi” ha detto Davide Gariglio ai delegati, ricordando come siano più di 6 milioni in tutto il mondo i piemontesi emigrati e i loro discendenti.

Oggi il Piemonte è divenuta “terra di arrivo” per altre migliaia di migranti. In passato erano i piemontesi a lasciare la propria terra e cercare fortuna altrove. E Gariglio ha ricordato  l’importanza della istituzione del Museo dell’emigrazione piemontese di Frossasco, luogo dove si racconta il viaggio e l’odissea di queste persone. Una sorte di parallelismo con la realtà dell’immigrazione attuale in Piemonte. Il legame affettivo degli immigrati con la propria terra d’origine è forte. E il  presidente del Consiglio regionale ha ringraziato le associazioni che sono riuscite a mantenere viva la tradizione e la cultura piemontese nel mondo, con particolare attenzione alle “seconde generazioni”. “Riteniamo opportuno e doveroso mantenere i rapporti con le realtà estere – ha rimarcato Gariglio – e giudichiamo demagogica l’accusa di sperpero del denaro pubblico al fine del mantenimento attraverso l’associazionismo” con oltre 120 associazioni in tutto il mondo. Poi, riferendosi alla Reggia di Venaria, la ha definita “simbolo del mantenimento del patrimonio culturale piemontese, per il quale verranno investite molte risorse nel futuro”. Su tali propositi, ha assocurato Gariglio, il Consiglio regionale continuerà a lavorare per supportare lo sviluppo della cultura piemontese nel mondo.

A portare il saluto ai delegati dei piemontesi all’estero anche il sindaco di Alessandria Piercarlo Fabbio.  “Darvi il benvenuto nella nostra città è riduttivo e quasi offensivo, meglio dirvi ‘bentornati’”ha esordito il primo cittadino di Alessandria, ricordando che tante sono le testimonianze della storia dei piemontesi nel mondo, storie lontane di fortune e sfortune, una sorta di mitologia della regione. “Quando mi è stata comunicata l'intenzione di svolgere qui la Terza Conferenza dei Piemontesi nel Mondo in me si sono succeduti una serie di sentimenti contrastanti, di nostalgia, tristezza, ma anche di grande orgoglio” ha detto Fabbio. Che ha sottolineato anche la necessità dell'accoglienza nel nostro presente, comprendendo le ragioni dell'attuale processo di “migranza”, per comprendere meglio anche la storia del Piemonte attuale. “La tolleranza e la comprensione devono essere alla base  della volontà di comunicare la nostra cultura e la nostra tradizione. Alessandria vi è grata per tutto quello che fate nel mondo e per il Piemonte”, ha concluso il sindaco.

La parola, poi, al presidente della Provincia di Alessandria Paolo Filippi .“E’un onore, oltre che un piacere ospitarvi” ha detto Filippi rivolgendosi ai delegati. Fililppi ha citato poi alcuni esempi di piena integrazione degli emigrati piemontesi nel mondo, come in Australia,  negli Stati Uniti e in altri Paesi, dove le seconde generazioni sono arrivate a ricoprire importanti cariche istituzionali. Anche Filippi ha sottolieanto che “da oggi e da sempre Alessandria e provincia accolgono centinaia di migranti, cercando di offrire loro le migliori condizioni possibili di vita”. E Filippi ha ribadito la volontà della Provincia di percorrere la strada dell’accoglienza e dell’integrazione. Uno dei propositi emersi dall’intervento è la volontà di rafforzare, anche a livello provinciale, i rapporti con le comunità piemontesi nel mondo.

 “Voglio ringraziarvi di essere qui per celebrare l'orgoglio di essere Piemontesi. Con percorsi diversi tutti voi avete portato con fierezza il nome del Piemonte nel mondo e meritate un abbraccio e un grazie speciale”. Così l'assessore regionale al Welfare, lavoro, immigrazione ed emigrazione Teresa Angela Migliasso ha iniziato il suo intervento, ricordando i risultati delle conferenze precedenti. “I gruppi di lavoro che verranno attivati durante il pomeriggio hanno come obiettivo il coinvolgimento delle nuove generazioni”. Vi parteciperanno infatti, 27 giovani delegati (17 donne ed 10 uomini), emigrati piemontesi o loro discendenti, con un’età fra i 18 e i 33 anni, che provengono da: Argentina, Australia, Brasile, Cile, Francia, Perù, Gran Bretagna, Sud Africa, Uruguay, U.S.A. e Venezuela. L’assessore ha ricordato come e con quale impegno la Regione si è adoperata per diffondere il patrimonio culturale piemontese anche all’estero, citando quali esempi il Museo di dell’Emigrazione di Frossasco, inaugurato un anno fa, il progetto “Piemonte Cinema” e il museo del cinema di Torino, “Anche il sito internet www.piemontesinelmondo.it è stato rinnovato soprattutto nella parte riservata all'emigrazione e ha vinto un importante premio come riconoscimento del lavoro svolto”, ha aggiunto.

L'assessore Migliasso ha ricordato inoltre due importanti esempi di cooperazione internazionale in Sud America: “Arte e terapie delle speranza” e “Attrezzature e officine”, progetti che hanno coinvolto giovani, donne e uomini in difficoltà. “In questi quattro anni che ci separano dalla II Conferenza di Novara, l’Assessorato all’Emigrazione della Regione Piemonte – ha sottolineato Migliasso - ha attivato una serie di iniziative rivolte agli emigrati ed alle Associazioni, Federazioni e Circoli dei piemontesi nel mondo in diversi ambiti”. I progetti hanno spaziato dalla promozione del patrimonio culturale, ai contributi erogati in ambito sociale, alle borse di Studio e Master universitari, allo sviluppo e promozione di ricerche e pubblicazioni sul tema dell’emigrazione”. Migliasso ha citato piemontesi illustri, tra questi Ella Tambussi Grassi che fu eletta alla Camera dei rappresentanti del Connecticut per due volte nel 1952 e nel 1954. Donna piemontese, alessandrina, che si è distinta negli Stati Uniti. “Voglio sottolineare – ha proseguito Migliasso - in particolare, la consistenza della presenza femminile in questa edizione e l’importanza del contributo che potrà dare la partecipazione di tanti giovani. L’obiettivo è valorizzare l’identità del Piemonte ed incrementare i contatti diretti con tutti gli emigrati piemontesi ed i loro discendenti”.

Poi è intervenuta Maddalena Tirabassi, direttore scientifico del Centro Altreitalie della Fondazione Giovanni Agnelli di Torino. Nel suo intevento-relazione, Tirabassi ha rilevato come il legame della seconda e terza generazione dei giovani con la patria d’origine, passi oggi attraverso la “rete”. “In un'epoca di identità deterritorializzate, sempre meno legate a luoghi fisici, uno dei non luoghi in cui l’identità si costruisce oggi è certamente il Web”, ha detto Tirabassi. “L'identità della diaspora italiana muta e si rafforza attraverso le nuove opportunità di stabilire contatti rapidi e diretti e con il Ppaese d'origine e con gli altri membri della diaspora. Come sostiene Robin Cohen – ha ricordato Tirabassi - uno dei principali studiosi dei fenomeni delle diaspore, "in epoca di globalizzazione i moderni mezzi di trasporto, comunicazione e di trasmissione culturale fanno sì che il mantenimento di lingua, legami familiari e i rapporti commerciali e politici tra comunità sparse in paesi diversi sia facile come non è mai stato". Hanno inoltre colto l'opportunità di estenderli attraverso nuove reti: i forum di discussione che consentono il dialogo con i membri della diaspora italiana nel mondo, acquistando prodotti italiani, usufruendo dei voli low cost per un viaggio di vacanza o studio in Italia”.

Maddalena Tirabassi ha definito le nuove generazioni degli immigranti italiani come i “nuovi mobili”, che attraversano le frontiere degli stati membri dell’Unione Europea. La direttrice, si è posta l’interrogativo relativo alle motivazione che spingono i giovani italiani ad emigrare. Si tratta di nuove motivazioni, sulle quali Tirabassi, si è soffermata, esaminando il caso della “Fuga di Cervelli”. “Per trovare una possibile risposta a questi quesiti occorre abbandonare i vecchi paradigmi migratori per analizzare in maniera più “olistica” questi nuovi movimenti che possono essere inquadrati anche in un’ottica globale”. Migrazioni interne e migrazioni estere sono state al centro del confronto fatto dalla direttrice scientifica di Altreitalie. Esiste una nuova mobilità, caratterizzata non solo da professionisti, ma anche da operai specializzati, ad esempio. Si tratta di una mobilità “difficile da rilevare statisticamente per la convenzione di Schengen”. La maggioranza sono giovani laureati che trovano lavoro nelle capitali europee. Nuove mobilità frutto dei programmi Socrates – Erasmus. Fenomeno che merita di essere seguito. Vi sono affinità anche con i paesi d’oltre oceano. “In un questionario proposto a 1000 persone in Brasile si offriva la possibilità di viaggi studio in Italia”. “E’ stata l’occasione per rilevare -  ha sottolineato Maddalena Tirabassi -  come la voglia di avere contatti diretti col proprio paese, sia molto sentita. Negli Stati Uniti, dove resistono ancora stereotipi legati agli italiani, si fa avanti la nuova immigrazione costituita in prevalenza da studenti con alto profilo culturale e professionale. Nuovi immigrati – ha concluso Tirabassi - e quindi la necessità di un nuovo tipo di associazionismo. Il buon auspicio sarebbe quello di creare una “Summer School” dove si possono sperimentare nuovi strumenti di ricerca sull’emigrazione”. (Inform)

 


Vai a: