ATTIVITA’ PARLAMENTARE
L’ambasciatore
Massolo sulla riorganizzazione del ministero degli Affari Esteri
Nella
seduta del 14 novembre
ROMA - Riferisce
in audizione alla III Commissione Affari Esteri del Senato, martedì 6 novembre
2007, il Segretario generale del MAE, Giampiero
Massolo, in relazione alla riorganizzazione della rete consolare all’estero
prevista in seguito all’approvazione dell’articolo 1, comma 404, della Finanziaria
2007.
La norma, impostata
su una logica contenitiva della spesa pubblica, impone una ristrutturazione
ad opera del Ministero che suscita diverse preoccupazioni in seno alle collettività
italiane all’estero e ai parlamentari da esse eletti, di cui lo stesso Consiglio
generale degli italiani all’estero (CGIE) si è fatto portavoce nel corso dell’ultima
Assemblea plenaria, svoltasi nei primi giorni del mese di novembre.
“Il Mae ha
l’obbligo di provvedere all’avvio della
ristrutturazione della rete diplomatica consolare e degli istituti di cultura
– ha detto Massolo, chiarendo i termini della norma in Commissione - in considerazione
del mutato contesto geopolitico, soprattutto in Europa, ed in particolare all’unificazione
dei servizi contabili degli uffici della rete diplomatica aventi sede nella
stessa città”.
“Pur in presenza
di un importante sforzo di modernizzazione, semplificazione e informatizzazione
delle procedure, la rete consolare, nel suo assetto attuale, - ha aggiunto Massolo
- con le attuali dotazioni di personale e risorse finanziarie, presenta obiettive
difficoltà di funzionamento, più volte evidenziate con preoccupazione anche
in sede parlamentare. Per assicurare un livello adeguato di servizi consolari
(sul piano quantitativo e qualitativo), a legislazione vigente, e, dunque, senza
compiti aggiuntivi, sono necessarie fin d’ora più risorse, sia finanziarie che
umane, su livelli che paiono difficilmente raggiungibili nell’attuale contesto
della spesa pubblica e ancor più ardui da conseguire ove ulteriormente incrementati
delle risorse necessarie per fare fronte ai compiti aggiuntivi che si profilano
per la rete all’estero, specie in materia di cittadinanza e di visti”.
Tuttavia, i
criteri di massima per la riorganizzazione, indicati dalla norma citata, rimarcano
la necessità di limitare l’onerosità della rete “senza comprometterne la funzionalità
– sottolinea Massolo - e senza ledere i diritti acquisiti del personale addetto”.
Poiché con
l’attuale volume di risorse finanziarie risulta dubbia la possibilità di mantenere
così come ora è la rete all’estero, l’ambasciatore Massolo si domanda se non
sia da considerarsi l’opzione di un numero più ristretto di Uffici, sui quali
concentrare, potenziandoli, le risorse a disposizione, tenendo presente tre
aspetti: una più aggiornata articolazione della rete, con accorpamenti di Uffici
all’estero che compensino il disagio per l’utenza con un più efficace contatto
“a distanza” con l’Ufficio consolare; la riorganizzazione dei processi, intesa
come semplificazione delle procedure; l’autonomia finanziaria e gestionale delle
sedi, intesa come misura di migliore utilizzo delle risorse.
Per effetto
del quadro normativo che contempla il congelamento delle assunzioni di personale,
in caso di mancato, tempestivo adempimento, l’Amministrazione ha individuato
“sulla base delle direttive generali del Ministro - ha specificato Massolo -
ed a seguito di un approfondito esame sotto la supervisione del Vice Ministro
Danieli, un articolato piano di interventi”.
Così, nella
prima fase della riorganizzazione, iniziata lo scorso 1° ottobre, è stato deciso
l’accorpamento delle Rappresentanze permanenti a Ginevra e una serie di interventi
previsti ad Atene, Il Cairo, Bastia e Lipsia, chiariti dal Vice Ministro Danieli
nell’esposizione alla Commissione del 25 ottobre 2007.
La riflessione
in corso, invece, “si sta focalizzando
su alcune sedi, - ha indicato Massolo - per le quali si ritiene utile approfondire
l’analisi circa la possibilità e l’impatto di eventuali accorpamenti, con particolare
riguardo ai Consolati di Innsbruck, Edimburgo (per quest’ultima sede, proprio
in questi giorni è stato deciso il mantenimento, ndr),
Edmonton, Esch-sur-Alzette, e l’Istituto di cultura di Lilla (in effetti una
sezione distaccata dell’Istituto di Parigi). Per quanto concerne i nuovi uffici,
è poi prevista l’istituzione del Consolato Generale a Mosca e l’apertura di
un’Ambasciata in Moldova, fermo restando che ulteriori possibili misure di rafforzamento
dipenderanno dalle risorse rese disponibili dagli accorpamenti delle sedi e
che le aree interessate saranno quelle, già indicate, dell’Asia, del Medio Oriente
ed eventualmente dell’America Latina”.
Si parla quindi
di interventi che interesseranno una ventina di Uffici all’estero, tanto
in riduzione che in potenziamento. Dall’insieme delle attività fin qui descritte
sono attese riduzioni di spesa, nel periodo 2007-2009, pari a circa 4 milioni
di euro.
Massolo ha
poi analizzato la possibilità, attualmente in fase di studio al MAE, di istituire
una figura aggiuntiva presso
In conclusione,
Massolo si domanda: “Se non sia ormai giunto il momento di mettere allo studio
un provvedimento più organico e globale di riordino, da delineare attraverso
una riflessione ad un tempo interna al Ministero (nelle sue componenti politica,
amministrativa, sindacale), ma anche doverosamente aperta agli stimoli del Parlamento,
come pure ai contributi della società civile”.
Nel corso del
dibattito sulle procedure di intervento elencate dall’ambasciatore Massolo,
il senatore Micheloni (Ulivo), eletto
nella ripartizione Europa, evidenzia con rammarico come “non sembri possibile
dall’atto del governo finalizzato alla riorganizzazione della rete consolare
cogliere l'impostazione generale della linea di intervento, mancando quindi
la prospettiva di un progetto organico di riforma come preannunciato dal Governo.
Non sono pregiudizialmente contrario – ha aggiunto Micheloni - ad un progetto
di chiusura di vari uffici consolari, laddove ciò dovesse rispondere ad una
più generale esigenza di razionalizzazione. Esprimo viva preoccupazione per
la preannunciata chiusura di ben 33 uffici consolari e ritengo necessaria una
maggiore interlocuzione con gli organi parlamentari nella prospettiva non solo
di una migliore conoscenza delle ragioni che sono alla base delle scelte concrete,
ma altresì con la finalità di offrire un valido contributo per portare a conoscenza
delle autorità di governo le istanze che attengono alle comunità emigrate e
che contribuiscono allo sviluppo economico dell'Italia all'estero”.
Il senatore
Mantica (AN) dichiara di non essere soddisfatto
del decreto di riordino, ritenendolo inidoneo a rispondere in modo compiuto
alle richieste della Finanziaria 2007. Egli evidenzia la scarsa attenzione dedicata all'obiettivo
di riduzione della voce di spesa relativa alle consulenze esterne ed esprime
forti perplessità in ordine alla ridefinizione della Segreteria generale attraverso
l'individuazione della figura del Vice segretario generale vicario come Direttore
politico, chiedendone di accertarne le specifiche competenze. Richiede inoltre
una maggiore riflessione, che coinvolga le rappresentanze sindacali, sul ricorso
al personale a contratto nelle sedi all'estero, nella prospettiva di contenere
la spesa mantenendo livelli di efficienza elevati.
Il senatore
Antonione (FI) sottolinea inoltre l'esigenza
di un approfondimento da parte della Commissione circa le problematiche specifiche
delle comunità degli italiani all'estero “affinché possano essere affrontati
in modo condiviso assieme ai senatori che più specificamente rappresentano quella
realtà elettorale”. Egli rileva anche l’importanza di una maggiore sinergia
con l’attività degli enti territoriali al fine di trovare risposte adeguate
e non penalizzanti nell’ambito della logica del contenimento della spesa pubblica.
Il senatore
Pollastri (Ulivo) ritiene necessario coinvolgere
tutta la rappresentanza politica, richiamando al riguardo le funzioni del neo
istituito Comitato per le questioni delle comunità degli italiani all'estero,
che riunisce - oltre che ai senatori eletti nelle circoscrizioni dell'estero
– rappresentanti di tutte le altre forze politiche. Oltre a ciò sottolinea l’urgenza
di un aumento del numero del personale assunto nella rete consolare. In proposito,
richiamando la situazione di grave stallo che caratterizza le strutture consolari
in America Latina, Pollastri auspica che quanto prima sia data concretezza agli
interventi di aumento del personale preannunciati dal Governo nel corso della
presente legislatura.
Anche il senatore
Tonini (Aut) ritiene utile avviare
una seria riflessione globale, nella prospettiva, con particolare riferimento
al tema del personale delle strutture all'estero e di contemperare l'esigenza
di riduzione dei relativi costi con la richiesta di un rafforzamento delle risorse
umane avvalendosi di lavoratori locali a contratto.
L’ambasciatore Massolo risponde ai rilievi mossi nel corso
del dibattito ribadendo che le strutture all’estero interessate dal processo
di accorpamento ovvero dall’apertura di nuovi uffici non sono superiori alle
circa 20 di cui si è parlato, e confermando l’attenzione del Ministero per gli
ordini del giorno accolti nel corso della sessione di bilancio, seppur evidenziando
l’esigenza di conformarsi alle disposizioni di legge approvate e dei citati
vincoli posti dalla legge finanziaria 2007.
Per quanto
riguarda la nuova figura del Direttore politico “si tratterebbe di una figura
non sovraordinata gerarchicamente, da un punto di vista formale, rispetto ai
Direttori generali, e, tuttavia, - afferma Massolo - rilevatasi indispensabile,
anche guardando all’esperienze di altri partner
europei, per assicurare la coerenza dell’azione politica”. Infine rimarca “un
ricorso parco alle consulenze esterne”da parte del Mae e ricorda quindi come
la legge finanziaria rechi norme che prevedono un’analitica ricognizione, articolata
per qualifiche, mansioni e aree geografiche, del fabbisogno di dipendenti da
impiegare all’estero che dovrebbe consentire, di intesa con il Ministero dell’economia
e delle finanze, un’adeguata pianificazione del ricorso a personale a contratto.
Riprendendo,
il giorno 14 novembre, la discussione sullo schema di decreto del Presidente
della Repubblica volto alla ridefinizione dei compiti della Direzione generale
della cooperazione allo sviluppo e alla ristrutturazione della rete diplomatico
consolare e gli istituti di cultura all’estero,
Nel breve confronto
che ha preceduto l’approvazione, il senatore Tonini (Aut) ha rimarcato la priorità che tale processo di riforma
della struttura diplomatico-consolare non prescinda da forme di consultazione
con i competenti organi parlamentari al fine di concorrere, tracciandone le
linee di fondo, alla politica del Governo al riguardo. A suo avviso l'esigenza
di un confronto più diretto con il Governo è altresì avvertita anche sotto il
profilo della definizione dei compiti degli uffici della Direzione generale
per la cooperazione allo sviluppo.
Lo stesso senatore
Micheloni (Ulivo) sottolinea ancora
l'opportunità di trovare idonee forme di consultazione con gli organismi parlamentari
e con i rappresentanti delle comunità degli italiani all'estero – quali i Comites
e il CGIE – con riferimento alla definizione dei criteri che presiederanno il
complessivo disegno di riforma preannunciato dal Governo. A questo proposito
osserva con rammarico come, quanto al provvedimento in esame, il dialogo con
il Governo sia stato insufficiente, evidenziando in particolare la mancanza
di un'adeguata riflessione sul concetto di innovazione che, a suo avviso, dovrebbe
ispirare il progetto di razionalizzazione della rete consolare e diplomatica,
soprattutto per quanto concerne gli interventi strutturali che attengono alle
articolazioni interne delle sedi all'estero.
Il Vice Ministro
Danieli ribadisce il suo impegno, facendo presente come la strada del dialogo
sia sempre aperta. Nel comprendere l'esigenza di un maggiore coinvolgimento,
da parte dei soggetti interessati, nella fase preparatoria all'adozione di un
disegno di riforma complessivo, Danieli si dice disponibile a riferire in Commissione
in ordine all'attuazione del regolamento di riorganizzazione del Ministero degli
Affari Esteri in esame e all'adozione dei provvedimenti attuativi concernenti,
tra l’altro, la ristrutturazione della rete diplomatico-consolare e degli istituti
di cultura. Anche il Presidente della Commissione Dini, prima di porre al voto il parere sulla relazione, ha sottolineato
come non venga pregiudicata la riflessione sull’opportunità di un intervento
più generale e sulla ridefinizione dei provvedimenti attuativi relativi alla
rete diplomatico e consolare all’estero.
Unico astenuto
al parere favorevole espresso dalla Commissione, il senatore Mantica (AN) che ha affermato come “si
sia persa l’occasione offerta dal riordino disposto dalla legge finanziaria
2007 per procedere ad un più complessivo e ambizioso adeguamento della struttura
del Ministero alle esigenze poste dai nuovi compiti ad esso assegnati e dall’evoluzione
del contesto internazionale in cui opera”. (V.P.-