INFORM - N. 213 - 15 novembre 2007


SENATO

I senatori dell’Ulivo replicano alla Lega che accusa di voto di scambio gli eletti all’estero

Micheloni e Randazzo: Sono parto della fantasia di Calderoli le ‘cifre incredibili’ in Finanziaria per gli italiani all’estero 

“Calderoli pensi alla Lega nel governo Berlusconi”

 

ROMA – “Per suprema ironia della sorte è il senatore Calderoli a parlare di voto di scambio in relazione agli eletti all'estero i quali, secondo il leader leghista, avrebbero ottenuto in questa Finanziaria lo stanziamento di 'cifre incredibili' per il loro voto favorevole”. Lo affermano, in una nota congiunta, i senatori dell'Ulivo eletti nella Circoscrizione Estero Claudio Micheloni e Antonino Randazzo.

“La Lega - aggiungono i due senatori - dimentica qualcosa di peggio di un voto di scambio: il suo micidiale condizionamento del precedente governo per cinque anni consecutivi fino alla 'porcata' della vigente legge elettorale. Altro che voti di scambio! Un movimento minoritario, antiunitario, antinazionale,e in particolare antimeridionale, secessionista e razzista che condiziona la gestione politica di un intero Paese, sporcando pertanto il nome e l'immagine dell'Italia e degli italiani nel mondo”.

“Le 'cifre incredibili' che Calderoli si guarda bene dall'indicare e quantificare - affermano Micheloni e Randazzo - sono un parto della sua fantasia, giacché si tratta di uno stanziamento totale di 32 milioni di euro, incluso il potenziamento dei servizi consolari di cui si avvalgono anche milioni di stranieri”.

“Comunque le limitatissime risorse che l'Italia investe per mantenere i rapporti con i milioni di italiani nel mondo sono insignificanti in rapporto al ritorno di miliardi di euro da parte degli italiani all'estero per l'economia italiana tutta. E' ora di finirla con la strumentalizzazione degli eletti all'estero da parte di alcuni politici e di molti media. Questa strumentalizzazione offende la storia e il lavoro di milioni di donne e uomini che - concludono Micheloni e Randazzo - nel mondo rappresentano e spesso salvano l'immagine dell'Italia troppo spesso rovinata da una certa deleteria concezione della politica”. (Inform)

 

 


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