In III Commissione interrogazione sull’insegnamento
della lingua italiana all’estero
Narducci insoddisfatto della risposta
del sottosegretario Craxi
ROMA - Nella
corso della seduta della III Commissione Affari Esteri della Camera dei Deputati
di mercoledì 14 novembre, il sottosegretario agli Esteri Vittorio Craxi ha risposto
all’interrogazione di Franco Narducci (Ulivo), deputato eletto nella ripartizione
Europa, riguardante l’insegnamento della lingua italiana all’estero.
Narducci ha
segnalato infatti “la grave situazione dell'insegnamento della lingua italiana
all'estero, che non è messo in grado di competere adeguatamente con le altre
lingue nel mercato formativo mondiale. Come ogni anno, i docenti sono giunti
con ritardo nelle sedi estere per cui si è reso nuovamente necessario il ricorso
a supplenti con il duplice risultato della perdita della continuità didattica
e della perpetuazione del precariato”. Inoltre, conseguentemente, viene a determinarsi
un elemento di disaffezione da parte degli utenti che Narducci ha sottolineato
specie nell’ambito delle famiglie miste.
Il Sottosegretario
Craxi ha ribadito l’attenzione con cui il Ministero degli Affari Esteri segue
le procedure di selezione e di nomina del personale docente a tempo indeterminato
da destinare alle istituzioni scolastiche e culturali italiane all’estero.
In merito alle
tempistiche e alle problematiche connesse segnalate nell’interrogazione di Narducci,
Craxi ha specificato che “il personale scolastico di ruolo può essere nominato
all'estero sui posti di contingente statale all'inizio di ogni anno scolastico,
vale a dire dal primo settembre, non potendosi prevedere assegnazioni anticipate
rispetto al calendario scolastico in vigore in Italia (1o settembre-31
agosto)”.
Nell'anno
“Le nomine
dei docenti di scuola secondaria di primo e secondo grado sono ad uno stadio
avanzato e si concluderanno entro la fine del corrente mese. Bisogna tener presente
- ha aggiunto Craxi - che la complessità delle operazioni di nomina dipende
anche dalla necessità di garantire i diritti dei candidati rispetto alla scelta
delle sedi che via via possono rendersi disponibili a causa di rinunce di altri
candidati che precedono nelle relative graduatorie. Pur riconoscendo l'importanza
della continuità didattica, l'Amministrazione non può prescindere dalla tutela
dei diritti di chi è inserito in graduatoria ed ha il dovere di portare a compimento
le operazioni successive all'espletamento delle prove di accertamento linguistico
con la nomina degli aventi diritto sui posti di contingente statale temporaneamente
vacanti”.
Il sottosegretario
ha quindi chiarito il rapporto che intercorre tra i posti assegnati al personale
nominato dal MAE e personale assunto in loco dagli enti gestori. “Non può in
nessun caso verificarsi che il personale di ruolo sottragga i corsi agli enti
gestori, - ha specificato Craxi - dal momento che esso viene destinato esclusivamente
sui posti del contingente statale precedentemente determinato. La professionalità
dei dirigenti scolastici statali assegnati agli uffici scolastici consolari
e dei docenti di ruolo statali non possono che giovare all'immagine del nostro
Paese all'estero”.
“L'esistenza
di un doppio sistema di assegnazione del personale docente ai corsi (statale
di nomina MAE e locale di nomina da parte degli Enti Gestori) garantisce uno
scambio positivo di esperienze – ha rimarcato il Sottosegretario - e cultura
educativa in grado di rispondere alle molteplici esigenze locali in modo adeguato
e diversificato”.
Per il prossimo
anno scolastico 2008/9, il MAE ha deciso, per velocizzare le procedure di nomina,
di anticipare sensibilmente la procedura di selezione per i docenti da inviare
presso le istituzioni scolastiche e culturali all’estero fino al 2011.
Narducci si
è dichiarato tuttavia insoddisfatto dei chiarimenti forniti dal Sottosegretario
Craxi, precisando che “le promesse per il nuovo anno scolastico sono ormai periodiche
e rituali”.
Il deputato
ha sottolineato l’importanza e la qualificazione dei docenti assunti dagli enti
gestori che: “hanno le stesse qualifiche dei docenti di ruolo, parlano le lingue
dei paesi esteri e sono al centro dei relativi processi di integrazione”. Egli
lamenta infine gli accorpamenti delle classi che vengono disposti dal momento
che i docenti di ruolo, giunti in ritardo nelle sedi, si ritrovano con un numero
ridotto di allievi, evidenziandone il danno che ne deriva per i corsi degli
enti gestori. (