“Oltre
ogni confine”: in un volume le testimonianze degli emigrati del Vanoi (Trentino)
TRENTO - Come
altri libri di Renzo Maria Grosselli dedicati all’emigrazione, anche quello
presentato nella sala stampa della Provincia autonoma di Trento - intitolato
“Oltre ogni confine” - è destinato a
scrivere una pagina importante nella storia del movimenti migratori che dalle
valli trentine condussero i conterranei praticamente in tutti i continenti della
terra.
Si pensi –
ha tra l’altro ricordato l’assessore all’emigrazione Iva Berasi, prendendo la
parola in apertura di presentazione – che un analogo lavoro pubblicato a nel
1986 da Grosselli sull’emigrazione trentina in Brasile, dal titolo Vincere o
morire, è oggi utilizzato dall’Ambasciata e dai Consolati per documentare l’origine
trentina di coloro che chiedono, oggi, la cittadinanza italiana”.
Un libro consistente,
“Oltre ogni confine”, seicento pagine fitte fitte di dati, informazioni, riflessioni
e analisi, ma soprattutto di “storie”: “110 ore di registrazioni – ha ricordato
l’Autore, – realizzate per la gran parte nel 1993, per raccogliere dalla viva
voce dei protagonisti e dei testimoni le loro storie di migranti che dalla Valle
del Vanoi hanno percorso le strade del mondo per giungere in ogni dove”.
Un libro, “Oltre
ogni confine”, che vede la luce grazie all’azione congiunta del Museo Storico
in Trento e del “Centro di documentazione per la storia dell’Emigrazione trentina”
promosso dall’assessorato provinciale all’emigrazione. “Vorrei qui ricordare
– ha aggiunto Iva Berasi, – che sabato scorso il presidente della Provincia,
parlando alle celebrazioni dei 50 anni dell’associazione Trentini nel Mondo,
ha anticipato che nelle ex-gallerie di Piedicastello, in cui nascerà quanto
prima un percorso museale dedicato alla storia del Trentino, il fenomeno dell’emigrazione
e le sue innumerevoli storie troveranno adeguato spazio”.
È toccato a
Luigi Zortea, sindaco di Canal San Bovo, aprire l’incontro, ricordando quanto
la sua valle abbia dato all’emigrazione: “Una valle defilata, sconosciuta un
tempo ai più, che soffrì il dramma dell’emigrazione, se è vero che nel 1869
eravamo in 4.403, e nel 2004 solo 1.650 abitanti. La storia dei nostri migranti
ci insegna, comunque, che è nell’accoglienza di coloro che arrivano da noi provenendo
da lontano che si gioca la partita del nostro futuro di comunità aperta e multiculturale”.
Quinto Antonelli,
invece, per il Museo Storico in Trento, si è soffermato sul patrimonio di “voci”
raccolto nel volume: “È stupefacente vedere come sia riuscito, Renzo Grosselli,
a partire da una minuscola entità geografica qual era ed è il Vanoi, per far
esplodere il tema dell’emigrazione a livello planetario, con diversi strati
di lettura e di interpretazione dei fatti reali. Il mio invito, da storico,
è quello di leggere queste 139 storie con gli occhi curiosi di chi vuole saperne
di più delle partenze e degli arrivi, degli incontri in terra di emigrazione,
dei rapporti con gli uomini e le donne che si trovavano nei Paesi lontani...”
Il libro ha
un suo indice cronologico che va dal Settecento al Novecento, ma se prendiamo
come metro di lettura le vicende dei vari Egidio Stefani di Canal San Bovo,
Maria Zortea di Cicone, Ilario Sperandio di Caoria, Maria Hartmann di Ronco...
escono temi che concorrono a scrivere un altro indice della pubblicazione, fatto
di capitoli che parlano della famiglia, dei bambini, della donna, del viaggio,
delle paure, dei cibi nuovi, della nostalgia, delle rabbie e delle frustrazioni,
con alcuni quadretti anche esilaranti per l’involontaria comicità delle situazioni...
“Oltre ogni
confine”, ha ancora detto l’assessore Berasi, costituisce un indubbio e significativo
passo in avanti di quella “storia dell’emigrazione” che in questi anni hanno
visto coinvolti autori come Renzo Grosselli, Renzo Tommasi e Josè Zilli Manica,
come Francesca Raouik Massarotto. Però quello che presentiamo oggi e un libro
nuovo, è un libro che racconta, e sappiamo che nei racconti Renzo Grosselli
riesce a riesce a dare il meglio di sé, come scrittore e come giornalista. Noi
vogliamo riappropriarci di questa nostra storia e la vogliamo raccontare ai
giovani”.
“Con questo
libro – ha detto in chiusura l’Autore, rivolgendosi a un pubblico nel quale
erano mescolati gli undici Consultori per l’emigrazione a Trento per l’annuale
riunione, – penso di aver esaurito il mio percorso di analisi delle varie emigrazioni.
Se assemblate i contenuti dei libri da me scritti fino a oggi, avrete un ideale
testo che esamina il fenomeno emigratorio dalle migrazioni stagionali del Medioevo
a quelle dell’attualità. Questo dovevo agli emigranti, questo dovevo a me stesso,
perché in queste seicento pagine c’è racchiuso il cuore della gente”. (m.n./