INFORM - N. 211 - 13 novembre 2007


  ITALIANI ALL’ESTERO

I lavori della Consulta dell’Emigrazione della Provincia di Trento

I consultori “si aggiornano” su Unicolor e sui requisiti per il voto dei trentini all’estero

 

TRENTO - L’assessore all’emigrazione della provincia di Trento  Iva Berasi ha presieduto, il 13 novembre, la seconda giornata di lavori della Consulta per l’emigrazione. Come ogni anno, gli undici consultori nominati a suo tempo dalla Giunta provinciale in propria rappresentanza presso le comunità di emigrati trentini sparsi in tre dei cinque continenti, s’incontrano a Trento per mettere a confronto le rispettive realtà, per confrontarsi con l’assessore, con i rappresentanti del Consiglio provinciale, con i vertici delle due associazioni (la Trentini nel Mondo e l’Unione delle Famiglie Trentine) e per uno scambio di esperienze in merito ai problemi comuni del settore.

Poiché, però, il consultore non ricopre solo il ruolo di rappresentante della Provincia autonoma di Trento in terra di emigrazione, ma è un costante punto di riferimento per gli emigrati stessi, quasi un “consulente” in merito alle problematiche, ad esempio, della doppia cittadinanza, delle provvidenze che la legge trentina mette sa loro disposizione e così via, proprio su sollecitazione di alcuni consultori due “tecnici” si sono messi a disposizione della Consulta per rispondere ad alcuni quesiti.

La professoressa Carla Locatelli, pro-rettore per i Rapporti internazionali dell’Università degli Studi di Trento ha fatto il punto sulle prospettive di collaborazione con la Provincia autonoma di Trento, ma anche con le Università straniere nell’ambito dei programmi diretti ai discendenti degli emigrati trentini all’estero.

La dott.ssa Patrizia Gentile, dirigente del Servizio provinciale competente in materia elettorale, ha invece risposto a un fuoco di fila di domande relative ai requisiti che gli emigrati debbono avere per poter partecipare al voto in Trentino.

La professoressa Locatelli, nel suo intervento, ha innanzitutto fatto il punto sullo stato di attuazione del progetto “Unicolor”, che vede la Provincia autonoma di Trento e l’Università degli Studi di Trento impegnate, tra l’altro e fin dal, 2001, ad assicurare la possibilità a studenti meritevoli e discendenti di emigrati trentini di frequentare i corsi universitari a Trento. “Il progetto prevede – ha tra l’altro detto la pro-rettore Locatelli, – la possibilità di frequentare a Trento corsi triennali e corsi biennali di specializzazione. Per la partecipazione a corsi di dottorato di ricerca, invece, dovrà prima cambiare la legislazione italiana, che prevede concorsi di selezione e di ammissione pubblici e aperti a tutti gli studenti. Ciò significa naturalmente che risulta molto difficile, per studenti stranieri, poter essere competitivi a meno di una solidissima preparazione”. Fino a oggi sono stati 26, gli studenti stranieri ammessi a Unicolor in quanto figli di emigrati trentini all’estero; nell’anno accademico 2006-2007, gli studenti di Unicolor sono sei, quattro provenienti dal Brasile, uno dall’Argentina e uno dal Paraguay: sono iscritti a economia (2), giurisprudenza (1), informatica (1), ingegneria (1) e sociologia (1).

E se la Provincia autonoma di Trento pensa a coprire i costi delle borse di studio che garantiscono l’alloggio e il vitto, l’Università di Trento per parte sua mette a disposizione l’accoglienza, l’orientamento, il supporto di studenti collaboratori e di docenti “tutor”. Ad ogni studente sono inoltre garantiti la copertura sanitaria, l’esonero dalle tasse universitarie e la frequenza gratuita a tutti i corsi di lingua (compreso l’italiano) organizzati dall’Università.

Due i “punti nodali” di Unicolor, stando alla professoressa Locatelli: “Il momento cruciale del progetto è senz’altro quello della selezione-ammissione, che viene gestita in collaborazione tra Provincia e Università: qui possiamo migliorare, per garantire non solo l’accesso ai più meritevoli, ma anche per garantirci contro l’abbandono scolastico”. E quello degli abbandoni è il secondo “punto critico”: Voi, come Consultori, avete il compito importante di avvisare i giovani intenzionati a venire a Trento per frequentare l’Università, che ogni abbandono durante il percorso di studi significa gettare al vento le risorse impegnate e che avrebbe potuto essere investite più proficuamente su qualche altro studente!”.

Molto attesa era anche la relazione della dottoressa Patrizia Gentile sui requisiti per la partecipazione al voto da parte dei Trentini all’estero.

Premesso che questo tema, pur complesso, è quanto mai di stretta attualità, visto che il prossimo anno, in una data compresa fra il 28 settembre e il 9 novembre 2008 saremo chiamati ad eleggere il nuovo Presidente della Provincia e a rinnovare il Consiglio provinciale, la dottoressa Gentile ha ricordato che il diritto di voto è riconosciuto ai cittadini residenti all’estero e che, alla data di emigrazione, erano in possesso dei requisiti per l’esercizio del voto. Questo diritto, poi, si estende ai figli nati all’estero e ai figli minori che li hanno seguiti all’estero; al coniuge straniero che ha acquisito la cittadinanza italiana per matrimonio. Gli elettori residenti all’estero non possono votare nel Paese di residenza (ad eccezione delle elezioni politiche), ma unicamente nel comune nella cui anagrafe  degli italiani residenti all’estero (AIRE) sono iscritti, e sarà proprio il comune a provvedere all’invio all’elettore della “cartolina avviso”.

Ai cittadini residenti all’estero che rimpatriano per votare, è riconosciuto un rimborso spese di viaggio a carico della Provincia autonoma di Trento per le sole elezioni provinciali. Hanno diritto al rimborso i cittadini all’estero per motivi di lavoro che risultano iscritti nelle liste elettorali dei comuni per l’elezione del Presidente e del Consiglio della Provincia autonoma di Trento, che ricadano in una delle seguenti categorie: 1. lavoratori dipendenti, autonomi o che svolgono un’attività libero-professionale, secondo la legislazione del Paese di residenza all’estero; 2. pensionati con pensione maturata, almeno parzialmente, con attività lavorativa svolta all’estero; 3. coniuge e figli a carico dei cittadini di cui sopra.

Nel pomeriggio i consultori si sono confrontati con i funzionari del Servizio emigrazione  per approfondire tematiche che riguardano i singoli paesi, mentre nel tardo pomeriggio hanno preso parte alla presentazione del volume di Renzo Maria Grosselli “Oltre ogni confine”, che racconta l’emigrazione dei Trentini del Vanoi in Brasile. (m.n./Inform)

 

 


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