I
lavori della Consulta dell’Emigrazione della Provincia di Trento
I consultori “si aggiornano” su Unicolor
e sui requisiti per il voto dei trentini all’estero
TRENTO - L’assessore
all’emigrazione della provincia di Trento Iva Berasi ha presieduto, il 13 novembre, la
seconda giornata di lavori della Consulta per l’emigrazione. Come ogni anno,
gli undici consultori nominati a suo tempo dalla Giunta provinciale in propria
rappresentanza presso le comunità di emigrati trentini sparsi in tre dei cinque
continenti, s’incontrano a Trento per mettere a confronto le rispettive realtà,
per confrontarsi con l’assessore, con i rappresentanti del Consiglio provinciale,
con i vertici delle due associazioni (la Trentini nel Mondo e l’Unione delle
Famiglie Trentine) e per uno scambio di esperienze in merito ai problemi comuni
del settore.
Poiché, però,
il consultore non ricopre solo il ruolo di rappresentante della Provincia autonoma
di Trento in terra di emigrazione, ma è un costante punto di riferimento per
gli emigrati stessi, quasi un “consulente” in merito alle problematiche, ad
esempio, della doppia cittadinanza, delle provvidenze che la legge trentina
mette sa loro disposizione e così via, proprio su sollecitazione di alcuni consultori
due “tecnici” si sono messi a disposizione della Consulta per rispondere ad
alcuni quesiti.
La professoressa
Carla Locatelli, pro-rettore per i Rapporti internazionali dell’Università degli
Studi di Trento ha fatto il punto sulle prospettive di collaborazione con la
Provincia autonoma di Trento, ma anche con le Università straniere nell’ambito
dei programmi diretti ai discendenti degli emigrati trentini all’estero.
La dott.ssa Patrizia
Gentile, dirigente del Servizio provinciale competente in materia elettorale,
ha invece risposto a un fuoco di fila di domande relative ai requisiti che gli
emigrati debbono avere per poter partecipare al voto in Trentino.
La professoressa
Locatelli, nel suo intervento, ha innanzitutto fatto il punto sullo stato di
attuazione del progetto “Unicolor”, che vede la Provincia autonoma di Trento
e l’Università degli Studi di Trento impegnate, tra l’altro e fin dal, 2001,
ad assicurare la possibilità a studenti meritevoli e discendenti di emigrati
trentini di frequentare i corsi universitari a Trento. “Il progetto prevede
– ha tra l’altro detto la pro-rettore Locatelli, – la possibilità di frequentare
a Trento corsi triennali e corsi biennali di specializzazione. Per la partecipazione
a corsi di dottorato di ricerca, invece, dovrà prima cambiare la legislazione
italiana, che prevede concorsi di selezione e di ammissione pubblici e aperti
a tutti gli studenti. Ciò significa naturalmente che risulta molto difficile,
per studenti stranieri, poter essere competitivi a meno di una solidissima preparazione”.
Fino a oggi sono stati 26, gli studenti stranieri ammessi a Unicolor in quanto
figli di emigrati trentini all’estero; nell’anno accademico 2006-2007, gli studenti
di Unicolor sono sei, quattro provenienti dal Brasile, uno dall’Argentina e
uno dal Paraguay: sono iscritti a economia (2), giurisprudenza (1), informatica
(1), ingegneria (1) e sociologia (1).
E se la Provincia
autonoma di Trento pensa a coprire i costi delle borse di studio che garantiscono
l’alloggio e il vitto, l’Università di Trento per parte sua mette a disposizione
l’accoglienza, l’orientamento, il supporto di studenti collaboratori e di docenti
“tutor”. Ad ogni studente sono inoltre garantiti la copertura sanitaria, l’esonero
dalle tasse universitarie e la frequenza gratuita a tutti i corsi di lingua
(compreso l’italiano) organizzati dall’Università.
Due i “punti
nodali” di Unicolor, stando alla professoressa Locatelli: “Il momento cruciale
del progetto è senz’altro quello della selezione-ammissione, che viene gestita
in collaborazione tra Provincia e Università: qui possiamo migliorare, per garantire
non solo l’accesso ai più meritevoli, ma anche per garantirci contro l’abbandono
scolastico”. E quello degli abbandoni è il secondo “punto critico”: Voi, come
Consultori, avete il compito importante di avvisare i giovani intenzionati a
venire a Trento per frequentare l’Università, che ogni abbandono durante il
percorso di studi significa gettare al vento le risorse impegnate e che avrebbe
potuto essere investite più proficuamente su qualche altro studente!”.
Molto attesa
era anche la relazione della dottoressa Patrizia Gentile sui requisiti per la
partecipazione al voto da parte dei Trentini all’estero.
Premesso che
questo tema, pur complesso, è quanto mai di stretta attualità, visto che il
prossimo anno, in una data compresa fra il 28 settembre e il 9 novembre 2008
saremo chiamati ad eleggere il nuovo Presidente della Provincia e a rinnovare
il Consiglio provinciale, la dottoressa Gentile ha ricordato che il diritto
di voto è riconosciuto ai cittadini residenti all’estero e che, alla data di
emigrazione, erano in possesso dei requisiti per l’esercizio del voto. Questo
diritto, poi, si estende ai figli nati all’estero e ai figli minori che li hanno
seguiti all’estero; al coniuge straniero che ha acquisito la cittadinanza italiana
per matrimonio. Gli elettori residenti all’estero non possono votare nel Paese
di residenza (ad eccezione delle elezioni politiche), ma unicamente nel comune
nella cui anagrafe degli italiani residenti
all’estero (AIRE) sono iscritti, e sarà proprio il comune a provvedere all’invio
all’elettore della “cartolina avviso”.
Ai cittadini
residenti all’estero che rimpatriano per votare, è riconosciuto un rimborso
spese di viaggio a carico della Provincia autonoma di Trento per le sole elezioni
provinciali. Hanno diritto al rimborso i cittadini all’estero per motivi di
lavoro che risultano iscritti nelle liste elettorali dei comuni per l’elezione
del Presidente e del Consiglio della Provincia autonoma di Trento, che ricadano
in una delle seguenti categorie: 1. lavoratori dipendenti, autonomi o che svolgono
un’attività libero-professionale, secondo
la legislazione del Paese di residenza all’estero; 2. pensionati con pensione
maturata, almeno parzialmente, con attività lavorativa svolta all’estero; 3.
coniuge e figli a carico dei cittadini di cui sopra.
Nel pomeriggio
i consultori si sono confrontati con i funzionari del Servizio emigrazione per approfondire tematiche che riguardano i
singoli paesi, mentre nel tardo pomeriggio hanno preso parte alla presentazione
del volume di Renzo Maria Grosselli “Oltre ogni confine”, che racconta l’emigrazione
dei Trentini del Vanoi in Brasile. (m.n./Inform)