CGIE-DOCUMENTAZIONE
L’intervento di Mauro Montanari (Germania)
in Assemblea sulla ristrutturazione della rete consolare e provvedimenti di
risparmio
ROMA – Nell’ultima
giornata di lavori dell’Assemblea Plenaria del Cgie, interviene Mauro Montanari,
Vice Presidente I Commissione Tematica “
“Abbiamo parlato
molto in questi giorni di ristrutturazione della rete consolare e di provvedimenti
di risparmio. Abbiamo ascoltato la relazione della Commissione Continentale
Europa Africa del Nord, che con molta preoccupazione si riferiva ai progetti
di ridimensionamento della medesima rete. Abbiamo sentito un ottimo intervento
del consigliere Tommasi, che contestava, numeri alla mano, il risparmio effettivo
nel caso della chiusura del consolato di Esch.
Ricordo a me stesso, anzitutto, e a noi, che siamo qui
per difendere gli interessi dei nostri connazionali, siamo il loro “sindacato”,
come qualcuno ha già detto. Vorrei aggiungere che siamo soprattutto il sindacato
della gente più semplice, quella con meno difese e che, per questo, non ha mai
diritto di parola. Almeno così io intendo il mio mandato.
Io mi rendo conto della necessità di contenere la spesa
pubblica. E’ un dovere di tutti noi in quanto cittadini di questo Paese. Mi
domando tuttavia se sia lecito risparmiare sempre sulla pelle di chi non ha
referenti politici o difese corporative. E mi domando infine se quelli prospettati
dall’Amministrazione siano veramente provvedimenti di risparmio.
Allora vorrei ripetere qui un suggerimento che è già
stato dato. Diminuire il personale di ruolo della rete consolare ed aumentare
il personale a contratto locale (esterno). Mi spiego citando alcuni dati. E
cercando di confrontarli anche con gli stessi dati riferiti ad altri Paesi europei.
Noi sappiamo che il personale in servizio nella rete
consolare si divide tra personale con contratto locale, chiamato in termini
tecnici “personale esterno”, e personale di ruolo inviato dalla Amministrazione
centrale. I costi a carico dell’Amministrazione, e quindi del contribuente italiano,
sono molto diversi nei due casi. Per personale esterno intendiamo il personale
a contratto a tempo determinato, quello a contratto a tempo indeterminato, quello
con contratto precario a vario genere.
La natura degli stipendi è diversa a seconda delle funzioni.
Tuttavia possiamo considerare che lo stipendio del personale di ruolo è infinitamente
maggiore a parità di mansioni rispetto a quello del personale esterno. Lo stipendio
complessivo del personale di ruolo è così composto: c’è una cospicua indennità
di sede, a cui si aggiunge lo stipendio metropolitano. Poi si aggiungono una
indennità di prima sistemazione, che in genere corrisponde a 3 indennità di
sede, c’è una indennità di trasloco, c’è una indennità del 20% per il coniuge
a carico e del 5% per i figli, ci sono contributi scolastici e per la ricerca
di un appartamento. Il tutto esente da imposte.
Per contro il personale esterno ha contratti che si riferiscono
a quello del Paese di riferimento, che in genere in Euro costa poco o addirittura
molto poco; basti pensare che che ci sono addetti in Algeria che guadagnano
300 euro al mese, mentre in India 200 euro al mese.
Io non sono un sindacalista del Mae. Mi sento, dicevo,
un sindacalista della gente. Ho citato questi dati soltanto per far capire per
quale ragione tutti i Paesi europei hanno una prevalenza del personale esterno
su quello di ruolo. Al personale di ruolo è riservata in genere una funzione
dirigenziale o di coordinamento. Questo non solo per la citata ovvia ragione
di costi, ma anche perché il personale del posto conosce meglio la lingua e
la situazione locale.
Fa eccezione l’Italia. Vediamo come. L’Italia occupa
nella sua rete consolare 8.568 addetti. Di questi 5.021 sono di ruolo (quasi
il 60%), mentre 3547 sono esterni.
Diversa è la situazione di altri Paesi europei, di grandezza
similare.
Ma vorrei aggiungere un altro dato interessante per capire
la complessità della situazione: quanto pesa percentualmente, nel confronto
tra i diversi Paesi europei, il dato della spesa della rete consolare. L’Italia
spende per la sua rete lo 0,23% del bilancio.
Finisco con un riferimento al consolato di Edimburgo,
di cui l’Amministrazione ha annunciato la chiusura. I 10.000 connazionali che
risiedono nella circoscrizione, saranno da ora in poi costretti a riferirsi
a Manchester, cioè a quattro ore di treno da luogo dove potranno richiedere
i servizi che spettano loro. Sarebbe come dire che un cittadino che abita a
Milano deve fare il suo passaporto a Roma” (Mauro Montanari, vice presidente della Commissione