INFORM - N. 210 - 12 novembre 2007


  ITALIA-LIBIA

Imminente accordo tra Roma e Tripoli per chiudere la “dolorosa pagina” del passato coloniale italiano in Libia

Il ministro D’Alema: “Importante passo avanti”

 

ROMA -  Raggiunta una intesa di massima nel negoziato tra Italia e Libia per chiudere sulle questioni del passato coloniale di Roma e rilanciare i rapporti fra i due paesi. Questo il risultato della visita lampo, sabato, del ministro degli Esteri Massimo D'Alema a Tripoli, dove ha incontrato il colonnello Muhammar Gheddafi. Il ministro  D’Alema ha sottolineato che si tratta di un “importante passo in avanti”. Un imminente accordo tra Roma e Tripoli per chiudere la “dolorosa pagina” del passato coloniale italiano in Libia era stato annunciato da D'Alema il 29 ottobre scorso

“Il negoziato è molto grande e molto complesso – ha detto D’Alema dopo i colloqui a Tripoli -   e non abbiamo ancora concluso, ma abbiamo raggiunto un'intesa di massima e di principio. Sui principi siamo d'accordo e adesso dobbiamo affrontare questioni di dettaglio”. il capo della diplomazia italiana ha annunciato che giovedì e venerdì prossimi sarà a Roma una delegazione libica per proseguire il negoziato sulle diverse questioni ancora aperte. Ma la speranza, ha confidato il ministro, è quella che si possa “concludere” in tempi molto brevi.

Il contenzioso con la Libia esplose quando Re Idris fu deposto da Gheddafi. Che riportò all'attualità bilaterale le questioni del risarcimento economico per l'occupazione coloniale, i campi minati e i libici deportati in Italia. L'avvento di Gheddafi, con il colpo di Stato del 1° settembre 1969, portò infatti all'adozione di misure più restrittive nei confronti della collettività italiana, fino al decreto di confisca del 21 luglio 1970 emanato per “restituire al popolo libico le ricchezze dei suoi figli e dei suoi avi usurpate dagli oppressori”.

Dopo la visita di D’Alema a Tripoli l’agenzia di stampa libica Jana ha diffuso la notizia che l’Italia si prepara a costruire un'autostrada attraverso la Libia nel quadro di un accordo di compensazione per il passato coloniale (congiugerebbe i due estremi del paese, dalla frontiera con la Tunisia a quella con l'Egitto).

Ma la Farnesina, senza negare che in discussione ci sia la costruzione della strada, respinge che si stia negoziando un'intesa per il risarcimento alla Libia, quanto piuttosto “un accordo vantaggioso per entrambe le parti”. Per il portavoce del ministero degli Esteri italiano, Pasquale Ferrara, non si può parlare di una trattativa volta unicamente a compensare la Libia. “Si tratta di un accordo di carattere globale, vantaggioso per entrambe le parti. Per definizione un accordo non è mai unilaterale”, ha detto Pasquale Ferrara al telefono all’agenzia Reuters. “Si sta ancora lavorando, c'è stato sabato un passo avanti importante, ma c'è ancora molto da definire”, ha aggiunto Ferrara. (Inform)

 


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