INFORM - N. 210 - 12 novembre 2007
MOSTRE
Frammenti di Memoria
Inaugurata domenica 11 novembre a San Gallo
(Svizzera) la mostra fotografica rievocativa dell’aiuto solidale delle comunità
italiana e svizzera alla Gente del Friuli colpita dal terremoto del 1976.
SAN GALLO - Il 6 maggio del 1976, alle 20.59, la regione
Friuli venne sconvolta da un terribile sisma che raggiunse la forza 9 della
Scala Mercalli. In quella notte perirono quasi mille persone e furono improvvisamente
private della casa e del proprio avere centinaia di migliaia di persone.
All’indomani del sisma, come in molte altre parti del
mondo, si formò a San Gallo un organismo per coordinare gli aiuti che spontaneamente
venivano da più parte offerti. Sorse così il Comitato Italo Svizzero “ProFriuli”
della Svizzera Orientale e del Principato del Liechtenstein, al quale subito
aderirono la Città di San Gallo, la diocesi di San Gallo, il
Consiglio territoriale della Chiesa Evangelica, vari comuni svizzeri della regione,
il Governo del Principato del Liechtenstein e numerose Associazioni italiane
e svizzere. Proprio per ricordare quell’evento di 30 anni fa e la storica visita
della delegazione che si recò in Friuli ad inaugurare le opere di ricostruzione,
è stata allestita nel Museo Storico della Città di San Gallo la mostra fotografica
“Frammenti di Memoria”, che racconta per immagini gli avvenimenti tragici e
le azioni di solidarietà di quel periodo.
Alla cerimonia ufficiale d’inaugurazione (quasi un atto
di stato) erano presenti, per la parte svizzera, la Presidente del Governo
Cantonale Sangallese, Kathrin Hilber; il Sindaco di San Gallo Thomas Scheitlin
accompagnato dall’Assessore Fredy Brunner; il Landamano (governatore) emerito
dell’Appenzell Interno Carlo Schmid; il Sindaco di Rapperswil/Jona, Benedikt
Würth (che è anche Presidente dell’Associazione Pro Friuli); il Curatore
del Museo Daniel Studer e numerosi esponenti della cultura e dell’associazionismo
locale. Per parte italiana, la delegazione era formata dalla Vice Presidente
della Provincia di Udine, Valeria Grillo; dal Sindaco di Moggio Udinese, Ezio
De Toni; dal Pro sindaco di Venzone; dal Parroco/Abate di Moggio; dal Presidente
dell’Ente Friuli nel Mondo. Presenti alla cerimonia anche il Console d’Italia
in San Gallo, Dr. Mora; il Presidente del Folgolar Furlan di San Gallo, cav.
Bruno Jus; il v. Presidente della Dante Alighieri, prof. Ferrarese; il Segretario
esecutivo dell’Associazione Pro Friuli, Dr. Ländi e tanti sangallesi che ancora
ricordano con commozione l’entusiasmo dell’opera di solidarietà di quegli anni.
Nel suo saluto, la Presidente Hilber
ha ricordato sinteticamente le tappe che hanno portato alla crescita di una
così forte ”amicizia” tra San Gallo e il Friuli, iniziata a livello di amministrazioni
comunali e cresciuta via, via al livello di cooperazione culturale tra la provincia
di Udine ed il Cantone di San Gallo. Il Sindaco De Toni ha voluto ricordare
soprattutto l’impegno e l’amicizia del compianto Vescovo di San Gallo, mons.
Otmar Mäder (per il quale è stato osservato un minuto di raccoglimento) al quale
si deve la “riscoperta” di quei legami che intercorrono tra San Gallo città
e Moggio Udinese, la cui abbazia – parimenti dedicata al Santo Gallo- deve la
sua origine ai monaci Sangallesi chiamati nel 1120
dall’allora Patriarca di Aquileia, Ulrich von Eppenstein, in precedenza Abate
di San Gallo.
L’iniziativa è focalizzata sulle comunità di Moggio,
Venzone e Gemona e agli interventi di ricostruzione in esse avvenuti ma – forse
involontariamente – omette di ricordare altri interventi che, proprio dalla
Svizzera Orientale, furono direttamente compiuti nella città di Spilimbergo
e nei paesi di Ragogna (con la casa Anziani San Gial) e Clauzzetto.
La mostra è aperta fino al 6 gennaio 2008, poi sarà trasferita
a Rapperswil/Jona dal 7 Febbraio al 19 marzo 2008 e infine a Bad Pfäfers nel
maggio 2008. ((Rolando Ferrarese, Capo redattore di"Solidali e Insieme"/Inform)
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