ASSEMBLEA
PLENARIA CGIE
Question Time: Finanziamento dei Comites
Quattro domande di Oreste Motta (Ctim)
e la risposta di Mario Trampetti ((DGIEPM - MAE)
ROMA
- Ultimo argomento all’ordine del giorno dell’Assemblea plenaria del CGIE, venerdì
9 novembre presso
Domande
Pur essendo il Comites un organo eletto dai cittadini
ciò non fa venir meno la correttezza nell’uso dei fondi dello stato loro assegnati
a titolo di contributo?
Sarà adottato in futuro il bilancio di cassa terminando
così con l’anno 2007 il bilancio di competenza?
I saldi attivi accreditati anche a causa di accreditamenti
giunti alla fine dell’esercizio finanziario verranno considerati come contributi
straordinari per l’anno successivo e non andranno a decurtare il contributo?
I proventi locali si potranno lasciare in bilancio e
non verranno “esportati” e cioè non faranno diminuire il contributo?
Risposte
La nuova circolare sulle modalità di finanziamento dei
Comites, in applicazione della legge 286/2003 e del relativo regolamento di
applicazione, è sul punto di essere firmata e pubblicata dopo l’approvazione
da parte degli organi di controllo competenti e il parere espresso dal CGIE
nei mesi scorsi.
Quesito uno: il principio della sottoposizione nella modalità
di gestione dei contributi da parte dei dirigenti dei Comites alle norme della
contabilità di Stato è iscritta nella legge 286 del 2003 che all’articolo 3
coma 7 prevede espressamente che i libri contabili e la relativa documentazione
amministrativa di giustificazione dell’utilizzo dei fondi ministeriali siano
tenuti a disposizione delle competenti autorità ai fini di verifiche. Tale sottoposizione
è stata più volte ribadita in sede d’interpretazione di specifici quesiti da
parte dello stesso Consiglio di Stato che la discendere dalla stessa caratteristica
del Comites di organo di rilevanza pubblica per il diritto interno italiano.
Quesito due: Il bilancio di cassa sarà adottato a partire dal bilancio
consuntivo del 2008 ossia a partire dal 14 febbraio del 2009 poiché tale bilancio
va presentato entro 45 giorni dal termine della gestione di riferimento.
Quesito tre: nonostante le ripetute rappresentazioni svolte presso
l’ufficio centrale del bilancio si deve confermare che i saldi attivi relativi
al contributo Mae non saranno considerati come contributi straordinari. Tale
possibilità infatti, secondo l’organo di controllo, costituirebbe un incentivo
al mancato utilizzo dei fondi pubblici quali in effetti si configurano i saldi
attivi. Invece gli organi di controllo hanno consentito che, su esplicita richiesta
di ogni Comites, il Mae possa predisporre, contestualmente al decreto di finanziamento
del relativo capitolo, un anticipo non superiore al 30% del contributo ordinario
per consentire al comitato di far comunque fronte ai propri impegni nel primo
quadrimestre dell’anno. Si richiama l’attenzione sulla circostanza che se è
possibile che un saldo attivo sia da imputare a finanziamenti avvenuti solo
nell’ultima parte dell’esercizio finanziario, tale ritardo è per altro da imputare
al mancato inoltro della documentazione prevista, bilancio consultivo, preventivo
e parere consolare debitamente timbrati e firmati, nei termini previsti dalla
circolare vigente.
Quesito quattro:
i proventi locali non faranno diminuire il contributo, e anzi se ne raccomanda
vivamente l’incremento quali indicatore di dinamismo e di efficacia dello stesso
Comites. Per altro la presenza di saldi attivi ripetutamente inutilizzati potrebbe
comportare la convinzione che il fabbisogno effettivo del Comites sia inferiore
a quello richiesto. Cosicché si raccomanda di utilizzare in un arco di tempo
ragionevoli tali proventi locali per iniziative non ammesse a finanziamento
con i fondi del ministero degli Esteri. (