INFORM - N. 209 - 9 novembre 2007


  FONDAZIONE CASSAMARCA

Proseguono le iniziative nel settore alimentare-gastronomico

 

TREVISO - Prosegue l’impegno di Fondazione Cassamarca a sostegno di iniziative di stimolo indirizzate alle famiglie e alla ristorazione del territorio per la rivalutazione della tradizionale cucina trevigiana, semplice e nobile, un po’ dimenticata.

I formaggi, i salumi e le trippe sono stati gli argomenti già presi in considerazione.

Sul tema formaggi è stato promosso e realizzato, in collaborazione con l’ONAF – Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Formaggi, Delegazione di Treviso e con l’APA – Associazione Provinciale Allevatori, un progetto per riprendere la produzione dei formaggi molli a latte crudo.

Le “Formajele Trevisane” che oggi, prodotte da sei, tra Aziende Agricole e Caseifici, vengono commercializzate con un apposito marchio di qualità e sono 11 (undici) i formaggi autorizzati a riportare sull’involucro questo marchio brevettato. 

Il Latte viene sottoposto, con periodicità che può essere quindicinale, mensile o diversa a controlli batteriologici, chimico-microbiologici da parte del servizio veterinario dell’Ulss, inoltre vengono  controllati gli animali, le stalle, i processi di caseificazione, ecc. secondo le disposizioni delle leggi vigenti per l’utilizzo del latte crudo.

Per i salumi è stato svolto nel 2006, presso la Casa dei Carraresi di Treviso, un Convegno dal titolo “Per il rilancio dei salumi della Marca Trevigiana” con relazioni sulla storia dei prodotti a base di carne suina nella regione veneta.

Un excursus sul consumo della carne suina ieri ed oggi, sull’origine della “sopressa”, sulla“dosa”(miscuglio di spezie) per le “luganeghe”, sull’allevamento dei maiali, sulla lavorazione della carne suina nelle case contadine, nelle “beccherie”, nei laboratori artigianali.

Alla conclusione del Convegno sono stati offerti ai partecipanti assaggi della tradizionale minestra “Riso con la luganega bianca “ (con la dosa) e dei “figalet e polenta” (luganega di maiale con il fegato), specialità della pedemontana.

Sempre nel 2006 la Fondazione Cassamarca aveva promosso un concorso tra i macellai di Treviso e provincia,  produttori in proprio della suddetta luganega. Le luganeghe trevigiane già nel medioevo venivano preparate di due tipi: quella bianca detta da riso e quella da rosto; la loro pecularietà era nel condimento dell’impasto di carne di maiale più o meno arricchito con la famosa “dosa” ricca di droghe (pepe, cannella, chiodi di garofano, pimento, noce moscata, macis, coriandolo, ecc.).

L’anno 2007 è stato l’anno della valorizzazione di un altro piatto tradizionale: la “sopa de tripe”.

Le cronache ci dicono che le trippe trevigiane erano note gia nel 1500. Nel secolo scorso  la “sopa de tripe” veniva servita nelle osterie a metà mattina, nei giorni di mercato. Nelle campagne questa zuppa veniva offerta ai parenti e agli amici in occasione di nozze ed era il cibo dei carrettieri e degli zatterieri che trasportavano, percorrendo il Piave, il legname dal Cadore e dal Cansiglio a Venezia, e che mangiavano nelle osterie ubicate lungo il fiume.

La Fondazione Cassamarca ha promosso un nuovo concorso riservato ai ristoranti e agli agriturismi della provincia per un rilancio di  questa tipica preparazione trevigiana. La gara si è svolta presso l’Istituto Alberghiero, con la collaborazione degli insegnanti e degli allievi di sala e di cucina dello stesso Istituto. Il concorso è stato coordinato da Fernando Raris, Giornalista, Accademico della cucina, Autore di premiati libri di gastronomia.

Le “sope” in concorso, divise nelle categorie ristoranti e agriturismi, sono state sottoposte al giudizio di qualificate commissioni di selezione quindi all’esame delle commissioni preposte a giudicare le zuppe dei ristoranti e degli agriturismi finalisti.

Al Concorso hanno preso parte anche gli Istituti Alberghieri della provincia di Treviso (Alberini di Treviso, Beltrame di Vittorio Veneto, Maffioli di Castelfranco Veneto sede centrale e sede staccata di Possagno); due allievi di secondo e terzo anno, assistiti da un insegnante di cucina,  hanno presentato due “sope de tripe” cadauno: quella classica tradizionale ed altra, pur partendo dagli stessi ingredienti, allestita in modo innovativo.

L’impegno della Fondazione Cassamarca per la rivalutazione del settore della cucina tradizionale trevigiana continuerà anche nel 2008.

Tema del prossimo Concorso, che si svolgerà in primavera, saranno i risotti di carne, di pesce, di erbe spontanee ed ortaggi. (Inform)

 

 


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