Intervengono
i componenti del Comitato sulle questioni degli Italiani all’estero del Senato
Micheloni: “Non perdere l’occasione storica
della Conferenza dei Giovani Italiani nel Mondo”
ROMA - I lavori pomeridiani della terza giornata dell’Assemblea
plenaria del Cgie, giovedì 8 novembre,
si sono aperti con un breve intervento del segretario generale Elio Carozza
che ha confermato l’invio al Comitato senatoriale sulle questioni degli Italiani
all’estero di due documenti propositivi, approvati all’unanimità dall’Assemblea
plenaria, riguardanti
Durante la seduta il presidente del suddetto Comitato,
Claudio Micheloni, dopo aver ricordato la decisione di questo organo collegiale
del Senato di seguire sistematicamente le assemblee delle Commissioni continentali
del Cgie, ha sottolineato come, grazie al clima di positiva collaborazione presente
all’interno del Comitato, i sei senatori eletti all’estero di maggioranza e
di opposizione siano riusciti ad ottenere dal Governo un aumento di 25 milioni
di euro sui capitoli di spesa per gli italiani all’estero.
Micheloni ha inoltre ricordato l’accoglimento, da parte
della Commissione Esteri del Senato, di uno specifico ordine del giorno che
chiede alla Farnesina di adottare una riforma della rete consolare concordata;
come pure la necessità di discutere le priorità di una rappresentanza globale
delle comunità italiane che parta dai Comites e dal Cgie e arrivi al Parlamento.
Una riflessione, volta alla creazione di strutture organiche e in collegamento
fra di loro, che sarà al centro della riunione del Comitato prevista per lunedì
prossimo.
“Se
La necessità di saper guardare alle problematiche degli
italiani all’estero superando le distinzioni politiche è stata sottolineata
dal vice presidente del Comitato sulle questioni degli Italiani all’estero,
il senatore Cosimo Izzo (Fi). Egli ha concordato con Micheloni sull’esigenza
di chiedere al Mae, per quanto riguarda la riforma della rete consolare, un
confronto con il Parlamento e con il Cgie. “Sono insoddisfatto - ha detto
Izzo - per i 25 milioni di euro dati dal Governo ai capitoli per italiani all’estero.
Si poteva fare di più. Dobbiamo inoltre confrontarci su una riforma della rappresentanza
dei nostri connazionali nel mondo che sia capace di riverberare le istanze delle
comunità”.
E’ stata poi la volta degli altri componenti del Comitato
che hanno rivolto all’assemblea un breve saluto. Il senatore Renato Guerino
Turano (Ulivo) ha sottolineato l’estrema
utilità del Cgie per l’attività parlamentare degli eletti all’estero. Edoardo
Pollastri (Ulivo) ha evidenziato come l’intervento presso l’esecutivo dei senatori
della circoscrizione Estero abbia consentito anche di recuperare, oltre alle
risorse aggiuntive di 25 milioni di euro, un taglio preventivo di 8 milioni
sui capitoli di spesa per gli italiani nel mondo. “La madre di tutti i problemi
- ha affermato Pollastri - è la riforma consolare perché da lì si possono risolvere
i problemi della cittadinanza e della produttività della stessa rete diplomatica.
Su questa tematica il senatore Pallaro ed io abbiamo firmato un ordine del giorno,
accettato dalla Commissione Bilancio e dal Governo, in cui si richiama
l’attenzione sull’America Latina e si chiede l’immediato invio di più personale
presso i consolati”.
“Il nostro Comitato sugli Italiani all’estero - ha dichiarato
il senatore Gino Trematerra (Udc) - sta cercando di parlare con un solo
linguaggio perché i problemi sono tanti e non vogliamo perdere altro tempo.
Per lavorare meglio dobbiamo avere rapporti stretti con il Cgie”. Il senatore
Giacomo Santini (Gruppo Dc per le autonomie) ha sottolineato come a tutt’oggi
siano necessarie nuove modalità di confronto con i nostri connazionali nel mondo
che, grazie all’avvento delle nuove tecnologie informative, conoscono meglio
la realtà italiana e possono quindi avanzare precise e circostanziate
proposte. “Oggi più di ieri - ha detto infine il senatore Nino Randazzo (Ulivo)
- l’attività del Cgie è necessaria, perché solo i consiglieri di questo ente
possono svolgere una funzione di collegamento fra gli eletti all’estero e le
istanze dei connazionali nel mondo. Bisogna quindi opporsi ad ogni tentativo
di soppressione del Cgie”.(Goffredo Morgia-