Convegno
a Roma il 13 novembre presso il Policlinico Umberto I
Telemedicina, oltre l’emergenza
Italia-Iraq: il futuro (e il presente)
della telemedicina in un progetto di Intersos e l’Università “Sapienza”
ROMA - Baghdad-Roma, il consulto corre via satellite.
Si chiama “Simona”, in onore a tutte le donne che dall’Italia e dall’Iraq vi
collaborano con dedizione e passione, ed è il progetto di telemedicina che permette
ai medici dell’ospedale pediatrico universitario di Baghdad (Children Welfare
Teaching Hospital, CWTH), di confrontarsi e consultarsi una volta a settimana
con i colleghi del Policlinico Umberto I, Università “Sapienza” di Roma.
Nato dalla collaborazione tra l’organizzazione umanitaria
Intersos, l’Università “Sapienza” (Dipartimento di Scienze Chirurgiche F. Durante
e Dipartimento di Biotecnologie Cellulari ed Ematologia), l’ospedale pediatrico
di Baghdad CWTH, l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e Telbios, il progetto è stato
finanziato dalla ‘Task Force Iraq’ del Ministero degli Affari Esteri italiano.
Subito dopo la fine ufficiale dei combattimenti in Iraq,
Intersos ha svolto una missione di valutazione per capire le necessità dell’ospedale
pediatrico universitario di Baghdad, con cui già dal marzo del 2003 aveva stabilito
rapporti di collaborazione. Preziosa è stata la consulenza, durante la missione,
del dottor Alberto Angelici dell’Università “Sapienza” di Roma e membro del
Consiglio di Intersos. L’agosto successivo la dottoressa Anna Maria Testi, del
dipartimento di Biotecnologie Cellulari ed Ematologia del Policlinico Umberto
I, si è recata a Baghdad dove, per tre settimane, ha svolto attività di consultazione
clinica e formazione per medici iracheni di differenti ospedali. Per Intersos
il progetto aveva tutte le premesse per svilupparsi maggiormente e su basi scientifiche.
Quando, a causa delle precarie condizioni di sicurezza,
l’emergenza si è aggravata e i contatti con l’ospedale sono divenuti sempre
più difficili (e rari gli incontri con medici), Intersos ha pensato alla telemedicina
ed alla formazione a distanza satellitare come strumenti volti a garantire la
continuità della collaborazione tra i due centri.
E’ nato così il progetto “Simona”, articolato su diversi
livelli: quello satellitare, che riguarda le attività di consulto e formazione
condotte in teleconferenza; quello volto a realizzare incontri tra medici iracheni
e italiani; e infine quello dedicato alla fornitura di medicinali e materiale
di laboratorio a Baghdad.
L’obiettivo raggiunto finora è stato quello di consentire,
in una condizione di emergenza e in un’area ad alto rischio, la collaborazione
scientifica e clinica tra i medici dei due poli. Contestualmente si è puntato
a migliorare le condizioni del CWTH di Baghdad, centro di riferimento in Iraq
per la diagnosi e la terapia delle malattie onco-ematologiche pediatriche.
Il passo successivo che oggi Intersos si prefigge è quello
di costituire un vero e proprio network estendendo il progetto ad altri reparti
del complesso ospedaliero di Baghdad, e da lì ad altre strutture sanitarie irachene,
in particolar modo a Bassora, nel sud, e ad Erbil, nella regione autonoma del
Kurdistan iracheno.
E’ lo scopo di un convegno che si tiene il 13 novembre
presso l’Aula Valdoni del Dipartimento di Scienze Chirurgiche F. Durante del
Policlinico Umberto I di Roma. (