Alla
Commissione Affari Sociali
Assegno di solidarietà per i cittadini anziani all’estero: interviene
il vice ministro Franco Danieli
Gli indigenti residenti all'estero con
più di 65 anni di età e nati in Italia non dovrebbero superare le 30 mila unità.
Necessario definire i requisiti per la concessione dell’assegno. Decisa la nomina
di un comitato ristretto.
ROMA - Presso
Sul provvedimento, dopo la relazione svolta dall’on.
Bafile (v.
Danieli ha chiarito però che per la copertura finanziaria
“non è possibile utilizzare l'accantonamento del ministero degli Affari Esteri,
in quanto esso è principalmente destinato a coprire le spese derivanti dagli
accordi internazionali” L’attuale normativa per l'assistenza consolare agli
italiani indigenti è incentrata sul principio che l'assistenza venga erogata
“senza continuità e senza alcuna periodicità, nel limite ordinario annuo di
1.500 euro, recentemente innalzato rispetto ai 1.032 euro precedenti”. Si potrebbero
tuttavia prevedere alla normativa in vigore per consentire all’ufficio diplomatico-consolare
“la possibilità di erogare sussidi in forma periodica e con continuità, ove
ritenga che le condizioni di indigenza del connazionale interessato lo rendano
necessario”.
Il vice ministro, entrando nel merito delle proposte
di legge all’esame della Commissione, ha osservato tra l’altro l’opportunità,
a proposito dell’importo dell’eventuale assegno, di prendere in considerazione
le diverse realtà socio-economiche dei Paesi di residenza delle collettività
italiane all'estero, che presentano dei costi di vita notevolmente diversificati.
Appare inoltre difficile individuare - anche a causa delle gravi carenze di
risorse umane della rete diplomatico-consolare - un sistema di controllo su
scala mondiale in grado di assicurare che l'assegno di solidarietà sia erogato
ai soggettivi effettivamente più bisognosi. Danieli giudica opportuno che si
sia prevista l'erogazione dell’assegno in base all'effettiva emigrazione dall'Italia,
limitando quindi i rischi dell'effetto di attrazione che l'introduzione dell'assegno
avrebbe avuto tra i discendenti di nostri emigrati, titolari in linea di principio
del diritto al riconoscimento della cittadinanza italiana (40 milioni di persone
solo in Argentina, Brasile ed Uruguay). “Tale previsione avrebbe quindi comportato
probabilmente un ulteriore aggravio delle lunghissime liste di attesa per la
richiesta della cittadinanza italiana, soprattutto in America Latina”.
Il vice ministro ha infine segnalato che un'indagine
avviata in queste settimane dalla direzione generale degli Italiani all’estero
del Mae per individuare gli indigenti residenti all'estero con più di 65 anni
di età e nati in Italia, indica che il loro numero non dovrebbe superare le
30 mila unità, per circa l'80 per cento ubicate in America Latina. “Se ad ognuno
fosse concesso il sussidio ordinario dell'importo massimo, sarebbe da prevedere
una spesa complessiva di 54 milioni di euro”.