INFORM - N. 208- 8 novembre 2007


CAMERA DEI DEPUTATI

Alla Commissione Affari Sociali

Assegno di solidarietà per i cittadini anziani all’estero: interviene il vice ministro Franco Danieli

Gli indigenti residenti all'estero con più di 65 anni di età e nati in Italia non dovrebbero superare le 30 mila unità. Necessario definire i requisiti per la concessione dell’assegno. Decisa la nomina di un comitato ristretto.

 

ROMA - Presso la Commissione Affari Sociali della Camera è proseguito l’esame delle proposte di legge per la concessione di un assegno di solidarietà ai cittadini anziani residenti all’estero. Proposte presentate dai deputati eletti all’estero Marisa Bafile, Giuseppe Angeli, Ricardo Merlo.

Sul provvedimento, dopo la relazione svolta dall’on. Bafile (v. Inform n. 199 del 25 ottobre, http://www.mclink.it/com/inform/art/07n19901.htm ), nella seduta di mercoledì 7 novembre è intervenuto a nome del governo il vice ministro degli Affari Esteri Franco Danieli, che ritiene l’assegno “uno strumento di grande rilevanza al fine di affrontare alcune fondamentali esigenze di cittadini italiani residenti in altri Paesi, nel rispetto di quanto stabilisce l'articolo 3 della Costituzione”. La sua eventuale approvazione consentirebbe inoltre al Mae e alla rete consolare “di concentrarsi sulle situazioni di maggiore gravità e complessità”.

Danieli ha chiarito però che per la copertura finanziaria “non è possibile utilizzare l'accantonamento del ministero degli Affari Esteri, in quanto esso è principalmente destinato a coprire le spese derivanti dagli accordi internazionali” L’attuale normativa per l'assistenza consolare agli italiani indigenti è incentrata sul principio che l'assistenza venga erogata “senza continuità e senza alcuna periodicità, nel limite ordinario annuo di 1.500 euro, recentemente innalzato rispetto ai 1.032 euro precedenti”. Si potrebbero tuttavia prevedere alla normativa in vigore per consentire all’ufficio diplomatico-consolare “la possibilità di erogare sussidi in forma periodica e con continuità, ove ritenga che le condizioni di indigenza del connazionale interessato lo rendano necessario”.

Il vice ministro, entrando nel merito delle proposte di legge all’esame della Commissione, ha osservato tra l’altro l’opportunità, a proposito dell’importo dell’eventuale assegno, di prendere in considerazione le diverse realtà socio-economiche dei Paesi di residenza delle collettività italiane all'estero, che presentano dei costi di vita notevolmente diversificati. Appare inoltre difficile individuare - anche a causa delle gravi carenze di risorse umane della rete diplomatico-consolare - un sistema di controllo su scala mondiale in grado di assicurare che l'assegno di solidarietà sia erogato ai soggettivi effettivamente più bisognosi. Danieli giudica opportuno che si sia prevista l'erogazione dell’assegno in base all'effettiva emigrazione dall'Italia, limitando quindi i rischi dell'effetto di attrazione che l'introduzione dell'assegno avrebbe avuto tra i discendenti di nostri emigrati, titolari in linea di principio del diritto al riconoscimento della cittadinanza italiana (40 milioni di persone solo in Argentina, Brasile ed Uruguay). “Tale previsione avrebbe quindi comportato probabilmente un ulteriore aggravio delle lunghissime liste di attesa per la richiesta della cittadinanza italiana, soprattutto in America Latina”.

Il vice ministro ha infine segnalato che un'indagine avviata in queste settimane dalla direzione generale degli Italiani all’estero del Mae per individuare gli indigenti residenti all'estero con più di 65 anni di età e nati in Italia, indica che il loro numero non dovrebbe superare le 30 mila unità, per circa l'80 per cento ubicate in America Latina. “Se ad ognuno fosse concesso il sussidio ordinario dell'importo massimo, sarebbe da prevedere una spesa complessiva di 54 milioni di euro”. Dopo l’intervento di Domenico Di Virgilio (FI) che ha detto di condividere le finalità del provvedimento in esame, ma anche le perplessità espresse dal vice ministro in ordine alla possibilità di individuare con esattezza la platea dei possibili beneficiari e di reperire le risorse necessarie, sottolineando l'opportunità di svolgere un ciclo di audizioni,la relatrice Mariza Bafile (Ulivo), ha segnalato che alcune delle questioni sollevate hanno trovato soluzione all'interno della proposta di legge n. 3008. Danieli ha precisato a sua volta, rivolto a Di Virgilio, di non aver voluto sostenere che sia difficile individuare la platea dei beneficiari, ma che il Mae potrà procedere all'individuazione di tale platea solo quando saranno stati definiti i requisiti per la concessione del beneficio.Il presidente della Commissione Mimmo Lucà ha convenuto sull'esigenza di definire con esattezza i requisiti per la concessione del beneficio, e dunque la platea dei beneficiari, avuto riguardo ai profili di copertura finanziaria e alle richieste che, verosimilmente, diventeranno assai più numerose a seguito dell'approvazione del provvedimento in esame. Infine la Commissione, su proposta della Bafile, ha deliberato la costituzione di un Comitato ristretto per approfondire la portata del provvedimento. (Inform)

 

 


Vai a: