Dopo
i gravi episodi di Roma, sicurezza, immigrazione, integrazione al centro della
puntata
Una frase di Veltroni a ‘Ballarò’ … ed
è subito polemica fra gli italiani all’estero
ROMA – “Beh di
danni ne abbiamo fatti pure noi, ricordiamoci di Al Capone”. Ospite della puntata di “Ballarò” su Rai2 -
incentrata, dopo i gravissimi episodi di Roma, sulle delicatissime questioni
di sicurezza,immigrazione, integrazione nel nostro Paese -
il sindaco della capitale e neo segretario del Pd Walter Veltroni, pare
essere scivolato sulla classica buccia di banana, nell’intento di fare osservare
– a noi così è personalmente sembrato - che
in ogni collettività, nessuna esente, c’è
il grano è c’è l’oglio ma che non è giusto gettare fango e criminalizzate intere
comunità.
Registriamo che la frase di Veltroni ha sollevato un
vespaio fra gli italiani all’estero. E le vespe, si sa, pungono…
Irritato con Veltroni, ma misurato, il senador indipendente
Luigi Pallaro, eletto nella Ripartizione Sud America . “Il paragone tra gli italiani e Al Capone non
regge” dice il parlamentare italoargentino. Ammonendo Veltroni che “prima di
parlare dell'emigrazione italiana all'estero ed esprimere giudizi così netti
bisogna conoscere perfettamente la materia e sapere la differenza tra l'emigrazione
nei Paesi anglosassoni e la migrazione nei Paesi latini”.
Il senador ritiene una “battuta infelice” quella di Veltroni,
del quale, assicura, “non condivido assolutamente
le dichiarazioni” . “Non ci può essere nessuna assimilazione tra gli italiani
emigrati all'estero e i rom” aggiunge, puntualizzando che “in
Argentina nessun presidente ha mai parlato male dei nostri connazionali”.
“Il problema però è un altro. Ci vuole disciplina - Per
questo – spiega Pallaro - il dibattito sulla sicurezza è viziato da un difetto
d'origine: quando si distruggono gli apparati dello Stato, il sistema giuridico
e le Forze Armate, non si può pretendere di ricostruirli all'improvviso quando
scoppiano le emergenze. Bisogna avere massimo rispetto della Polizia”. “Solo
così .- conclude il senatore - si possono far rispettare le leggi”.
Irritato, punge anche Marco Fedi dell’Ulivo, eletto nella
ripartizione Africa, Asia, Oceania, Antartide. Ma Fedi non ce l’ha con Walter
Veltroni ma con chi lancia “strumentali accuse”.
Il deputato dell’Australia osserva come “il centrodestra,
insoddisfatto dal proprio vano ostruzionismo parlamentare tutto giocato sull’attesa
di una spallata che non arriva”, sia “passato ormai al ricorso alla strumentalizzazione
opportunistica di qualsiasi dichiarazione di esponenti politici della maggioranza”.
L’ultimo esempio? “L’abuso delle parole pronunciate da
Veltroni a “Ballarò”. Il deputato dell’Ulivo rigetta l’accusa al segretario
del Pd di aver ingiuriato tutti gli italiani all’estero paragonandoli ad Al
Capone. “Nulla di più falso, come un attento ascolto delle sue frasi può dimostrare”
rimarca Fedi. Che insiste: “L’atteggiamento dell’opposizione è irresponsabile”.
E aggiunge: “In un momento così delicato, bisognerebbe al contrario lavorare
tutti insieme per potenziare le misure volte alla sicurezza dei cittadini e
all’integrazione degli immigrati”. Fedi ricorda che “sicurezza e integrazione
sono due problemi strettamente correlati”. “Non c’è serenità nell’ordine pubblico
.- sottolinea – senza la dovuta integrazione sociale dei soggetti a rischio
di marginalità, come non esiste inserimento possibile senza adeguate garanzie
di legalità”.
Per questo, Fedi concorda con Veltroni “quando dice che
non si può criminalizzare un’intera comunità etnica per singoli episodi, ma
che quegli stessi episodi vanno perseguiti selettivamente”. “Del resto, ed è
strano – rimarca - che gli esponenti del centrodestra lo dimentichino, ciò è
quanto abbiamo sempre affermato noi italiani emigrati all’estero, ingiustamente
vittime di reazioni xenofobe e razziste per delle colpe di singoli nostri connazionali,
magari legati alla criminalità organizzata”. “La nostra esperienza – sottolinea
Fedi - ha dimostrato che la posizione degli italiani nel mondo è oggi cambiata
proprio grazie al connubio virtuoso di sicurezza e integrazione che i Paesi
che ci hanno accolto hanno saputo nel tempo assicurare”. E questa, per Fedi,
“è la strada che anche l’Italia deve sapere imboccare”.
Non la pensa davvero come Fedi il deputato di An Giuseppe
Angeli, eletto in Sud America.
“Davvero amareggiato
e dispiaciuto” si dice il deputato in una lettera indirizzata a Veltroni. Angeli
ha seguito la puntata di Ballarò direttamente dall’Argentina. E si è sentito
“direttamente chiamato in ballo” . “Il mio arrivo in terra straniera, ormai
57 anni fa, non fu affatto facile – spiega .- Ricordo ancora con estrema chiarezza
nella mia mente, le visite mediche, le domande postemi sul perché andavo lì, sul cosa volessi
fare, la presentazione dell’atto di richiamo, la validità effettiva di un contratto
di lavoro appena la nave fosse approdata, e la richiesta dei certificati penali
e di salute, tutto sotto il massimo rigore delle autorità argentine a Roma.
Allo stesso modo, anzi se possibile con più forza, ricordo soprattutto
gli sguardi di chi non conoscendomi ancora potesse pensare che avevo
“cattive” intenzioni, sguardi che arrivato lì mi hanno segnato e fatto pensare
per lungo tempo”. Secondo Angeli “noi non ci siamo mai distinti per vagabondaggio,
sfruttamento dei minori, furti, vendette trasversali, elemosine, e quanto altro,
noi abbiamo sempre onestamente lavorato, dissociandoci da quel fenomeno che
è la mafia e che per un caso fortuito in quegli anni prendeva piede in tutto
il mondo”.
Il deputato di An precisa che “non sono a difendere i
miei colori politici, oltre tutto a Lei avversi, ma sono a difendere gli italiani
all’estero, tutti, indistintamente dal credo politico”.
Poi ironizza: “Ho sempre saputo della Sua passione per
gli Usa, beh, caro Sindaco, stavolta mi sa che ha perso punti proprio tra gli
italo-americani, oltre che tra gli Italiani d’Italia, che si sono sentiti un
tutto uno con Al Capone”.
Infine un invito: “La sola cosa che al momento mi viene
in mente poter rispondere a tutti coloro che pensano in maniera negativa degli
italiani all’estero e di quelli ivi eletti, in particolar modo di me e del mio
operato, è di visitare il link a me dedicato dal sito della Camera dei Deputati,
come quelli dei miei colleghi, così da
poter effettivamente constatare quantità e qualità del nostro lavoro, e per
gli Italiani d’Italia e per gli Italiani residenti lontano dalla madre patria”.
L’auspicio di Angeli è, comunque, “che questa sia una
delle ultime volte che mi trovo a dover giustificare noi “emigrati/immigrati”,
davanti a chi fa di tutt’erba un fascio”. (Simonetta Pitari-