I giovani italiani all’estero all’Assemblea
Plenaria in vista della Conferenza mondiale del 2008
“Vogliamo mantenere la nostra identità
italiana”. Presentato un documento a Governo e Parlamento
ROMA - “In molti Paesi stiamo perdendo la nostra identità
originaria e non vogliamo che questo avvenga, in altre nazioni, dove è ancora
forte il senso di appartenenza, intendiamo valorizzare e far conoscere questa
importante risorsa, di cui siamo pienamente orgogliosi.”
E’ il leitmotiv degli interventi dei 22 giovani intervenuti
all’Assemblea Plenaria del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero per
illustrare le esigenze scaturite dagli incontri promossi da CGIE, Comites, Regioni
e mondo dell’Associazionismo, in quest’ultimo anno in vista della Conferenza
Mondiale dei giovani italiani all’estero, preannunciata per la fine del 2008.
Hanno fra i 22 ed i 35 anni di età, sono alla fine del
corso di studi accademico ma nella maggior
parte dei casi vivono condizioni lavorative ai diversi livelli e sono vicini
al mondo dell’associazionismo locale od operano nel contesto dell’emigrazione
organizzata.
Un impegno, quest’ultimo,
che è stato definito da alcuni di loro una sorta di “rivoluzione” generazionale
“silenziosa” all’interno delle comunità. Un percorso necessario per avvicinare
i giovani delle terze quarte e quinte generazioni di origine italiana alla contemporaneità
del nostro Paese, ben diverso dal “ricordo” tramandato dalle generazioni più
anziane.
Con questi sentimenti, caratterizzati da un dichiarato
forte impegno, i giovani hanno sottolineato in un Documento, (presentato al
Governo ed al Parlamento e portato all’attenzione dell’Assemblea del CGIE (riunita
alla Farnesina fino al 9 novembre), alcuni elementi da loro ritenuti “essenziali” per la riuscita del complesso progetto di “recupero”
o di mantenimento del legame con l’Italia:
“Ora tocca all’Italia investire su questi giovani e lo
farà attraverso la preparazione della Conferenza mondiale del 2008, che apre
“una nuova tappa della storia dell’emigrazione italiana nel mondo” afferma il
Segretario generale del CGIE, Elio Carozza. “Tutti sono invitati, pertanto,
ad intervenire per dare il loro contributo: dai giovani, in prima linea, alle
istituzioni, le Regioni, le associazioni, i privati. Tutti dovranno investire,
mettendo in sinergia, le risorse necessarie per il suo buon esito e l’affermazione
di un nuovo rapporto con l’Italia di oggi all’estero”. (