Il dibattito sulle relazioni del Governo
e del Comitato di Presidenza
Preoccupazioni per una ristrutturazione
della rete consolare che non sarà indolore. Chieste maggiori informazioni sul
progetto per arrivare ad una valutazione complessiva da parte del Consiglio
Generale
ROMA- La discussione sulle relazioni del Governo e del Comitato di Presidenza in Assemblea plenaria del Cgie è stata caratterizzata da interventi di apprezzamento, ma anche da critiche e forti preoccupazioni soprattutto per l’annunciata ristrutturazione della rete consolare Il consigliere di nomina governativa Gian Luigi Ferretti (An), del CdP, dopo aver sottolineato l’egemonia del nuovo Partito democratico all’interno del Cgie, ha paragonato l’assegno di solidarietà, uno dei temi illustrati nella relazione di Governo, ad un gesto di carità ed ha afermato come in realtà la ristrutturazione della rete all’estero sia in primo luogo caratterizzata dalla cancellazione di sedi consolari. Ferretti ha poi ricordato come ancora oggi alcuni capitoli di spesa che non hanno rilevanza per gli italiani all’estero, come ad esempio quello destinato ai contributi obbligatori per gli organismi internazionali, assorbano da un quinto ad un quarto delle risorse destinate all’emigrazione. Claudio Pieroni (Brasile), del CdP, ha illustrato i contenuti di una petizione che chiede al Governo di superare le disfunzioni della rete consolare che allungano a dismisura i tempi per l’acquisizione del diritto costituzionale della cittadinanza. Problemi organizzativi e burocratici che solo in Brasile hanno portato a 560.000 le richieste di cittadinanza inevase. La petizione, promossa dai presidenti dei Comites e dai consiglieri Cgie del Brasile, è già stata sottoscritta da 22.268 persone.
Dopo l’intervento del consigliere Walter Della Nebbia
(Usa) che ha chiesto al Governo più informazione preventiva sulla ristrutturazione
della rete consolare che consenta al Cgie di esprimere un input positivo o negativo,
la deputata dell’Udeur Sandra Cioffi, che ricopre l’incarico di segretaria
del Comitato permanente per gli italiani all’estero, ha posto in evidenza l’esigenza
di lavorare per rendere più forte nel mondo il sistema Italia e per creare sinergie
fra le scelte degli italiani all’estero e chi si trova nel nostro paese .
Il vice segretario del Cgie di nomina governativa Andrea
Amaro ha parlato positivamente sia delle rivendicazioni di autonomia e delle
proposte politiche, contenute nella relazione del Segretario generale, sia dell’impianto
della manovra finanziaria che incrementa la spesa per l’assistenza, la lingua
e la cultura. Anche da Amaro è comunque stato chiesto un quadro generale del
programma di ristrutturazione della rete consolare che consenta di elaborare
un discorso sul miglioramento dei servizi che in ogni caso avrà bisogno di molte
risorse. Questa tematica è stata affrontata dal consigliere Alberto Bertali
(Gran Bretagna) che ha evidenziato la necessità di guardare ai consolati non
solo dal punto di vista dei costi e dei servizi per gli italiani all’estero,
ma come un investimento per la promozione economica dell’Italia nel mondo. Bertali
ha espresso preoccupazione per il problema della soppressione del consolato
di Edimburgo. Contro la chiusura di questa sede consolare si è schierato anche
l’eletto all’estero di Forza Italia Guglielmo Picchi che ha chiesto come
faranno gli italiani della vasta circoscrizione di Edimburgo ad avere servizi
validi. “Un paese che vuole essere protagonista all’estero - ha affermato Picchi
- non si può permettere di chiudere sedi consolari. Non riesco a capire perché
si apra un nuovo ufficio a Mosca e si chiudano i consolati, come quelli di Bastia
e Atene, dove sono numerosi gli italiani all’estero”. Picchi ha inoltre criticato
la bozza di riforma della Costituzione che relegherebbe gli eletti all’estero,
facendo diminuire l’intensità della loro voce, nella nuova assemblea federale
del Senato dalle prerogative limitate. Critica anche la posizione sulla proposta
di legge per la cittadinanza in discussione al Parlamento dalla quale, secondo
il deputato di Forza Italia, andrebbero stralciati, per facilitarne l’approvazione,
i provvedimenti sugli italiani all’estero. Picchi si è inoltre detto favorevole
ad un aumento delle candidature dei giovani nel Cgie e nei Comites.
Della revisione della rete ha parlato anche dal membro
del Comitato di Presidenza per i Paesi Anglofoni Augusto Sorriso (Usa)
che ha chiesto di “fermare questa ristrutturazione che va contro gli interessi
degli italiani all’estero”. Sorriso ha anche paragonato la relazione del Governo
ad uno “zibaldone dei sogni”. Dopo le dichiarazioni del presidente della
Commissione Formazione, Impresa, Lavoro e Cooperazione Domenico Azzia
che ha annunciato le sue dimissioni dall’incarico accettato in passato per spirito
di servizio, il consigliere Luciano Neri (Margherita) ha evidenziato
come i 32 milioni di euro ottenuti per gli italiani all’estero in Finanziaria
siano frutto di un lavoro importante e coordinato. Un risultato che assume maggiore
rilevanza se inquadrato nella difficile situazione economica del nostro paese
che al momento detiene il debito pubblico più alto d’Europa. Neri ha parlato
della necessità di affrontare in maniera unitaria le sfide del mondo globalizzato
e di guardare alla ristrutturazione del sistema consolare come ad una sfida
dell’innovazione che vale per tutti e anche per il Cgie.
La prevista trasformazione del consolato di Esch sur
Alzette in cancelleria consolare è stata al centro dell’intervento del presidente
della III Commissione e consigliere del Lussemburgo Mario Tommasi che
ha domandato come si possa chiudere questo ufficio che copre 25.000 italiani
e che lo scorso anno ha incassato quasi 200.000 euro e rilasciato 3.488 passaporti.
Di diverso tenore l’intervento di Paolo Castellani (Cile) che ha chiesto
l’estensione del nuovo sistema di assicurazione sanitaria anche a paesi del
Sud America come il Perù, il Cile e l’Ecuador.
“C’è la necessità – ha affermato la deputata dell’Ulivo
Mariza Bafile, eletta all’estero nella ripartizione America Meridionale
- di costruire insieme una politica che guardi al futuro, senza perdere di vista
le battaglie in cui siamo impegnati. In un anno e mezzo abbiamo ottenuto risultati
tangibili lavorando in squadra fra eletti all’estero, Governo e Cgie” .
Contro la chiusura del consolato di Edmonton si è schierato
il consigliere del Canada Domenico Marozzi che ha ricordato come nella
vasta area coperta dall’ufficio consolare vivano 10.000 italiani e almeno 60.000
oriundi. Un ampio bacino d’utenza, difficilmente gestibile attraverso un semplice
servizio telematico, che comprende anche importanti presenze economiche italiane
come le società Enel e Eni. Contrario alla soppressione dei consolati anche
l’eletto all’estero della ripartizione Europa Massimo Romagnoli (Forza
Italia) che ha rilevato come al momento manchino da parte del Governo risposte
concrete sulla riforma dei Comites e del Cgie. Organismi che rappresentano le
antenne sensoriali dei parlamentari eletti all’estero. “Io sono sensibile alle
problematiche degli italiani indigenti - ha proseguito Romagnoli dopo aver ricordato
che il dibattito politico non deve essere portato avanti solo in Parlamento
ma anche nel Cgie – però bisogna parlare anche dei connazionali in difficoltà
che non si trovano solo in America Latina”.
Dopo la riflessione del componente del CdP Michele
Schiavone (Svizzera) che ha proposto di indire un’assemblea plenaria del
Cgie in una delle due aule del Parlamento, l’altro membro del Comitato di Presidenza,
Tommaso Conte, (Germania) ha chiesto l’apertura di un tavolo delle trattative
che faccia uscire dalle “stanze chiuse di chi decide” le iniziative di revisione
della rete consolare.
“Investire nei servizi nelle comunità italiane non è
un lusso - ha detto il consigliere del Belgio Daniela Tuffanelli Costa
- Tagliare le attività di rappresentanza è una forma di miopia politica. Quindi
non si tratta di stabilire se l’Italia può affrontare queste spese, ma bensì
se può permettersi di non farlo”. Il dibattito si è concluso con l’intervento
del componente del CdP per l’America Latina Ugo Di Martino (Venezuela)
che ha auspicato concreti aiuti per la rete consolare onoraria e la continuazione
dell’opera di aggiornamento delle liste anagrafiche da parte del consolato di
Caracas che ha permesso di portare a 100.000 il numero degli iscritti.(Goffredo
Morgia -