L’intervento di Franco Narducci, Presidente
del Comitato permanente sugli Italiani all’estero della Camera dei Deputati
“Bisogna tornare a parlare di politiche
per gli italiani nel mondo in termini strategici”
ROMA- Dopo le relazioni del vice ministro degli Esteri
Franco Danieli e del Segretario generale del Cgie Elio Carozza il 6 pomeriggio
è intervenuto in Assemblea plenaria Franco Narducci, presidente del Comitato
permanente sugli italiani all’estero della Camera dei deputati, che ha sottolineato
l’importanza del lavoro svolto dal Cgie, un organismo che dà voce alle istanze
degli italiani all’estero, e la necessità dare maggiore visibilità mediatica
alla realtà dei nostri connazionali nel mondo. “Tutto quello che riguarda gli
italiani all’estero - ha spiegato Narducci - nonostante la presenza dei 18 parlamentari
eletti all’estero, fa notizia in Italia soltanto quando deve dare scandalo”.
Per Narducci bisogna invece tornare a parlare di politiche
per gli italiani all’estero in termini strategici e non solo assistenziali.
Per far questo occorre in primo luogo individuare e “recintare giuridicamente”
il campo d’azione in cui si muovono soggetti e interessi. “Un ambito - ha aggiunto
- che dovrà essere il più ampio possibile per attrarre l’attenzione dell’opinione
pubblica”.
Un’accelerazione del processo legislativo, quella illustrata
da Narducci, su cui stanno muovendo i comitati per gli italiani all’estero di
Camera e Senato che, al momento, sono impegnati nell’acquisizione di dati e
informazioni sulle varie tematiche.
“La razionalizzazione della rete consolare - ha proseguito
Narducci - è un tema scottante che crea conflitto perché tocca da vicino gli
interessi dei nostri connazionali e per il fatto che nel decreto di riorganizzazione
della rete, ora all’esame del Senato, è scritto a chiare lettere che verranno
chiusi alcuni consolati anche in Europa. Credo dunque che sarebbe opportuno
riflettere su queste decisioni anche perché non vorrei che si procedesse alla
razionalizzazione senza che poi vengano realmente investite nella rete nuove
risorse”.
Narducci ha anche evidenziato la necessità di dare adeguati
mezzi e strumenti ai consoli che devono fronteggiare una costante crescita delle
competenze e della domanda dei servizi, nonché di impostare all’estero un sistema
scolastico efficiente anche per quanto riguarda i corsi di lingua italiana che
presentano non poche disfunzioni. Un tema, quello della riforma della legge
153, che sarà presto esaminato dal Comitato sugli italiani all’estero della
Camera. Prevista inoltre per il primi giorni di dicembre l’audizione del Comitato
di Presidenza del Cgie.
Narducci ha infine auspicato la creazione di un centro
di coordinamento unico presso il Mae per la formazione professionale e linguistica
all’estero.(G.M.-