La relazione di governo del
Vice Ministro Franco Danieli all’Assemblea Plenaria del CGIE
Roma, 6 novembre2007
(Ministero degli Affari Esteri- Sala Conferenze
Internazionali - ore 15 )
Signor
Segretario Generale, Onorevoli Parlamentari, cari Consiglieri,
Rivolgo il mio saluto a tutti i
partecipanti a questa Assemblea Plenaria che
presenta un ordine del giorno particolarmente ricco ed articolato .
Prima di affrontare la sostanza
delle tematiche in agenda, desidero innanzitutto rivolgere le mie felicitazioni
ai parlamentari sia della circoscrizione estero, che nazionali designati a far
parte dei due Comitati permanenti sugli Italiani all’estero, rispettivamente
alla Camera dei Deputati e al Senato.
Con le audizioni sinora svolte
– la mia e quella del Segretario Generale della Farnesina – hanno preso forma
importanti occasioni di confronto e di verifica su temi di assoluta rilevanza
per le nostre collettività all’estero, quali le risorse finanziarie e la razionalizzazione
della rete diplomatico-consolare.
Per quanto riguarda le risorse
finanziarie, voglio ricordare il positivo risultato della manovra di
assestamento del bilancio che ha permesso di recuperare importanti risorse “congelate”
ad inizio anno nel quadro delle disposizioni di controllo della spesa pubblica
previste dalla Finanziaria 2007. Si tratta nel complesso di 6,4 milioni di euro,
un importo superiore quindi alla somma che era stata inizialmente accantonata
(6 milioni di euro), a testimonianza dell’impegno del Governo in favore degli
italiani all’estero.
In particolare, sono state sensibilmente
integrate le risorse disponibili sui capitoli destinati alla promozione della
lingua e cultura italiana all’estero ed a contratti con società locali per l’attuazione
del controllo dei dati delle anagrafi consolari, entrambi con 2,5 milioni di euro.
Altre somme inferiori, ma comunque
significative, si sono invece rese disponibili per le associazioni che svolgono
attività di assistenza indiretta e per le attività di questo stesso Consiglio
Generale.
Per
In sede di discussione sulla legge
finanziaria ci impegneremo comunque, unitamente al Ministro degli Affari Esteri,
a perseguire azioni che possano migliorare questo quadro già soddisfacente.
Il mio augurio è che in questo sforzo, che riguarda gli interessi generali delle
nostre comunità, si possano trovare positive convergenze tra gli schieramenti
e, soprattutto, tra i parlamentari eletti all’estero.
Tra le priorità verso le quali
indirizzare queste ulteriori risorse, c’è certamente il tema dell’assistenza;
mi riferisco in particolare all’assistenza diretta in favore dei
connazionali indigenti. Con l’incremento dei fondi disponibili nel 2007 sul
relativo capitolo di bilancio abbiamo già potuto concludere, o avviato a prossima
conclusione, una serie di convenzioni assicurative in campo sanitario che offrono
modalità più avanzate ed efficaci di assistenza, in particolare in quei Paesi
dell’America Latina ove le condizioni delle strutture pubbliche sono meno soddisfacenti.
Proprio in questi giorni è stata
firmata la nuova convenzione per l’Uruguay, lo stesso per il Messico, mentre
si sono concluse le complesse procedure di gara per l’Argentina che permetteranno
di assicurare circa 8500 connazionali. Questi paesi si aggiungono a Venezuela
e Colombia. Nel 2008 valuteremo la possibilità – in base alle risorse disponibili
– di estendere l’iniziativa ad altri Paesi e tra questi, il Brasile, il Sudafrica,
Il 2008 dovrà essere l’anno in
cui, in un modo o nell’altro, si avvierà la concessione dell’assegno di solidarietà
di cui si dibatte da decenni.
Quando affermo “in un modo o nell’altro”
intendo dire che occorre fare di tutto perché si concluda tempestivamente l’iter
relativo alle proposte di legge “organiche” presentate e attualmente in discussione
nelle competenti commissioni alla Camera dei Deputati. Ma, qualora i tempi fossero
lunghi o insorgessero difficoltà, sono convinto della necessità di introdurlo
“di fatto” utilizzando le maggiori risorse che avremo a disposizione sul capitolo
dell’assistenza (ancorché non sufficienti) nell’ambito della legislazione vigente
e applicando la recente innovazione normativa che consente agli Uffici consolari
di erogare anche in più “tranches” sussidi agli indigenti entro il limite annuo
di 1500 euro, equivalenti - a regime - a
Dico a regime perché prevediamo
anche alcune ulteriori modifiche al regolamento che consentano di integrare
l’attuale valutazione discrezionale del titolare dell’Ufficio consolare con
criteri automatici di assegnazione come la presenza, oltre ad una determinata
soglia di reddito, di figli a carico o di altri conviventi non autosufficienti.
Per questo
Il secondo obiettivo da tempo annunciato
per il 2008 è - come vi è noto - la realizzazione della Prima Conferenza
dei giovani italiani e di origine italiana nel mondo.
A tal fine, nell’emendamento alla
Finanziaria presentato dal Governo è prevista la copertura sia per la realizzazione
della Prima Conferenza dei giovani sia per l’istituzione del Museo della Emigrazione
italiana. L’obiettivo è quello
di portare in Italia 1.000 giovani per alcuni giorni, al fine di confrontarsi
con loro e individuare assieme il complesso di strumenti che meglio consentano
di mantenere in maniera innovativa ed efficace i rapporti con le giovani generazioni
italiane nel mondo.
Per quanto invece riguarda la razionalizzazione
della rete diplomatico- consolare, il punto ineludibile – come ribadito
anche dal Segretario Generale della Farnesina Amb. Massolo nella sua ricordata
audizione alla Camera dei Deputati - è rappresentato dal fatto che la rete consolare,
nel suo assetto attuale e con le attuali dotazioni di personale e risorse finanziarie,
registra crescenti difficoltà di funzionamento.
Per assicurare un livello adeguato di servizi consolari (sul piano quantitativo
e qualitativo) e senza prevedere ulteriori compiti aggiuntivi, sono necessarie
fin d’ora più risorse, sia finanziarie che umane.
La stima approssimativa di questo fabbisogno può essere
quantificato in un incremento dell’ordine del 30 per cento delle dotazioni attuali
di personale degli uffici consolari (Consolati e cancellerie consolari) e pertanto
si attesta in 400 unità di ruolo e 450 unità a contratto, per un costo di oltre
60 milioni di euro annui aggiuntivi. Per le spese di funzionamento (relative
alle dotazioni di ufficio e all’ampliamento e adeguamento degli spazi sia per
gli uffici che per il pubblico) potrebbero inoltre occorrere non meno di 40
milioni di euro. Il relativo fabbisogno in termini di costi -con un larghissimo margine
di approssimazione - si aggira pertanto sull’ordine di 100 milioni di euro annui.
Si tratta di traguardi che paiono difficilmente raggiungibili nella
loro totalità, anche se contiamo di disporre per il prossimo anno di un consistente
aumento con la creazione di un fondo
speciale per far fronte ai consumi intermedi delle sedi all’estero, al quale
sono attribuiti 70 milioni di euro, derivanti
da una parte fissa di 45 milioni di euro più 25 milioni di euro attribuiti al
MAE come restituzione di una percentuale delle percezioni consolari. Tali fondi
andranno ulteriormente incrementati dalle necessarie risorse previste per fare
fronte ai compiti aggiuntivi che si profilano - come dirò - specie in materia
di cittadinanza e di visti.
E’ in questo quadro che si pone pertanto l’esigenza di una complessiva azione di razionalizzazione lungo tre direttrici:
- una diversa e più aggiornata articolazione della
rete, individuando con attenzione e sensibilità le situazioni che permettano
di procedere ad accorpamenti di Uffici all’estero, realizzando concrete economie
di scala, senza tuttavia limitare i servizi ai cittadini, anzi in alcuni casi
migliorandoli grazie all’introduzione di procedure informatiche;
-
la riorganizzazione dei
processi, intesa come semplificazione e snellimento delle procedure e potenziamento
della comunicazione istituzionale,
-
una maggiore autonomia
finanziaria e gestionale delle sedi,
intesa come misura di migliore utilizzo delle risorse, attuabile grazie all’istituzione
del citato Fondo Speciale (che supera finalmente la divisione in numerosi capitoli
di bilancio) e all’acquisizione per le spese di funzionamento di una aumentata
quota-parte delle risorse generate dalle percezioni consolari.
Attualmente, i 116 Uffici
consolari e le 79 Cancellerie consolari presso le sedi diplomatiche sono concentrati
in Europa (52%) e Americhe (18% nel Sud e
Il rapporto medio addetti per connazionale è di 1/1.602, ma con vistose differenze che pesano soprattutto per
le sedi consolari in America Latina ed Europa.
Nel settore dei visti, il rapporto tra personale e numero di visti
rilasciati oscilla tra sedi con valori di 1/1500 (come Tirana e Bucarest) o
addirittura di 1/6200 (Mosca), con una media di 2-3000 visti a testa per operatore,
di ruolo o a contratto. Nel periodo 2002-2006 il numero dei visti emessi dall’Italia
è aumentato, in media, del 10% circa ogni anno. Il dato dei primi
8 mesi del
I carichi di lavoro e la situazione logistica nelle sedi più esposte al
fenomeno dei visti non consentono comunque
ulteriori margini di incremento della produttività.
A questa situazione occorre aggiungere l’adempimento degli obblighi normativi
introdotti dal comma 404 della legge finanziaria 2007 che prevede - come noto
– l’adozione di misure di razionalizzazione
della rete e, in caso di mancato adempimento nei termini previsti, il blocco
totale delle assunzioni di personale.
Pertanto, nel predisporre il relativo Regolamento di
attuazione, l’Amministrazione ha individuato - sulla base delle direttive generali
dell’On. Ministro ed a seguito di un approfondito esame - un piano di interventi
per conformarsi al dettato normativo sulla base di modalità tecniche, già da
me illustrate all’ultima Assemblea Plenaria del CGIE ed al Comitato di Presidenza
dello scorso luglio in occasione della presentazione degli interventi per il
2007, e che ricordo:
· accorpamento in Missione diplomatica unificata
di Rappresentanze permanenti presso Enti o Organismi internazionali aventi sede
nella stessa città estera;
· riorganizzazione della rete diplomatica e
consolare, anche attraverso l’accorpamento di Uffici consolari, l’istituzione
di Cancellerie consolari nelle Ambasciate di riferimento e la modifica delle
circoscrizioni consolari;
· ristrutturazione della rete degli Istituti
di Cultura, anche in funzione della possibilità di ricondurne le attività all’interno
di Rappresentanze diplomatiche o Uffici consolari nello Stato di accreditamento,
consentendo, a tal fine, l’assegnazione del personale dell’area della promozione
culturale presso le Rappresentanze diplomatiche o gli uffici consolari interessati.
Il
piano da attuare nel biennio 2007-2008 prevede in sintesi tre fasi. La prima
è iniziata lo scorso 1° ottobre con l’accorpamento delle
Rappresentanze Permanenti a Ginevra e si è completata il 1° novembre con gli
interventi ad Atene, Il Cairo, Bastia e Lipsia che avevo illustrato nella precedente
Assemblea Plenaria.
Tale piano ha lo scopo di:
· consentire un risparmio per rientrare negli obiettivi di contenimento della spesa fissati dalla Legge finanziaria;
· “recuperare” le risorse, sia umane che finanziarie per potenziare, laddove necessario sulla base delle aggiornate esigenze, la rete diplomatico-consolare con l’istituzione di nuove Sedi;
·
affermare anche l’obiettivo
di unificare i servizi contabili degli Uffici aventi sede nella stessa città
estera.
In linea con le modalità operative ed i criteri adottati nel corrente anno, tenuto conto anche dei dati riportati nella “mappatura” della rete consolare, l’Amministrazione ha individuato le Sedi consolari che formeranno oggetto degli interventi nella seconda fase della ristrutturazione, da attuare entro la prossima estate. Sono ancora da determinare in concreto le iniziative della terza fase, che sarà comunque completata entro il prossimo anno.
Sono tre i parametri che prendiamo a fondamento dell’analisi: carichi
di lavoro, consistenza delle collettività di connazionali e qualità e numero
medio di pratiche che interessano gli uffici all’estero. Il ricorso a tali
criteri deve comunque essere temperato da considerazioni di carattere più
generale, dalle quali sarebbe difficile prescindere in un esercizio di questa
portata.
I provvedimenti da assumere sono i seguenti:
·
la trasformazione del Consolato ad Esch sur Alzette
in Cancelleria consolare presso l’Ambasciata
a Lussemburgo, con competenza per l’intero territorio del Granducato, prevedendo
anche la individuazione di un nuovo immobile più funzionale e facilmente raggiungibile
dagli utenti.
·
L’ampliamento delle competenze della Cancelleria consolare
dell’Ambasciata a Vienna attribuendo a questa struttura la
giurisdizione sull’intero territorio del Paese, con chiusura del Consolato Generale
ad Innsbruck e contestuale istituzione di un Ufficio
consolare onorario che, unitamente
all’Istituto di Cultura, continuerebbe ad assicurare la presenza istituzionale
italiana in loco.
·
Attribuzione al
Consolato di Manchester
della competenza sull’attuale circoscrizione consolare del Consolato Generale ad Edimburgo e contestuale istituzione di un Ufficio consolare onorario che, unitamente
all’Istituto di Cultura, continuerebbe ad assicurare la presenza istituzionale
italiana in loco.
·
creazione di uno
“sportello permanente”
a Edmonton per
gestire i servizi consolari in loco anche attraverso il collegamento telematico
con il Consolato Generale
a Vancouver, che assumerà
la competenza sull’attuale circoscrizione del Consolato a Edmonton.
In tema di ristrutturazione
della rete degli Istituti
Italiani di Cultura , dopo
aver analizzato l’attuale distribuzione degli Istituti nell’Unione Europea,
l’Amministrazione ha intanto deciso di chiudere, entro la prossima estate, l’Istituto di Lilla (sezione distaccata
dell’Istituto di Parigi) ed assegnare al Consolato l’attuale
titolare (unitamente all’unico dipendente a contratto) dando così comunque piena
continuità all’attività da porre in essere in materia culturale.
·
Per quanto riguarda l’apertura di nuovi uffici
- in aggiunta all’ istituzione del
Consolato Generale a Mosca - si prevede al momento di istituire nel 2008
l’Ambasciata in Moldova e di elevare
a Consolato il Vice Consolato a Newark.
Su altre possibili misure di rafforzamento della rete consolare in altre aree,
con priorita’ in Asia ed in America Latina, è attualmente in corso una riflessione,
fermo restando che esse dipenderanno dalle risorse effettivamente rese disponibili
dalla ristrutturazione.
Tali interventi devono
essere considerati in parallelo all’impegno dell’Amministrazione sul versante
dello sviluppo di servizi infrastrutturali nel settore consolare. L’idea
di fondo è quella di utilizzare lo strumento informatico per tre principali
obiettivi: sviluppare la comunicazione istituzionale, abbreviare
i tempi di trattazione delle pratiche e
ridurre l’esigenza per il cittadino di recarsi personalmente in
Consolato.
L’erogazione di servizi consolari on line è evidentemente un obiettivo
di grande importanza all’interno della strategia complessiva che ho delineato.
Se ne stanno attualmente approfondendo tutte le possibilità a breve e medio
termine, tenendo conto che il SIFC è la premessa organizzativa interna per sviluppare
i servizi consolari on line, almeno quelli realizzabili alla luce dei
limiti di carattere normativo e tecnologico odierni. Si sta al riguardo studiando
lo sviluppo di servizi on line nel settore anagrafe/stato civile, mediante identificazione
dell’utente all’interno dei database (cittadino italiano iscritto negli Schedari
Consolari) attraverso un codice identificativo che lo autorizza mediante un
sistema di codice PIN ad accedere
al proprio fascicolo personale sotto forma di pratica informatica.
E’ inoltre in fase di
completamento la realizzazione del nuovo Sistema Integrato delle
Funzioni Consolari (S.I.F.C.), condizione indispensabile
per l’erogazione ai cittadini dei servizi consolari on line ora richiamata.
Il SIFC è una piattaforma integrata delle procedure di lavoro relative ai servizi
offerti agli italiani all’estero dagli Uffici Consolari (anagrafe consolare,
passaporto elettronico, integrazione sistemi contabilità attiva). Entro poche settimane sarà disponibile
il “prototipo” del sistema, che verrà inviato ad alcune “Sedi pilota” per la
successiva fase di sperimentazione, in vista della distribuzione a tutti gli
Uffici nel corso del prossimo anno.
Un’innovazione importante è stata comunque la possibilità
di emissione dal giugno scorso delle carte d’identità da parte
degli uffici consolari. Al notevole sforzo organizzativo di tutta la rete ha
fatto peraltro riscontro una domanda inferiore alle attese che si è limitata
a poco più di 4000 carte rilasciate nei primi 4 mesi. Voglio in proposito
ricordare, tuttavia, che il disegno di legge governativo sulla “Modernizzazione,
efficienza delle Amministrazioni pubbliche e riduzione degli oneri burocratici
per i cittadini e per le imprese” approvato in prima lettura dalla camera dei
Deputati il 25 ottobre, prevede all’art. 17 l’aumento della durata delle carte
di identità da
Terminata l’esposizione dei punti
- chiave di questa fase dell’attività ministeriale, vorrei ricordare altre due
questioni tra loro in qualche misura collegate. La prima è la istituzione
del Museo Nazionale della Emigrazione Italiana. A mio avviso tale iniziativa
rappresenta innanzitutto un dovere morale nei confronti dei circa 27 milioni
di italiani che sono emigrati in oltre un secolo dal 1861 al 1975. Si tratta
di raccogliere le testimonianze di quest’enorme “diaspora” ed evitare che si
disperdano come purtroppo in parte già sta avvenendo. Il Museo sarà collegato
in rete con le istituzioni già ora operanti sia in Italia che all’Estero. Si
è tenuto pochi giorni fa alla Farnesina un convegno dedicato a quest’argomento
dal quale sono scaturite ulteriori indicazioni che favoriranno la nascita di
questo Museo.
Un’altra azione rivolta al recupero della memoria dell’emigrazione
sarà compiuta in questi ultimi due mesi quando ricorderemo con una serie
di iniziative - alle quali prenderanno parte numerose personalità istituzionali
, presidenti di Regioni e rappresentanti del mondo del lavoro e dell’associazionismo.
- il centenario, il 6 dicembre, della tragedia mineraria di Monongah
negli Stati Uniti, la più grave per il tributo di vite umane che ha comportato.
Dopo che
Il giorno della ricorrenza sarò
presente a Monongah, assieme ad una nutrita delegazione di amministratori regionali
e comunali, a rappresentanti sindacali e di forze sociali e associazioni, per
ricordare quel sacrificio, quelle persone e tutti i lavoratori italiani caduti
per cause di lavoro. Il ricordo di quell’evento servirà a rafforzare il legame
con le nostre comunità d’origine e a riaffermare l’impegno a realizzare una
seria politica di prevenzione e di controllo contro gli incidenti sul lavoro.
Un altro importante tema, richiamato
anche nell’ordine del giorno di quest’Assemblea – è la riforma dell’azione
di promozione della lingua e cultura italiana all’estero.
La legge attuale risale al 1971.
La evoluzione delle nostre comunità all’estero ha fatto sì che l’ obiettivo
effettivo dell’intervento dello Stato non risulti più soltanto quello di offrire
l’insegnamento gratuito dell’italiano ai figli dei nostri emigranti, ma quello
di affiancare le istituzioni esistenti –scuole e istituti di cultura – nella
promozione della nostra lingua e della nostra cultura sia tra le persone d’origine sia tra coloro che guardano
con interesse culturale o professionale all’Italia, soprattutto attraverso corsi
integrati nell’ordinamento scolastico locale. Attualmente sono stati presentati
in Parlamento numerosi disegni di legge che prevedono la riforma della 153.
L’orientamento del Governo è quello di potere avviare prima possibile il confronto
tra le diverse opzioni previste nei disegni di legge per arrivare ad un testo
comune e il più largamente condiviso. Per questo, dopo avere attentamente vagliato
anche il parere che il CGIE si accinge ad esprimere e alla luce delle indicazioni
emerse nel seminario organizzato qualche mese fa, è mia intenzione proporre
a nome del Governo alcuni punti qualificanti per una normativa che consenta
la realizzazione di un sistema più moderno ed efficace.
Circa la riforma della legge
sulla cittadinanza ne auspico
l’approvazione entro breve termine, anche perché abbiamo ottenuto la copertura
necessaria nella legge finanziaria (circa 50 milioni di Euro complessivi a cui
attingerà anche il Ministero dell’Interno) per far fronte al prevedibile aumento
delle domande che il Ministero degli Esteri stima tra 800 mila e 1 milione.
In tal modo potremo assumere un certo numero di impiegati di ruolo oltre ad
alcune centinaia di altri lavoratori in sede locale
anche per far fronte alle lunghissime file di attesa che esistono nei
Consolati sudamericani.
Vorrei chiudere qui con l’argomento
forse più complesso e delicato e cioè quello del voto all’estero.
Seguiamo con grande attenzione
l’attuale complesso dibattito politico ed i lavori parlamentari sulle riforme
del nostro ordinamento costituzionale con particolare riferimento alla rappresentanza
degli italiani all’estero.
Ma a prescindere, almeno in questa
fase, da tale prospettiva riformatrice, è necessario migliorare sotto vari aspetti
la procedura di svolgimento del voto
all’estero.
Il sistema di voto per corrispondenza
intendeva favorire al massimo la partecipazione, ma ha generato non pochi problemi
di gestione dei plichi, inducendo a critiche sull’effettiva segretezza e personalità
del voto, cardini del nostro sistema. Peraltro da una recente rilevazione della
Direzione Generale degli Italiani all’Estero è risultato che circa l’80% degli
elettori risiede al di fuori dei centri urbani con sedi consolari cosicché il
voto per seggi – oltretutto adottato da ben pochi Paesi che prevedono il voto
all’estero – porrebbe seri problemi di affluenza.
Ritengo quindi che sia opportuno
puntare a tre modifiche concrete: le modalità di scrutinio (che non possono
essere più concentrate in un unico centro in Italia), i sistemi postali utilizzati,
la definizione delle liste elettorali.
Questi temi sono condivisi tra
il Ministero dell’Interno e il Ministero degli Affari esteri, ciascuno per la
parte di propria competenza,anche attraverso l’apposito Comitato anagrafico-
elettorale che proprio la settimana scorsa ha tenuto la prima riunione dopo
la sua ricostituzione nella nuova legislatura.
Nel quadro complessivo della rappresentanza,
resto dell’opinione che debba esistere un’organica relazione tra la deputazione
parlamentare e le istanze, non meno necessarie,dei COMITES e del CGIE. Trattandosi
di materia istituzionale, il Governo intende presentare, dopo la finanziaria,
una proposta di riforma del CGIE e dei COMITES, che terrà conto delle indicazioni
formulate di recente dallo stesso CGIE.
Ringrazio per la cortese attenzione
e auguro buon lavoro. (Senatore Franco Danieeli, Vice Ministro per gli Affari
Esteri)