Lettera aperta di Luciano Gonella (L'Ora
di Ottawa) a Prodi, D’Alema e Danieli
“Cosa si aspetta a pagare i contributi
alla stampa italiana all’estero?”
OTTAWA – “Cosa
si aspetta a pagare i contributi alla stampa italiana all’estero?”. Lo chiede
Luciano Gonella , editore de L’Ora di Ottawa. Gonella si rivolge con una lettera
aperta al presidente del Consiglio Romano Prodi, al ministro degli Esteri Massimo
D’Alema e al vice ministro con delega per gli italiani all’estero Franco Danieli.
Eccone il testo.
“Se
Alle ripetute richieste di chiarimento da parte della
nostra Federazione, FUSIE, ogni volta si trovano inspiegabili scuse che non
tengono, ma anzi ci fanno comprendere, mese dopo mese, che chi è incaricato
di fare avanzare la pratica non se ne preoccupa affatto! Da quando è stata varata
la legge n. 416 del 5 agosto 1981, le testate italiane all’estero hanno sempre
ricevuto i contributi entro il mese di luglio.
Quest’anno siamo già a novembre e
Riprendo qui le parole di un mio collega: “La stampa
italiana all’estero non tollera più di essere trattata in questo modo vergognoso
dal Governo Italiano, che a questa stampa deve moltissimo in fatto di difesa
e promozione dell’italianità nel mondo.
Attendere così a lungo la riscossione di un “diritto”
sacrosanto, sancito per legge, e che dovrebbe essere goduto ogni anno puntualmente
, è la più deprimente ed insopportabile delle beffe e sopraffazioni che la madrepatria
possa perpetrare nei confronti dei suoi figli-connazionali migliori.”
Noi editori italiani all’estero, chiediamo perciò alle
Signorie Vostre che siano presi immediatamente provvedimenti atti all’immediato
espletamento della pratica in questione e che sia fatta luce su questa inspiegabile
negligenza da parte di quei funzionari che avrebbe dovuto compiere, gia da mesi,
il loro dovere di servitori dello Stato e dei suoi cittadini, non importa dove
questi risiedano.
Questo è il nostro ultimo ragionevole ricorso e la nostra
speranza in chi guida le sorti del Governo. Se anche questo dovesse fallire,
il Governo e l’Italia potrebbero perdere l’appoggio dei nostri giornali italiani
all’estero con conseguenze inimmaginabili sull’opinione di più di trenta milioni
di italiani che, in terra straniera, da sempre ci hanno letto
e seguito fedelmente”. (