INFORM - N. 205 - 5 novembre 2007


  EDITORIA

Lettera aperta di Luciano Gonella (L'Ora di Ottawa) a Prodi, D’Alema e Danieli

“Cosa si aspetta a pagare i contributi alla stampa italiana all’estero?”

 

OTTAWA – “Cosa si aspetta a pagare i contributi alla stampa italiana all’estero?”. Lo chiede Luciano Gonella , editore de L’Ora di Ottawa. Gonella si rivolge con una lettera aperta al presidente del Consiglio Romano Prodi, al ministro degli Esteri Massimo D’Alema e al vice ministro con delega per gli italiani all’estero Franco Danieli. Eccone il testo. 

“Se la Costituzione Italiana afferma che “Tutti gli italiani godono degli stesi diritti” noi, editori delle Testate Italiane all’estero, ci stiamo chiedendo se esistono due pesi e due misure diverse nel trattare la stampa: una per i giornali in Italia ed una per quelli fuori dall’Italia, poiché non riusciamo a spiegarci questo scandaloso ritardo della Presidenza del Consiglio, Dipartimento Editoria, nell’inviarci i contributi per l’anno 2005.

Alle ripetute richieste di chiarimento da parte della nostra Federazione, FUSIE, ogni volta si trovano inspiegabili scuse che non tengono, ma anzi ci fanno comprendere, mese dopo mese, che chi è incaricato di fare avanzare la pratica non se ne preoccupa affatto! Da quando è stata varata la legge n. 416 del 5 agosto 1981, le testate italiane all’estero hanno sempre ricevuto i contributi entro il mese di luglio.

Quest’anno siamo già a novembre e la Tesoreria di Stato non ha ancora inviato gli importi in questione, fatto questo altamente inqualificabile da parte di chi è al servizio dello Stato e dei suoi cittadini e Cittadini Italiani lo sono anche gli Editori dei nostri giornali.

Riprendo qui le parole di un mio collega: “La stampa italiana all’estero non tollera più di essere trattata in questo modo vergognoso dal Governo Italiano, che a questa stampa deve moltissimo in fatto di difesa e promozione dell’italianità nel mondo.

Attendere così a lungo la riscossione di un “diritto” sacrosanto, sancito per legge, e che dovrebbe essere goduto ogni anno puntualmente , è la più deprimente ed insopportabile delle beffe e sopraffazioni che la madrepatria possa perpetrare nei confronti dei suoi figli-connazionali migliori.”

Noi editori italiani all’estero, chiediamo perciò alle Signorie Vostre che siano presi immediatamente provvedimenti atti all’immediato espletamento della pratica in questione e che sia fatta luce su questa inspiegabile negligenza da parte di quei funzionari che avrebbe dovuto compiere, gia da mesi, il loro dovere di servitori dello Stato e dei suoi cittadini, non importa dove questi risiedano.

Questo è il nostro ultimo ragionevole ricorso e la nostra speranza in chi guida le sorti del Governo. Se anche questo dovesse fallire, il Governo e l’Italia potrebbero perdere l’appoggio dei nostri giornali italiani all’estero con conseguenze inimmaginabili sull’opinione di più di trenta milioni di italiani che, in terra straniera, da sempre ci hanno letto  e seguito fedelmente”. (Inform)

 

 


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