INFORM - N. 205 - 5 novembre 2007


IL PUNTO DI MARIO ZACCHERA

Tremila italiani dimenticati

 

ROMA - Torno su di un argomento perché ritengo che non vada lasciato cadere, ovvero quello dei detenuti italiani all’estero.  Sono infatti pressoché dimenticati da tutti, ma all’estero 3000 cittadini italiani sono in carcere chi in attesa di giudizio chi scontando una pena definitiva.

Purtroppo molto spesso le condizioni carcerarie sono inumane e – soprattutto – ben raramente vengono garantiti a quei detenuti i diritti minimi, a cominciare al momento dell’arresto quando (a parte gli innumerevoli fenomeni di corruzione) molto spesso l’italiano – magari un impacciato turista - non ha minimamente idea dei pericoli che corre.

Non solo ne ho parlato a lungo in una conferenza stampa indetta a Roma mercoledì 24 ottobre in margine al “Caso Parlanti” e al “Caso Falconi” rispettivamente detenuti negli USA e in India in condizioni veramente pesanti, ma man mano emergono altri casi che andrebbero seguiti. Mi auguro che ne nasca un dibattito politico e che finalmente siano dati più fondi ai nostri consolati perché possano assistere meglio i connazionali detenuti che spesso restano mesi senza ricevere una semplice visita.

Tra l’altro se si realizzasse la reciprocità delle detenzioni migliaia di stranieri detenuti in Italia potrebbero essere rispediti a casa a scontare la loro pena, cosa che svuoterebbe le nostre carceri e molto spesso sarebbe il migliore dei deterrenti per non delinquere…(Marco Zacchera*-Inform)

* Deputato al Parlamento, responsabile Esteri di An

 

 


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