Tremila italiani dimenticati
ROMA - Torno su di un argomento perché ritengo che non
vada lasciato cadere, ovvero quello dei detenuti italiani all’estero. Sono infatti pressoché dimenticati da tutti,
ma all’estero 3000 cittadini italiani sono in carcere chi in attesa di giudizio
chi scontando una pena definitiva.
Purtroppo molto spesso le condizioni carcerarie sono
inumane e – soprattutto – ben raramente vengono garantiti a quei detenuti i
diritti minimi, a cominciare al momento dell’arresto quando (a parte gli innumerevoli
fenomeni di corruzione) molto spesso l’italiano – magari un impacciato turista
- non ha minimamente idea dei pericoli che corre.
Non solo ne ho parlato a lungo in una conferenza stampa
indetta a Roma mercoledì 24 ottobre in margine al “Caso Parlanti” e al “Caso
Falconi” rispettivamente detenuti negli USA e in India in condizioni veramente
pesanti, ma man mano emergono altri casi che andrebbero seguiti. Mi auguro che
ne nasca un dibattito politico e che finalmente siano dati più fondi ai nostri
consolati perché possano assistere meglio i connazionali detenuti che spesso
restano mesi senza ricevere una semplice visita.
Tra
l’altro se si realizzasse la reciprocità delle detenzioni migliaia di stranieri
detenuti in Italia potrebbero essere rispediti a casa a scontare la loro pena,
cosa che svuoterebbe le nostre carceri e molto spesso sarebbe il migliore dei
deterrenti per non delinquere…(Marco Zacchera*-
*
Deputato al Parlamento, responsabile Esteri di An