INFORM - N. 204 - 2 novembre 2007


GENOCIDI

Srebrenica: trovata nuova fossa comune. Conteneva almeno 120 corpi

Il giornalista Luca Leone: “Nella zona ci sono ancora altre vittime”. “Da dodici anni 15-16mila criminali di guerra girano liberi tra la Bosnia e la Serbia”

 

ROMA - Gli antropologi forensi hanno esumato i resti di almeno 120 persone in una fossa comune rinvenuta nel villaggio di Kamenica, non lontano dalla città di Zvornik, nella Bosnia orientale. Tutti i corpi sarebbero di cittadini “musulmani” di Srebrenica e solo 16 sarebbero completi, mentre degli altri sarebbero state rinvenute solo parti.

I lavori di esumazione sono cominciati circa due settimane fa ma solo oggi ne è stata data notizia. Serviranno almeno altri dieci giorni per completare i recupero dei resti, ha spiegato alla agenzia France Press Murat Hurtic, componente della Commissione bosniaca per il ritrovamento delle persone disperse durante la guerra del 1992-1995. Quella di cui è stato annunciato il ritrovamento è la decima fossa comune secondaria rinvenuta nella zona di Kamenica, villaggio in cui sono state effettuate moltissime mattanze tra l’11 e il 21 luglio 1995. Complessivamente, più di 2.100 corpi sono stati ritrovati solo in questo villaggio, su un totale di uccisi ancora incerto, ma compreso tra 8.500 e 12.000 persone, tutte appartenenti alla componente culturale musulmana.

Il genocidio di Srebrenica è stato perpetrato dai nazionalisti serbi e serbo-bosniaci guidati dal latitante Ratko Mladic, ricercato per crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio.

Tutta la triste vicenda di Srebrenica è stata ricostruita accuratamente dal giornalista Luca Leone nel suo libro “Srebrenica. I giorni della vergogna” (Infinito edizioni), la cui seconda edizione è in libreria da alcuni mesi. Secondo l’autore, profondo conoscitore di quelle zone, “ancora molte fosse comuni devono essere scoperte e molti corpi non saranno mai ritrovati. Su alcune fosse comuni sono state costruite pompe di benzina o palazzi, per nascondere l’evidenza del genocidio”. “Ma il punto fondamentale – sottolinea il giornalista - è che da dodici anni 15-16mila criminali di guerra girano liberi tra la Bosnia e la Serbia, senza che nessuno pensi neppure lontanamente di catturarli e dare loro la punizione che meritano: il carcere”. (Inform)

 


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