Somalia, ancora civili in fuga da Mogadiscio
ROMA - L'ennesimo fine settimana di violenza a Mogadiscio
ha provocato un'ulteriore ondata di persone in fuga dalla capitale devastata
dalla guerra, spingendo migliaia di altri somali a lasciare le proprie case.
Gli operatori umanitari descrivono questi ultimi episodi di violenza come i
peggiori degli ultimi mesi. Questa mattina altre persone si stavano preparando
a fuggire da Mogadiscio, anche se la situazione sembrava essersi calmata dopo
che i combattimenti tra le truppe etiopi e gli insorti avevano travolto la città
nei giorni scorsi. Tuttavia un alto numero di persone ha preparato le proprie
cose in modo da poter eventualmente lasciare Mogadiscio. Alcune famiglie hanno
riferito inoltre all'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati
(UNHCR) di sentirsi persi, non sapendo se rimanere nelle proprie case, trasferirsi
in un'altra parte della città o lasciare del tutto la capitale.
Martedì mattina centinaia di famiglie in diversi quartieri
situati in aree vicine al mercato di Bakara, il luogo dove avviene il maggior
numero di scambi commerciali a Mogadiscio, stavano caricando i propri averi
su camion, autobus e carretti trainati da asini. Secondo quanto riferito da
alcune fonti, funzionari dell'amministrazione comunale avrebbero detto ai residenti
di evacuare dai quattro distretti vicini al mercato a causa delle imminenti
operazioni di sicurezza.
Tra le persone che si stavano preparando a lasciare la
città, in molti hanno espresso il timore che questa ultima deflagrazione di
violenza possa sfociare in battaglie pesanti all'interno della città. Queste
persone hanno sottolineato il fatto che gli insorti avevano cominciato ad attaccare
le stazioni di polizia e le basi militari in pieno giorno e che il livello dei
combattimenti era cresciuto esponenzialmente. I precedenti attacchi erano stati
condotti per di più di notte e con armi più leggere. Alcuni dei residenti hanno
affermato di avere paura di essere coinvolti in altri combattimenti. I residenti
si sono lamentati del fatto che le truppe etiopi stavano aprendo indiscriminatamente
il fuoco sia sugli insorti che sui civili, dal momento che non risulta facile
distinguere tra i due gruppi poiché gli insorti non indossano alcuna divisa.
Molte persone che lasciano Mogadiscio si dirigono verso
la cittadina di Afgooye, già in duramente provata dal far fronte ad un precedente
flusso di circa 100mila persone fuggite fin lì da Mogadiscio qualche mese fa.
Afgooye si trova a
Oltre all'ultima tornata di scontri, molte persone affermano
di aver perso la fonte dei propri introiti dopo la completa chiusura del caotico
mercato di Bakara nel corso del fine settimana. Altri hanno dichiarato che i
beni alimentari non arrivano in città, dal momento che le strade principali
sono chiuse da giorni, bloccando i camion che portano le provviste dal porto
al mercato.
Quest'anno l'UNHCR ha distribuito aiuti a 78mila persone
ad Afgooye ed è pronto a proseguire con la distribuzione. Il Governo Federale
di Transizione somalo (TFG) aveva detto a maggio che gli insorti erano stati
espulsi dopo tre mesi di combattimenti che avevano spinto quasi 400mila civili
a lasciare l'instabile capitale. Di questi 400mila, si stima che