INFORM - N. 202 - 30 ottobre 2007


  UNHCR

Somalia, ancora civili in fuga da Mogadiscio

 

ROMA - L'ennesimo fine settimana di violenza a Mogadiscio ha provocato un'ulteriore ondata di persone in fuga dalla capitale devastata dalla guerra, spingendo migliaia di altri somali a lasciare le proprie case. Gli operatori umanitari descrivono questi ultimi episodi di violenza come i peggiori degli ultimi mesi. Questa mattina altre persone si stavano preparando a fuggire da Mogadiscio, anche se la situazione sembrava essersi calmata dopo che i combattimenti tra le truppe etiopi e gli insorti avevano travolto la città nei giorni scorsi. Tuttavia un alto numero di persone ha preparato le proprie cose in modo da poter eventualmente lasciare Mogadiscio. Alcune famiglie hanno riferito inoltre all'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) di sentirsi persi, non sapendo se rimanere nelle proprie case, trasferirsi in un'altra parte della città o lasciare del tutto la capitale.

Martedì mattina centinaia di famiglie in diversi quartieri situati in aree vicine al mercato di Bakara, il luogo dove avviene il maggior numero di scambi commerciali a Mogadiscio, stavano caricando i propri averi su camion, autobus e carretti trainati da asini. Secondo quanto riferito da alcune fonti, funzionari dell'amministrazione comunale avrebbero detto ai residenti di evacuare dai quattro distretti vicini al mercato a causa delle imminenti operazioni di sicurezza.

Tra le persone che si stavano preparando a lasciare la città, in molti hanno espresso il timore che questa ultima deflagrazione di violenza possa sfociare in battaglie pesanti all'interno della città. Queste persone hanno sottolineato il fatto che gli insorti avevano cominciato ad attaccare le stazioni di polizia e le basi militari in pieno giorno e che il livello dei combattimenti era cresciuto esponenzialmente. I precedenti attacchi erano stati condotti per di più di notte e con armi più leggere. Alcuni dei residenti hanno affermato di avere paura di essere coinvolti in altri combattimenti. I residenti si sono lamentati del fatto che le truppe etiopi stavano aprendo indiscriminatamente il fuoco sia sugli insorti che sui civili, dal momento che non risulta facile distinguere tra i due gruppi poiché gli insorti non indossano alcuna divisa.

Molte persone che lasciano Mogadiscio si dirigono verso la cittadina di Afgooye, già in duramente provata dal far fronte ad un precedente flusso di circa 100mila persone fuggite fin lì da Mogadiscio qualche mese fa. Afgooye si trova a 30 chilometri ad ovest della capitale. Coloro che si sono diretti ad Afgooye avevano in programma di raggiungere i propri parenti che hanno già trovato rifugiato negli affollati insediamenti che si sono creati lungo la strada che unisce la città a Mogadiscio.

Oltre all'ultima tornata di scontri, molte persone affermano di aver perso la fonte dei propri introiti dopo la completa chiusura del caotico mercato di Bakara nel corso del fine settimana. Altri hanno dichiarato che i beni alimentari non arrivano in città, dal momento che le strade principali sono chiuse da giorni, bloccando i camion che portano le provviste dal porto al mercato.

Quest'anno l'UNHCR ha distribuito aiuti a 78mila persone ad Afgooye ed è pronto a proseguire con la distribuzione. Il Governo Federale di Transizione somalo (TFG) aveva detto a maggio che gli insorti erano stati espulsi dopo tre mesi di combattimenti che avevano spinto quasi 400mila civili a lasciare l'instabile capitale. Di questi 400mila, si stima che 125mila abbiano fatto ritorno in città. Tuttavia nuovi episodi di violenza hanno provocato una seconda ondata di partenze nel mese di giugno, quando altre 90mila persone avrebbero lasciato le proprie case. Molti di esse si trovano tuttora lontano dalla capitale. (Inform)

 


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