INFORM - N. 202 - 30 ottobre 2007
COMMERCIO ESTERO
Nella
sede dell’ICE
Emma Bonino in viaggio lampo a New York
incontra gli imprenditori italiani
Come rafforzare la presenza italiana negli
“States”
NEW YORK - Promozione ad alto livello, decentramento,
coinvolgimento degli imprenditori: queste le chiavi proposte dal Ministro per
il Commercio internazionale e per le Politiche europee, Emma Bonino, in viaggio
lampo a New York. All’incontro affollatissimo nella sede dell’ICE, che si fregia
dello splendido quadro di De Chirico, “Le Muse Inquietanti”, donato nel 1981
dall’Italian Wine and Spirit Industry, la Bonino è stata presentata
dal direttore e coordinatore per il Nord America, Aniello Musella, dall’attaché
commerciale dell’ambasciata Stefano Beltrame e dal Console Generale di New York,
Francesco Maria Talò, che hanno ricordato, rispettivamente, i dati positivi
della bilancia commerciale Italia–USA; il successo delle nostre tecnologie,
protagoniste della missione Esperia (antico nome greco dell’Italia) dello shuttle
Discovery; la necessità di impostare un’azione di aggiornamento dell’immagine
Italia, che non può in alcun modo essere affidata alla Parata di Columbus Day,
né circoscritta alla sola Manhattan.
La Bonino ha esordito dicendo di essere venuta per ascoltare gli
input di imprenditori, economisti e giornalisti presenti, stimolando il dialogo
con alcune sottolineature. Fermo restando che si devono fare i conti con due
elementi incontrollabili: il dollaro debole e il prezzo crescente del petrolio,
la nostra bilancia commerciale tiene, gli investimenti italiani in USA stanno
crescendo, bisogna rafforzare le esportazioni dirette e accertare l’entità del
fenomeno della triangolazione industria italiana/produzione in Cina/esportazione
in USA, visto che «non si può rallentare o impedire alle nostre imprese di investire
in Cina». Due sono le linee di azione che il Ministro suggerisce inizialmente:
quella interna attraverso gli opportuni interventi nella Finanziaria, sul welfare
e per le liberalizzazioni, anche se ammonisce che «il mantenimento dello status
quo è ampiamente bipartisan nel nostro Paese»; quella proiettata verso l’esterno,
per l’applicazione della legge 394/81 sui provvedimenti per il sostegno delle
esportazioni, facilitata da un aumento della disponibilità del suo Ministero
cui questa Finanziaria attribuisce 20 milioni di euro in più, dai fondi di promozione
straordinaria e di start-up con la
Simest per l’aggregazione e l’internazionalizzazione delle
PMI (4 milioni di euro nel 2007 e ulteriori 3 milioni nel 2008).
La Bonino, insieme a tutti gli addetti ai lavori presenti, afferma
che «il mercato USA non è ancora maturo, vale a dire non è ancora saturo, è
aperto ad altre esportazioni, bisogna capire come rafforzare la nostra presenza»
e aggiunge: «Difendere l’esistente è compito mio, come procedere in altro senso
è suggerimento vostro». Negli interventi che si susseguono a ritmo serrato,
il Presidente della Italy-America Chamber of Commerce, Alberto Comini, cita
le dichiarazioni odierne del Ministro del Tesoro americano, Henry Paulson, secondo
cui la crisi economica c’è e non ha ancora toccato il fondo. Lucio Caputo, Presidente
del Gruppo Esponenti Italiani palesa la preoccupazione per le previsioni di
ulteriore apprezzamento dell’euro sul dollaro, la totale assenza di copertura
giornalistica del successo della Selenia che per la missione Esperia è riuscita
a fare con l’Agenzia Spaziale Italiana quello che la Boeing non era stata capace
di fare e concorda che l’unica soluzione è quella di dare ancora maggior rilievo
all’immagine dell’Italia.
La necessità di eventi ad alto ritorno di immagine è
sostenuta un po’ da tutti, insieme all’esigenza di aumentare il numero delle
promozioni anche in campo agroalimentare, dove l’Italian sounding (il prodotto
americano finto italiano) mette in pericolo i nostri raffinati prodotti DOP
– di origine protetta. L’Italian sounding può anche non essere visto in termini
di falsificazione, e quindi diventare fattore positivo della crescente appetibilità
del prodotto italiano, purché sia accompagnato da un aumento esponenziale del
chiarimento della differenza fra l’originale e l’imitazione. Secondo Luciano
Moresco il marchio Made in Italy nell’abbigliamento tiene ancora e si colloca
sempre più in fasce alte o altissime di mercato, pur essendo penalizzato dalle
esose tariffe dei dazi sulle importazioni.
Al problema delle promozioni a pioggia di iniziativa
regionale, provinciale, comunale, la
Bonino risponde: «Non posso certo cambiare la Costituzione italiana.
Per coordinare le Regioni ci vogliono soldi o potestà ed io non ho né gli uni
né l’altra. Premendo sugli interessi locali gli imprenditori spingono governatori,
presidenti e sindaci, che prima o poi devono essere rieletti. Ho già visitato
tredici Regioni e intendo andare a parlare con tutte. Bisogna trovare il modo
di fare sinergia per non disperdere soldi ed efficacia. Ad esempio, che significato
hanno i gemellaggi di Comuni, grandi e piccoli con piccole realtà USA?». Gualtiero
Tamburini dell’Assoimmobiliare loda il Governo che ha varato norme che favoriscono
gli investimenti stranieri in Italia. Berardo Paradiso, presidente dello IACE
(Italian American Committee on Education) insiste sul ruolo fondamentale dell’insegnamento
dell’italiano in USA, che ha ormai sorpassato il francese, e della formazione
di giovani americani in Italia.
In conclusione il Ministro conferma
i suggerimenti venuti dal pubblico: visibilità, qualità, raffinatezza e appeal
alle fasce alte dei consumatori USA, da promuovere con i quasi 100 milioni di
euro di sua dotazione (paragonati ai 400 della Germania); uscire dalle grandi
città; rilanciare “l’italiano vero” senza perdere tempo nella battaglia contro
l’Italian sounding. In parole povere, intervenire preventivamente per il contenimento
della possibile futura curva negativa. «La bilancia commerciale italiana è passata
da un deficit di 15 miliardi di euro a 6 e, se non ci fosse la bolletta energetica,
avrebbe segno positivo. I francesi, il cui deficit è di 44 miliardi di euro,
sono venuti a chiedere consigli e lumi all’Italia». Contro l’improvvisazione
dell’ultimo minuto «abbiamo varato piani triennali. Gli investimenti italiani
in USA sono passati da 5 miliardi di euro del 2006
a già oltre 7 miliardi nel 2007. In senso inverso il
problema sta nel fatto che gli americani amano l’Italia, ma dialogano con Londra,
Francoforte e Madrid, perché i nostri tempi burocratici e giudiziari sono folli,
perfino per gli acquisti immobiliari. L’attrazione dei giovani stranieri in
Italia e la diffusione della lingua e della cultura sono veicoli fondamentali
di fidelizzazione, la cui importanza non è ancora percepita appieno se paragonata,
ad esempio, al fatto che 6.000 cinesi sono andati a studiare in Irlanda».
L’incontro è finito. Applaudiamo con calore e sincerità.
Poi, due battute fuori microfono. La prima sull’effetto dirompente che qualunque
modifica alla legge sul voto italiano all’estero potrebbe avere sull’enorme
bacino di consumatori targati Italia. La Bonino pensa che non ci siano
le condizioni per un effettivo cambiamento o per l’eliminazione di questa conquista
civile e democratica. Infine le chiediamo: «Come va la battaglia per la moratoria
delle esecuzioni capitali? Quali sono i Paesi europei che stanno in qualche
modo remando contro?». Emma Bonino si dichiara fiduciosa che ce la si farà,
malgrado l’effetto di rallentamento causato dalle posizioni drastiche di Paesi
come Belgio, Olanda, ed altri del Nord Europa che vorrebbero, da subito, anche
il veto alla pena di morte in tutto il mondo. (Silvana Mangione*-Inform)
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