All’Istituto Italiano di Cultura di Lisbona
“A-mare” , “Le avventure nel mare di...Emilio Salgari”, “
LISBONA – Prosegue all’Istituto Italiano di Cultura di
Lisbona la serie di eventi speciali in occasione della Settimana della lingua
italiana nel mondo, quest’anno dedicata al tema del mare.
Sabato 27 ottobre alle ore 11 appuntamento con “Le avventure
nel mare di...Emilio Salgari”, lettura animata aperta al pubblico del capitolo
La caccia al Re del mare, brano tratto dal romanzo Il Re del mare di Emilio
Salgari, una delle più ricche e suggestive fantasie della letteratura mondiale.
Lo scenario dei romanzi di Salgari è fatto di mare e nature lontane e selvagge.
Questa la ragione per cui l’IIC ha deciso di inserirlo
in questa Settimana della Lingua dedicata al mare. Il cuore pulsante nelle sue
storie è l’avventura, che fa viaggiare con la fantasia milioni di giovani in
tutto il mondo. Personaggi come Sandokan, Yanez, o il Corsaro Nero, vivono di
“vita propria” e sono conosciuti in tutto il mondo, senza limiti geografici
o temporali.
Il viaggio realizzato in questa Settimana non si poteva
certo concludere senza un momento dedicato ai bambini, perché il mare e l’avventura
fanno da sempre parte del loro immaginario.
Domenica
28 ottobre, ore 19, va in scena “
La “Barca” si apre con un pregone ispirato a canti
propiziatori ancestrali dell’Italia meridionale che descrive l’ambiente del
porto e del mercato dove il barcarolo “approda” con la sua barca. Sopraggiungono
dei passaggeri, due Ebrei in transito per Padova dove potranno “fare sinagoga
in terra secca”, e due innamorati, uno “maitre d’eloquance” e l’altro “narciso
sgomento” in viaggio “alla ricerca dell’amore”. L’incontro in barca degli Ebrei
con gli innamorati dà luogo a equivoci e lazzi comici. La barca si allontana
mentre un cambio di vento crea lo scompiglio e quasi la fa affondare. È il momento
in cui l’opera si apre sulle due innamorate e le rispettive accompagnanti che
abbiamo chiamato “Rizzolina-leale” e “Rizzolina-despota”.
La
prima innamorata si crede brutta ed è decisa a restare in casa nonostante le
insistenze di Rizzolina-leale; l’altra, invece, desidera uscire e liberarsi
dalle soffocanti cure di Rizzolina-despota. Una volta in strada, esse incontrano,
inevitabilmente, i due innamorati. I rispettivi incontri non vanno bene. La
prima innamorata nasconde il viso agli sguardi amorosi del “narciso sgomento”
mentre la seconda è impressionata fino al punto di svenire per le parole del
“maitre”. I quattro si ritirano con tristezza perché non hanno trovato il modo
di esprimere adeguatamente il loro amore. Tutto è rimandato ad un nuovo incontro
in cui i due uomini si presentaranno uno con una benda davanti agli occhi e
l’altro con una benda sulla bocca.
L’elezione
della cecità e del silenzio, a prima vista, appaiono alle donne come dei capricci
incomprensibili. Alla fine si riveleranno delle vere e proprie scelte, forse
un po’ estreme, per rendere possibile l’unione. La storia degli innamorati s’incrocia
con la vicenda degli Ebrei e delle “Rizzoline”. I primi sono in transito per
Padova e stano rispettando il digiuno “Ionkipur”. Uno di loro, Betel, ha fame
e vorrebbe almeno poter odorare un pezzo di pesce per ingannare l’appetito.
Samuel, l’altro, rispettoso delle regole, lo obbliga a resistere. Ne scaturisce
un violento scontro dove Betel quasi mangia il cappello di Samuel e fugge via.
Samuel, disperato, chiede a una delle Rizzoline di riparagli il cappello. È
un incontro breve ma pieno d’affetto.
È
un momento in cui la storia si capovolge e i personaggi periferici diventano
protagonisti. Betel, dal canto suo, incontra Rizzolina-despota che gli offre
del pane. Per quest’ultima, l’incontro con l’ebreo è l’occasione per liberarsi
dal suo ruolo di “curatrice”, per lei stessa una condanna. Alla fine ritroviamo
tutti i personaggi in barca, quasi come se essi fossero sempre stati lì e non
ne fossero mai scesi. Gli incontri in strada erano forse incontri in una barca
dilatata, una barca-teatro in un solo e unico luogo ed un solo e unico tempo.
Questa sera 26 ottobre si è svolto l’evento “A-mare”, lettura recitata frutto di
una scelta di poesie dedicate al mare di autori italiani e portoghesi. Queste
poesie sono state scelte seguendo una piccola cronologia, da Ovidio passando
per Pascoli, Carducci, Pavese, Montale, Verga, fino ai giorni nostri.
L’obiettivo drammaturgico di questa lettura sarà la valorizzazione
della parola nella lingua italiana ed il piacere e la bellezza da essa suscitati
in poesie dedicate al mare, uno degli elementi più affascinanti e incantatori
della penisola italiana: il mare.
Come ricorda l’autore di questa raccolta, Luca Sonnino
Sorisio: “I brani e le poesie scelte sono riportate in ordine cronologico, e
ciò consente di notare, con il passare del tempo, l’evolversi del rapporto tra
l’uomo e il mare, sempre più vicini man mano che la conoscenza aumentava, fino
a “entrarvi dentro”, nell’ultimo secolo. Non si è voluto, comunque, in nessun
modo tracciare una storia della letteratura “marina”, ma unicamente presentare
delle righe belle da leggere, che riportassero col pensiero al mare, al respiro
dell’Oceano. Ci sono autori famosi e altri sconosciuti ai più, ma anche grandi
navigatori, scienziati e subacquei. Allo stesso modo la bellezza estetica di
alcuni versi si alterna alla cruda descrizione di brani o semplici frasi, che
per l’importanza dell’avvenimento nella storia della conoscenza del mare, o
per il particolare significato, sono diventati immortali”.
Jean Paul Bucchieri è autore e interprete della lettura
recitata accompagnato da João Lagarto, consacrato attore portoghese. La lettura
sarà accompagnata da musica da vivo interpretata da Paulo Gaio Lima, violoncellista
di inestimabile valore e João Aboim, un giovane e talentoso pianista. Inoltre
il tutto sarà completato con alcune immagini proiettate sulle pareti del famoso
Teatro Studio do Salitre.
L’ingresso agli eventi dell’IIC è libero. (