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“Tribuna Italiana” l’editoriale dei direttore Marco Basti
Investire sulla risorsa
BUENOS AIRES - “Italiani all’estero, risorsa o illusione?”
è il titolo della prima delle Tavole rotonde che abbiamo organizzato quest’anno
per celebrare il nostro 30º anniversario, che poi abbiamo ripetuto a Mar del
Plata e a Rosario.
La risposta al quesito, data dalle dieci personalità
che si sono alternate al dibattito, è stata unanime: tutti hanno manifestato
che effettivamente l’Italia ha in noi una risorsa. I distinguo sono arrivati
nel momento in cui hanno dovuto definire in che senso siamo una risorsa, come
va sfruttata questa risorsa, sulla consapevolezza che di essa hanno in Italia,
ecc.
La settimana scorsa però, il nostro dibattito è salito
nelle prestigiose sale della Farnesina, durante
I più alti esponenti del governo - il premier Romano
Prodi, il titolare della Farnesina Massimo D’Alema, il vice ministro Danieli
e il sottosegretario agli Esteri con delega per l’America Latina Donato Di Santo
- hanno ricordato con maggiore o minore enfasi, l’importanza della nostra presenza
nella storia di rapporti tra l’Italia e i Paesi dell’America Latina. Interventi
ai quali certamente va aggiunto quello del senatore Luigi Pallaro, che, parlando
a nome dei parlamentari italiani eletti all’estero, ha sottolineato che “La
nostra presenza in America Latina è un vantaggio dell’Italia che altri Paesi
non hanno”.
Ma se la realtà è nota alle più alte sfere del governo,
perché alle parole non seguono i fatti?
Prodi ha detto nel suo saluto agli italiani all'estero
che: "L’Italia non li ha dimenticati", ricordando che "i loro
rappresentanti siedono oggi nel Parlamento Nazionale, testimoni attenti del
patrimonio di relazioni e di contatti che rende così speciale il vincolo che
lega il nostro Paese a quella, solo geograficamente, lontana regione".
Ma l’arrivo dei parlamentari eletti all’estero a Palazzo Madama e a Montecitorio,
approvato nella precedente legislatura, non ha prodotto finora grandi cambiamenti
per gli italiani all’estero e nemmeno per far conoscere meglio la nostra realtà
in Italia. una situazione dovuta in parte alla continua emergenza in cui vivono
il governo e la politica italiana, ma anche e fondamentalmente perché la presenza
dei nostri parlamentari non è stata ancora recepita dal governo e dalla politica
se non come una novità marginale se non trascurabile. Anzi, buona parte della
politica direbbe: “Vi abbiamo già dato i parlamentari, cos’altro volete?” Un
atteggiamento al quale fa sponda la noncuranza degli operatori dell’informazione
e della cultura, nei riguardi della presenza italiana all’estero, così come
nel passato è stato di assoluta indifferenza nei riguardi del fenomeno dell’emigrazione.
Una noncuranza che dimostra provincialismo, che dimostra
grettezza e fondamentalmente che danneggia l’Italia. Una conclusione alla quale
in parte è giunta anche Ana D’Onofrio segretaria di redazione del prestigioso
quotidiano “
Nel suo servizio, la giornalista argentina racconta il
dibattito, al quale hanno partecipato tra gli altri, il presidente dell’ANSA
Boris Biancheri, i giornalisti Alessandro Merli de Il Sole 24 Ore e Franco Venturini
del Corriere della Sera, e ne trae come conclusione che ci vuole una migliore
comunicazione tra i media per una maggiore e migliore conoscenza dei temi d’interesse
comune dell’America latina e dell’Italia.
Naturalmente al centro del dibattito del citato seminario
c’era lo scambio di informazione tra l’Italia e l’America latina, ma noi viviamo
in questo continente e tutto quanto detto in generale, o anche di più, si può
dire sull’informazione sugli italiani residenti in questi Paesi.
Purtroppo, l’esperienza ci dice che i convegni, seminari,
congressi, ecc, lasciano in genere il tempo che trovano o, al massimo, ci vuole
tanto tempo perché i primi risultati si vedano.
E’ quanto sottolinea Ana D’Onofrio in fondo alla sua
cronaca: “Purtroppo tutto porta a pensare che c’è ancora tanta strada da percorrere.
Nonostante le buone intenzioni manifestate dal giornalista Venturini e dal sottosegretario
Di Santo, né l’arrivo della presidente del Cile Bachelet per l’apertura della
Conferenza insieme al premier Prodi, né il seminario sull’informazione, hanno
meritato neanche una linea nella stampa italiana del giorno.”
E torniamo al tema della risorsa. Come può l’Italia considerarci
una risorsa se quelli che devono scoprirla, promuoverla, diffonderla, farla
conoscere, reclamare che si investa in essa, no solo non ci conoscono, ma non
sono nemmeno interessati a conoscerci?
Italiani all’estero realtà o illusione? Sembra che sia
una realtà, ma che a poco a poco stia diventando una pia illusione.
E allora ci si decide a investire e bene e subito su
questa risorsa? (Marco Basti-Tribuna Italiana/