INFORM - N. 199 - 25 ottobre 2007


POLITICA ARGENTINA

Editoriale di Silvia Garnero su “Italianos en America”

Cristina Kirchner, a pochi passi dal potere

 

BUENOS AIRES - Dopo 24 anni di democrazia ininterrotta in Argentina , mi domando ancora quando sarà che diventeremo maturi come cittadini, disposti a pensare, liberi da pregiudizi e ignoranza. E soprattutto con tolleranza. Può darsi che l'offerta elettorale sia povera, di basso profilo e con proposte poco chiare. Ma è anche povera la critica, quando punta a defenestrare una candidata sulla base del tipo di abbigliamento o del look dei capelli. Per non dire niente sulle critiche ipocrite che vedono, nella candidata Cristina Kirchner, eventuali (mai verificate) applicazioni di collagene. E se così fosse? Qual è il problema? Forse che è più bella della donna argentina media della sua età?

E cosa succede se ci mettiamo a riflettere su ciò che è stato questo governo che ha garantito un ciclo completo delle istituzioni, distrutte dopo il crollo De la Rúa (2001), che dette luogo ad avidi e fugaci presidenti (tutti peronisti) per pochi giorni?

Forse è mancato il dialogo, ma, chi, se non un peronista come Néstor Kirchner (attuale presidente), che viene dalle stesse file del peronismo e conosce da vicino i suoi “compagni”, sa che non si può fidare di coloro che un tempo esigevano la rinuncia di De la Rúa (2001) o che applaudivano l'uscita anticipata di Raúl Alfonsín dal potere (1989). Chi è che vuole e chi ha bisogno di dialogare con quei “compagni” politici?

Non vorrei fare un'apologia della gestione kirchnerista, però pretendo di sdrammatizzare certi odi e certe critiche, secondo me senza sostanza che mi fanno venire il malumore.

A volte, purtroppo, i commenti più spropositati non arrivano dalla classe più danneggiata economicamente, ma dalla classe media, che a “metà” potere, come sempre, immagina cose che sembrano “minacciare” il suo status quo. “Se dà agli operai, toglie a noi”. “Cosa farà con i funzionari corrotti?”. “Ha una personalità complicata e il suo stato psichico è bipolare”.

Bipolari sono i ragionamenti quando puntano su una critica che divide tra “buoni “ e “cattivi” presidenti o candidati in funzione di giudizi basati su un tailleur, sul look dei capelli, o su un tipo di personalità che non gli piacerà mai perché oltretutto, è femminile.

Non ricordo che fosse stata criticata, un tempo, la corruzione del governo menemista, gli abiti coloriti del primo mandatario o i suoi eccentrici gusti, funzionari, viaggi e relazioni. L'uno a uno (parità peso-dollaro) tranquillizzava il disagio del nostro patriarcale sistema di potere e della nostra cara classe media. Non ricordo neppure che venisse criticata la poco puntigliosa uscita dalla convertibilità , che aggiunse più povertà, per mano di un presidente (peronista), Eduardo Duhalde (2002-2003): promise di assumere una parità “un peso, un dollaro” che poi durò meno di un mese.

Dobbiamo riconoscere che Kirchner ha saputo manovrare con intelligenza tali disastri del passato e ha saputo dare al paese ordine e unità istituzionale. Gli argentini sappiano che questo non è poco.

Ci sono poi problemi, sì, che da decadi colpiscono la società argentina e aspettano ancora una soluzione adeguata. Io credo però che queste soluzioni non possono essere trovate nell’arco di un mandato, né con due né con tre. Ma con il susseguirsi si questi e con un cambiamento della politica dello Stato, appoggiata da un largo consenso, che permetta di sradicarli definitivamente. Ed è qui che il dialogo politico non può essere assente. Sto parlando della corruzione, del raggiungere più credibilità e giustizia sociale e ovviamente, di un decollo economico più stabile e sostenuto nel tempo. La candidata Kirchner sa questo e perciò lo propone nella sua piattaforma elettorale. Sa che il suo lavoro non è ancora finito, anche se hanno gia fatto tanto.

Cristina è una donna, sì, e perciò paga anche un prezzo. Come è da molto che lo sta pagando anche la candidata dell’opposizione Elisa Carrió. E’ il prezzo che si paga da secoli e che nelle società più arretrate continua ad influire a tutti i livelli.

Eppure gli argentini dovranno guardare la realtà: un'altra donna presidente, certamente molto più idonea e con molta più capacità della presidente peronista di altri tempi, Isabel Martínez de Perón (1974-1976).

Questa volta tocca a Cristina Fernández, di lunga carriera politica, ferrea antimenemista nelle camere legislative, e attuale candidata per il “Frente para la Victoria ”, fedele riflesso della nuova composizione rappresentativa dell’Argentina: le coalizioni dei partiti.

Sarà lei, fra pochi giorni, che gestirà il destino della nostra Nazione. Lo indicano tutti i sondaggi fatti nel paese. A me piace l'idea che una donna sia capace di osare e occupare uno spazio chiave del potere come la Presidenza della Nazione. Anzi, ne sono fiera. Dopo valuteremo la sua gestione, col passar dei mesi.

Speriamo di non essere accecati dall'ignoranza, né dai pregiudizi e di vedere  quello che propone la candidata più popolare con molto senso comune: dialogo politico, lotta contro la corruzione, salute, lavoro e educazione, siano le mete non solo difese dal nuovo governo, ma da tutta l'opposizione. E’ l'ora che le postlauree, le costanti gestioni, pure ininterrotte, nei diversi posti di potere che ha la nostra classe politica, servano a qualcosa di più di una pensione sicura e qualche buon affare. Il popolo argentino tutto ne sarà felice (Silvia Garnero- Italianos en América/Inform)

 

 


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