Conclusa la due giorni di lavori dell’ANFE:
60 anni di successi e un futuro con tante nuove sfide da affrontare
ROMA - Si è conclusa ieri sera, con le celebrazioni per
i suoi 60 anni di vita, la due giorni di lavori dell’ANFE – Associazione Nazionale
Famiglie Emigranti. Mentre la prima giornata è stata dedicata all’Assemblea
Generale, nella quale sono state rinnovate le cariche sociali e sono stati ratificati
gli aggiornamenti alle norme statutarie, la giornata di ieri ha visto prima
l’udienza generale dal Santo Padre e poi, nel pomeriggio, le celebrazioni del
60° anno di fondazione dell’associazione presso Palazzo Valentini a Roma. Una
due giorni caratterizzata dallo spirito che ha contraddistinto l’ANFE in questi
suoi primi 60 anni e cioè dialogo, solidarietà e confronto costruttivo su tante
e importanti tematiche riguardanti gli italiani all’estero.
Alle celebrazioni di ieri non poteva certo mancare
Non è comunque mancata la partecipazione di diversi Senatori
della Repubblica che, seppur impegnati in discussioni e importanti votazioni
parlamentari, hanno portato il loro utile contributo alla discussione sul tema
dell’emigrazione e dell’immigrazione, tema al centro del convegno che “accompagnava”
le celebrazioni. Tra questi, il Sen. Claudio Micheloni, eletto nella circoscrizione
estero (Europa) alle scorse elezioni politiche, il Sen. Edoardo Pollastri, anch’esso
eletto all’estero (America Latina) e l’On. Antonio Razzi, eletto in Svizzera
nella fila dell’Ulivo.
Ad aprire i lavori le parole del Presidente dell’ANFE,
Sen. Learco Saporito: “Anche se al giorno d’oggi, in particolar modo in Italia,
il problema dell’immigrazione è considerato di primaria importanza, noi riteniamo
che l’emigrazione italiana all’estero abbia bisogno ancora di notevole attenzione.
Ci occupiamo sì di immigrazione ma per noi ciò che è fondamentale sono gli italiani
all’estero e le loro famiglie. Per l’emigrazione il punto centrale oggi consiste
nel fornire dignità alla nostra comunità all’estero”.
“Con l’ANFE abbiamo unito, ha proseguito Saporito, il
concetto della centralità della persona a quello dell’importanza della famiglia,
e su questi due pilastri abbiamo basato la nostra opera in tutto il mondo in
questi 60 anni”.
Secondo il Sen. Claudio Micheloni, Presidente del Comitato
per le questioni degli italiani all'estero, “alla base della riflessione
sui problemi e le tematiche relative agli italiani all’estero deve necessariamente
esserci tutto il mondo associativo. In esso ci ritroviamo e attraverso esso
riusciamo ad arricchirci attraverso un sano confronto sui veri problemi dei
nostri connazionali all’estero”.
“Dobbiamo impegnarci, ha aggiunto Micheloni, affinché
la storia dell’emigrazione italiana venga rivalutata e venga inserita quale
momento di studio nelle scuole”. Tale iniziativa, secondo Micheloni, segnerebbe
un riavvicinamento verso le tradizioni italiane e aiuterebbe anche, e non poco,
l’integrazione verso gli immigrati nel nostro paese.
Dell’importanza e del valore degli italiani all’estero
ha parlato il Sen. Pollastri, eletto in un continente, l’America Latina, in
cui la colonia di emigrati italiani è da sempre molto numerosa. “L’emigrazione
italiana, ha affermato Pollastri, ha sempre rappresentato una grande risorsa
per l’Italia. L’ANFE, nel tutelare la famiglia, ricopre un grandissimo valore,
in quanto ha mantenuto vive quelle tradizioni che proprio attraverso la famiglia
sono proseguite fino ad oggi”.
Importanti le parole di Maria Pia Garavaglia, vice sindaco
di Roma e sempre attenta al sociale durante la sua attività politica ormai di
lungo corso. “Questi 60 anni coincidono con i 60 anni del nostro paese, dentro
e fuori dai confini nazionali. Vedendoli adesso, forse sono stati meglio quelli
all’esterno. L’ANFE deve rinnovarsi perché nel passato è stata portata fuori
una tradizione e una cultura che è “dentro” anche quando non è espressa. Portare
fuori questa cultura e questi valori è il compito nuovo che attende le famiglie
degli emigrati e l’ANFE nel prossimo futuro”.
Secondo
“Che gli emigrati ci aiutino a capire meglio la nostra
emigrazione, in modo da favorire una pacificazione interna ed esterna di grande
valore”, questo l’augurio della Garavaglia per i prossimi 60 anni dell’ANFE.
L’On. Antonio Razzi ha citato le diverse iniziative a
favore degli italiani all’estero intraprese in questa legislatura, mentre Franco
Pittau, coordinatore del dossier Statistico sull’immigrazione della Caritas/Migrantes,
ha fatto notare come a volte si assolutizzino alcune situazioni particolari
legate all’emigrazione mentre invece sarebbe forse più utile fare un confronto
tra le varie realtà emigratorie, in modo da comprenderne meglio le dinamiche.
Don Domenico Locatelli, direttore dell’Ufficio Nazionale
per la pastorale degli emigrati italiani della Migrantes, ha invece sottolineato
l’importanza del coinvolgimento dei giovani: “attraverso una cultura, una radice
ed una storia è possibile arrivare a loro, che sono emigrati di seconda o terza
generazione. Questa radice non è morta, va solo annaffiata e questo è appunto
il compito che spetta a tutti noi”.
Le celebrazioni sono poi continuate con gli interventi
di molte delegazioni estere, tra cui quella degli USA, della Tunisia e del Canada,
e di quelle italiane. Tutti hanno posto l’accento sul problema dei giovani e
delle nuove generazioni. Come far recuperare loro le tradizioni italiane e come
farli sentire legati alla terra d’origine dei loro padri o dei loro nonni è
stata la domanda più ricorrente nelle considerazioni dei delegati dell’ANFE.
(Gianluca Verde-