INFORM - N. 199 - 25 ottobre 2007


  ASSOCIAZIONI

Conclusa la due giorni di lavori dell’ANFE: 60 anni di successi e un futuro con tante nuove sfide da affrontare

 

ROMA - Si è conclusa ieri sera, con le celebrazioni per i suoi 60 anni di vita, la due giorni di lavori dell’ANFE – Associazione Nazionale Famiglie Emigranti. Mentre la prima giornata è stata dedicata all’Assemblea Generale, nella quale sono state rinnovate le cariche sociali e sono stati ratificati gli aggiornamenti alle norme statutarie, la giornata di ieri ha visto prima l’udienza generale dal Santo Padre e poi, nel pomeriggio, le celebrazioni del 60° anno di fondazione dell’associazione presso Palazzo Valentini a Roma. Una due giorni caratterizzata dallo spirito che ha contraddistinto l’ANFE in questi suoi primi 60 anni e cioè dialogo, solidarietà e confronto costruttivo su tante e importanti tematiche riguardanti gli italiani all’estero.

Alle celebrazioni di ieri non poteva certo mancare la Presidente del Comitato d’Onore dell’ANFE, l’On. Maria Pia Garavaglia, vice-sindaco di Roma, mentre saluti ed auguri sono giunti da tanti altri rappresentanti dello stesso Comitato.

Non è comunque mancata la partecipazione di diversi Senatori della Repubblica che, seppur impegnati in discussioni e importanti votazioni parlamentari, hanno portato il loro utile contributo alla discussione sul tema dell’emigrazione e dell’immigrazione, tema al centro del convegno che “accompagnava” le celebrazioni. Tra questi, il Sen. Claudio Micheloni, eletto nella circoscrizione estero (Europa) alle scorse elezioni politiche, il Sen. Edoardo Pollastri, anch’esso eletto all’estero (America Latina) e l’On. Antonio Razzi, eletto in Svizzera nella fila dell’Ulivo.

Ad aprire i lavori le parole del Presidente dell’ANFE, Sen. Learco Saporito: “Anche se al giorno d’oggi, in particolar modo in Italia, il problema dell’immigrazione è considerato di primaria importanza, noi riteniamo che l’emigrazione italiana all’estero abbia bisogno ancora di notevole attenzione. Ci occupiamo sì di immigrazione ma per noi ciò che è fondamentale sono gli italiani all’estero e le loro famiglie. Per l’emigrazione il punto centrale oggi consiste nel fornire dignità alla nostra comunità all’estero”.

“Con l’ANFE abbiamo unito, ha proseguito Saporito, il concetto della centralità della persona a quello dell’importanza della famiglia, e su questi due pilastri abbiamo basato la nostra opera in tutto il mondo in questi 60 anni”.

Secondo il Sen. Claudio Micheloni, Presidente del Comitato per le questioni degli italiani all'estero, “alla base della riflessione sui problemi e le tematiche relative agli italiani all’estero deve necessariamente esserci tutto il mondo associativo. In esso ci ritroviamo e attraverso esso riusciamo ad arricchirci attraverso un sano confronto sui veri problemi dei nostri connazionali all’estero”.

“Dobbiamo impegnarci, ha aggiunto Micheloni, affinché la storia dell’emigrazione italiana venga rivalutata e venga inserita quale momento di studio nelle scuole”. Tale iniziativa, secondo Micheloni, segnerebbe un riavvicinamento verso le tradizioni italiane e aiuterebbe anche, e non poco, l’integrazione verso gli immigrati nel nostro paese.

Dell’importanza e del valore degli italiani all’estero ha parlato il Sen. Pollastri, eletto in un continente, l’America Latina, in cui la colonia di emigrati italiani è da sempre molto numerosa. “L’emigrazione italiana, ha affermato Pollastri, ha sempre rappresentato una grande risorsa per l’Italia. L’ANFE, nel tutelare la famiglia, ricopre un grandissimo valore, in quanto ha mantenuto vive quelle tradizioni che proprio attraverso la famiglia sono proseguite fino ad oggi”.

Importanti le parole di Maria Pia Garavaglia, vice sindaco di Roma e sempre attenta al sociale durante la sua attività politica ormai di lungo corso. “Questi 60 anni coincidono con i 60 anni del nostro paese, dentro e fuori dai confini nazionali. Vedendoli adesso, forse sono stati meglio quelli all’esterno. L’ANFE deve rinnovarsi perché nel passato è stata portata fuori una tradizione e una cultura che è “dentro” anche quando non è espressa. Portare fuori questa cultura e questi valori è il compito nuovo che attende le famiglie degli emigrati e l’ANFE nel prossimo futuro”.

Secondo la Garavaglia “è necessario far emergere il legame tra la sofferenza iniziale di un emigrante e il suo successo seguente, in modo da rendere visibile a tutti cosa è successo e in modo da poterlo trasferire anche nel rapporto che ora si vuole instaurare con gli immigrati”.

“Che gli emigrati ci aiutino a capire meglio la nostra emigrazione, in modo da favorire una pacificazione interna ed esterna di grande valore”, questo l’augurio della Garavaglia per i prossimi 60 anni dell’ANFE.

L’On. Antonio Razzi ha citato le diverse iniziative a favore degli italiani all’estero intraprese in questa legislatura, mentre Franco Pittau, coordinatore del dossier Statistico sull’immigrazione della Caritas/Migrantes, ha fatto notare come a volte si assolutizzino alcune situazioni particolari legate all’emigrazione mentre invece sarebbe forse più utile fare un confronto tra le varie realtà emigratorie, in modo da comprenderne meglio le dinamiche.

Don Domenico Locatelli, direttore dell’Ufficio Nazionale per la pastorale degli emigrati italiani della Migrantes, ha invece sottolineato l’importanza del coinvolgimento dei giovani: “attraverso una cultura, una radice ed una storia è possibile arrivare a loro, che sono emigrati di seconda o terza generazione. Questa radice non è morta, va solo annaffiata e questo è appunto il compito che spetta a tutti noi”.

Le celebrazioni sono poi continuate con gli interventi di molte delegazioni estere, tra cui quella degli USA, della Tunisia e del Canada, e di quelle italiane. Tutti hanno posto l’accento sul problema dei giovani e delle nuove generazioni. Come far recuperare loro le tradizioni italiane e come farli sentire legati alla terra d’origine dei loro padri o dei loro nonni è stata la domanda più ricorrente nelle considerazioni dei delegati dell’ANFE.  (Gianluca Verde-Inform)

 

 


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