INFORM - N. 199 - 25 ottobre 2007


ATTIVITA’ PARLAMENTARE

Alla Commissione Affari Sociali della Camera la proposta di legge Bafile sull’assegno di solidarietà per gli anziani italiani all’estero

Previsti 123 euro mensili per i connazionali nati in Italia, over 65 e con reddito inferiore a 3000 euro all’anno. Il tetto reddituale per i coniugati sarà di 5.000 euro. La riforma entrerà gradualmente a regime con assegni iniziali non superiori ai 90 euro

 

ROMA - E’ iniziata alla Commissione affari sociali della Camera la discussione sulla proposta di legge Bafile che prevede la  concessione dell’assegno di solidarietà  ai cittadini anziani residenti all’estero. La seduta si è aperta con l’intervento del presidente della Commissione Mimmo Lucà  che ha disposto l’abbinamento delle proposte presentate sulla stessa materia dagli eletti all’estero Angeli (An) e Merlo (Gruppo Misto). In qualità di relatrice, Mariza Bafile (Ulivo) ha  evidenziato come la pdl sull’assegno sociale sia nata dopo un consulto con i deputati eletti nella circoscrizione Estero, con il vice ministro Franco Danieli,  con il Cgie ed in particolare con Merlo che, pur avendo presentato una sua pdl sulla materia, ha firmato la proposta Bafile.

La relatrice ha sottolineato come a tutt’oggi gli italiani all’estero in stato d’indigenza non siano tantissimi e si concentrino prevalentemente in Argentina dove i connazionali in difficoltà si attestano intorno alle 20.000 unità. Disagiati sono presenti anche nel ricco Venezuela  dove circa 1500 italiani  vivono in gravissime condizioni di precarietà. “Attualmente i consolati - ha spiegato la Bafile - dispongono di un fondo per aiuti ai connazionali indigenti, ma l'intervento assistenziale, attivabile su richiesta dell'interessato, esclude di fatto vaste aree di anziani in condizione di fragilità e di indigenza, per il solo fatto che abitano in zone periferiche, di scarsa informazione e lontane dalle sedi consolari. Oltre a ciò l’erogazione del sussidio resta uno strumento che dipende dalla discrezionalità del funzionario di turno, non essendoci dei parametri chiari per definire lo stato di necessità di chi avanza la richiesta di aiuto”. Un iter non codificato, a volte umiliante, che dovrebbe essere sostituito da un gesto significativo, capace cioè di far sentire ai nostri connazionali in difficoltà la solidarietà dell'Italia.

Per quanto riguarda i contenuti la Bafile ha ricordato che la proposta di legge in esame prevede l’erogazione di un assegno mensile di solidarietà di 123 euro ai cittadini italiani emigrati e residenti all’estero, che abbiano superato la soglia dei 65 anni e si trovino in condizioni socio-economiche disagiate. Dodici mensilità che sarebbero erogate agli anziani soli con un  reddito individuale inferiore a 3.000 euro. Per i coniugati questo tetto verrebbe alzato a 5.000 euro. Tali limiti sarebbero incrementati di mille euro per ogni minorenne o per ogni soggetto invalido sprovvisto di reddito a carico e convivente. Una stima, quella dei redditi, che è stata individuata sulla base della media reddituale dei paesi a medio e  basso indice di sviluppo indicati da “Human Development Report 2006”. 

L’attuale proposta di legge si differenzia dalle precedenti per la riduzione della platea dei beneficiari ai soli anziani nati in Italia, in tutto circa 40.000 persone, e per la gradualità nell'erogazione dell'assegno di solidarietà che nel primo anno di applicazione dovrebbe partire da 90 euro mensili, per poi arrivare a 106,5 euro nel secondo anno e approdare, solo nel terzo anno di messa a regine della norma, alla cifra dei 123 euro. Nel calcolo dei parametri per la definizione del disagio economico dei nostri connazionali si terrebbe inoltre tenuto conto, non soltanto del livello assoluto del reddito, ma anche  dell'effettivo potere d'acquisto del beneficiario nel suo territorio di residenza.

Questa riforma costerebbe allo Stato 58,4 milioni di euro per il primo anno, 69,2 milioni per il secondo anno, e 80 milioni per il terzo quando l'assegno entrerebbe a regime. Una battaglia, quella dell’assegno di solidarietà, che è iniziata nel 1975 alla Prima Conferenza Nazionale dell'Emigrazione e che ha già visto la presentazione di alcuni disegni di legge e l’accoglimento da parte dell’attuale Governo di un apposito ordine del giorno nell’ambito della discussione per la finanziaria 2007. Un’esigenza, quella dell’assegno di solidarietà,  che è stata ribadita più volte dal Cgie e da molti esponenti della società civile e della Chiesa che operano all’estero al fianco delle nostre comunità. 

“Non c’è  famiglia italiana - ha concluso la Bafile - che non abbia vissuto il distacco dell’emigrazione. E’ proprio per questo che dobbiamo dare una risposta dignitosa a chi non ce l'ha fatta, contando sulla convergenza di tutti i gruppi politici”.(G. M. - Inform)

 

 


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