Coco (Udc Canada): “Gli italiani all’estero
non votando hanno voluto mandare un forte segnale al governo”
TORONTO – “Capisco
l`entusiasmo dei dirigenti del Partito Democratico, ma a dire che all`estero
ha votato un alto numero, non solo è esagerato, ma è disonestà politica”. Commento
ironico quello di Vittorio Coco, segretario politico dell’Udc in Canada. Coco
snocciola dati: “All`estero con un bacino di circa 3, milioni e cinquecento
mila elettori hanno in tutto votato
18, 425. Nell`America Settentrionale e Centrale con un deputato e un senatore
di centro-sinistra, hanno espresso il loro voto meno poco più di 1,500 persone
. E in Canada terra dell`onorevole Gino Bucchino nelle quattro liste (Veltroni,
Bindi, Letta e PD per Veltroni) i voti sono 600”.
“E ovvio che
gli italiani all`estero non votando hanno voluto mandare un forte segnale al governo presieduto dal professore Prodi”,dice
Coco. Per il quale “questa metamorfosi, tra DL e DS è un altro escamotage per
confondere ancora di più le idee degli elettori”. Coco dice di non comprendere
perché Fassino e Rutelli abbiano “voluto sciogliere i due schieramenti per eleggere
un leader senza prima aver
fondato il PD”.
Il segretario
Udc in Canada non si ferma qui . Prende spunto dalla lettera aperta dell’on.
Gino Bucchino (v. Inform n. 195 del 19 ottobre http://www.mclink.it/com/inform/art/07n19532.htm
) per rimarcare che “dopo più di un anno e mezzo, a Roma, Bucchino e compagni hanno portato a casa un
pugno di mosche”. Coco affonda la lama: “Capisco la sua rabbia, la sua insofferenza: promettere e non
poter mantenere, lo ha messo in grossa difficoltà con i propri elettori, al
punto di ammettere che alle prossime elezioni non sarà candidato”. E non manca
di trarre le sue conclusioni: “Bucchino è deluso, mortificato dai suoi colleghi
in Parlamento, bistrattato dai suoi elettori in America e deriso dai suoi avversari
politici. E conoscendo il suo carattere battagliero, non mi meraviglia affatto
il suo comportamento”.
E al deputato Bucchino, “persona per bene” che Coco conosce da anni, l’esponente Udc in Canada sente di muovere un “unico appunto”: “Dovevi saperlo prima di candidart