Gian Luigi Ferretti: La sindrome di Bucchino
ROMA – Alla lettera
aperta del deputato Gino Bucchino (Ulivo) (v.
Caro On. Bucchino, caro Gino, rispetto il tuo malessere,
che ti fa onore, il tuo doloroso senso d’impotenza, il tuo inutile sbattere
contro un muro di gomma, il tuo macerarti (“in sei mesi, uniti, avremmo potuto
portare a casa tutto o quasi”). Apprezzo la tua onesta ammissione che hai sbagliato
a pronunciare la frase stupida sui cent’anni (ho risentito la registrazione:
hai detto proprio cent’anni, non uno di meno) di sofferenza per gli italiani
all’estero piuttosto che un giorno di governo Berlusconi. Tutto ciò doverosamente
premesso, francamente non riesco a capire quello che sembra essere un tuo blocco
mentale. Davvero sembri credere ad una sinistra al fianco degli emigrati ed
una destra che se ne infischia. “Se il Governo di centro-sinistra cadrà, dopo,
il nostro sogno non avremo più tempo per realizzarlo, perché il centro-destra
governerà per almeno 20 anni”, scrivi disperato e continui: “e quanto, a quel
punto, dovremo ancora aspettare per vedere risolti i problemi storici della
‘questione emigrazione’?”.
Mi sa che questo tuo mix di frustrazioni e pregiudizi
da oggi lo chiameremo ‘sindrome di Bucchino’. Ma come? La destra - solitaria
- per mezzo secolo si è battuta perchè gli italiani all’estero non venissero
sganciati definitivamente dall’Italia, perché venisse loro dato il diritto di
voto; poi, una volta arrivata al governo, ha preteso e ottenuto l’istituzione
di un Ministro per gli Italiani nel Mondo. Per non parlare dell’adeguamento
dei minimi pensionistici, dei contrattisti e tutto il resto.
Il nome Mirko Tremaglia ti dice qualcosa? E tu ci vieni
a raccontare che, se il governo di centrosinistra cadrà e il centrodestra governerà,
sarà la fine dei sogni e i problemi storici della questione emigrazione non
verranno risolti? Questa affermazione - credimi - è peggiore di quella sui cento
anni di sacrifici. Pensaci Gino. Gian Luigi Ferretti-L’Italiano/