INFORM - N. 196 - 22 ottobre 2007


RICONOSCIMENTI

La Città di Militello conferisce a Domenico Azzia il Premio Ettore Majorana

 

CATANIA - La Città di Militello Val di Catania, nel centenario della nascita, ha istituito il Premio Ettore Majorana per ricordare l’illustre scienziato scomparso nel 1938.

Con una settimana culturale di eccellenza, ricca di mostre, conferenze, teatro, documentari storici, visite ai musei spettacoli all’aperto e molta partecipazione di gente, Militello si è così confermata Città d’arte e di cultura e meta di turisti.

La manifestazione, egregiamente condotta dall’Assessore alla Cultura Salvatore Paolo Garufi, si è conclusa con una elegante serata di Gala e l’assegnazione del Premio Ettore Majorana ad esponenti della cultura, dell’arte, della scienza, della politica e della solidarietà.

Il Premio Ettore Majorana  è stato assegnato anche all’avvocato Domenico Azzia, Presidente di Sicilia Mondo, che ha ringraziato per il gradito riconoscimento. Ha quindi dichiarato di voler dedicare il Premio ai militellesi ed ai siciliani sparsi nel mondo per rinsaldare, nella memoria di siciliani illustri come Ettore Majorana, i vincoli e l’orgoglio dell’identità di appartenenza.

Un profilo di Ettore Majorana

Ettore Majorana, nato a Catania il 5 agosto 1906 e scomparso misteriosamente nel 1938, rappresenta, nel modo forse più emblematico, le inquietudini dell’uomo moderno e, in termini più astratti e generali, il contrasto tra il talento e l’incapacità di essere normali, la frattura, per così dire tra l’ideale e il reale.

Di lui ebbe a dire Enrico Fermi: “Al mondo ci sono varie categorie di scienziati; gente di secondo e terzo rango, che fanno del loro meglio ma non vanno lontano. C'è anche gente di primo rango, che arriva a scoperte di grande importanza, fondamentale per lo sviluppo della scienza. Ma poi ci sono i geni come Galileo e Newton. Ebbene Ettore era uno di quelli. Majorana aveva quel che nessun altro al mondo ha. Sfortunatamente gli mancava quel che è invece comune trovare negli altri uomini: il semplice buon senso.”

Ettore Majorana, laureatosi giovanissimo e con il massimo dei voti in fisica, entrò a far parte di quel gruppo di fisici, capitanato da Enrico Fermi chiamato “i ragazzi di Via Panisperna”, protagonista nella ricerca nel periodo a cavallo tra le due guerre, prima di essere sostanzialmente sciolto a causa dell’emanazione delle leggi razziali.

aveva da poco compiuto ventiquattro anni.

 Rimangono ancora un mistero la sua scomparsa e le ragioni che la causarono, che costituiscono uno dei più appassionanti “enigmi” italiani del novecento e sulle quali nel corso degli ultimi decenni si è formata una letteratura imponente. Una delle più affascinanti ipotesi è che egli, con le sue intuizioni, abbia “visto oltre”, abbia cioè intuito anche gli sviluppi più terribili delle ricerche che in quegli anni si conducevano e che, per il suo carattere, introverso e tendente all’isolamento, non ne abbia retto il peso. (Inform)

 

 


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