INFORM - N. 193 - 17 ottobre 2007


MEMORIA

La comunità italiana in Israele ricorda il 16 ottobre1943

Un simbolo dell’inizio delle deportazioni degli ebrei d'Italia

 

GERUSALEMME - La notte del 16 ottobre 1943 una terribile ferocia colpì con determinazione inimmaginabile la comunità ebraica di Roma. Quel giorno, dalle prime ore del mattino fino al pomeriggio, le squadre naziste strapparono 1.016 persone dalle loro case e dai loro affetti, destinandole al massacro per il solo fatto di essere ebree. Caricate tutte sui camion, le vittime furono concentrate nel Collegio militare a Trastevere, per poi essere imprigionate nei vagoni merci diretti ad Auschwitz. Alla fine della II guerra mondiale, soltanto 16, tra cui una sola donna, tornarono alle loro case.

In concomitanza con le cerimonie che si sono tenute a Roma, per commemorare l'anniversario di questo tragico evento e questa data, che simboleggia nella memoria l'inizio delle deportazioni degli ebrei italiani, anche quest'anno la collettività italiana in Israele ha organizzato una serie di cerimonie nel Mausoleo di Yad Vashem a Gerusalemme.

Dopo una visita ad una mostra, il folto pubblico giunto a Gerusalemme da tutta Israele, si e' riunito in silenzio nell' Ohel Izkor - la Tenda della Rimembranza, dove due giovani, figli di italiani, terza generazione discendenti di  un deportato che non fece ritorno, hanno acceso la fiamma perenne.

L'Ambasciatore d'Italia in Israele, Sandro De Bernardin, ha deposto una corona d'alloro nel Mausoleo e il cantore Sergio Molco, ha intonato la melodia in ricordo dei defunti (El maale' rahamim)  dicendo alla fine il kaddish.

Dopo di che il pubblico si è riunito nel vicino Auditorium, dove hanno portato i loro saluti e la partecipazione, oltre all'Ambasciatore d'Italia, il prof. David Cassuto, la dott.ssa Amati e il dott. Vito Anav. 

E' seguita la presentazione da parte dell'arch. Haim Vito Volterra della cosidetta operazione Servigliano, eccezionale operazione partigiana per la liberazione degli ebrei del campo di internamento e di raccolta profughi. Presenti anche due signore, liberate da quello stesso campo, quando avevano rispettivamente 13 e 5 anni.

Presente alla cerimonia, organizzata con la collaborazione di Yad Vashem, dell'Associazione Hevrat Yehudei Italia, dell'Associazione Immigrati dall'Italia e del Comites., il Console Francesco Forte, in rappresentanza del Consolato Generale d'Italia a Gerusalemme. (Inform)

 

 

 


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