INFORM - N. 192 - 16 ottobre 2007


 

RIFUGIATI

L’appello dell’UNHCR: Necessari urgenti finanziamenti per le operazioni di rimpatrio dei rifugiati sahrawi e mauritani

 

GINEVRA - L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNCHR) lancia un appello urgente per la raccolta di fondi per le attività nei campi profughi del Sahara Occidentale ed in Algeria e per l'operazione di rimpatrio dei rifugiati mauritani.

Nella giornata di ieri, 15 ottobre, l'Agenzia ha convocato un incontro speciale con i donatori per chiedere loro di finanziare urgentemente queste operazioni. All'incontro erano presenti Julian Harston, rappresentante speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per il Sahara Occidentale (MINURSO), e gli ambasciatori di Mauritania e Senegal, oltre che i rappresentanti di numerosi paesi donatori.

Nei mesi scorsi l'UNHCR aveva già lanciato  un appello per la raccolta dei 3,5 milioni di dollari necessari per continuare a mettere in atto le diverse attività tra cui visite alle famiglie, servizi telefonici e seminari volte “a costruire fiducia reciproca” tra i rifugiati sahrawi dei campi di Tindouf in Algeria ed i propri parenti nel Territorio del Sahara Occidentale. Ma “l’appello è stato finanziato solamente per il 50% e le reazioni da parte dei donatori sono state minime”, dice l’UNCHR , che teme di dover sospendere le visite alle famiglie a partire dal mese prossimo.

I rifugiati sahrawi sono cominciati ad arrivare in Algeria nel 1976, dopo il ritiro della Spagna dal Sahara Occidentale ed in seguito all'inizio dei combattimenti per il controllo del territorio. La maggior parte dei rifugiati sahrawi ha vissuto per 32 anni nelle regioni desertiche di Tindouf in Algeria occidentale, mentre altri sono rimasti nel Sahara Occidentale. Ciò ha significato che molte famiglie sono state separate per lungo tempo.

Nel 2004, l'UNHCR ha inaugurato diverse attività per ristabilire i contatti tra le famiglie, tra cui visite della durata di cinque giorni presso le famiglie ed i propri cari, permettendo così a molti di loro di riunirsi dopo 32 anni di separazione. Le visite contribuiscono in modo significativo a lenire i traumi e le sofferenze delle persone Sahrawi e ad incrementare il clima di fiducia tra tutte le parti in gioco nel conflitto sahrawi.

Da marzo del 2004 hanno complessivamente beneficiate delle visite familiari 4.423 persone, mentre in 19mila si sono registrati e stanno aspettando di prendere parte al programma. Inoltre, sono state effettuate un totale di 83.675 chiamate ai centralini telefonici dell'UNHCR.

Nel frattempo, alla fine di agosto, l'UNHCR ha lanciato un appello di 7 milioni di dollari per finanziare il rimpatrio volontario di 24mila rifugiati mauritani, prevalentemente dal Senegal e dal Mali. Questa operazione di ritorno – spiega l’Agenzia Onu - contribuirà a risolvere una delle crisi di rifugiati di più lunga durata in Africa e al momento rappresenta l'unica soluzione durevole in Medio Oriente e nell'Africa settentrionale. Alcuni di questi rifugiati mauritani hanno trascorso più di vent'anni in esilio. L'operazione, della durata di diciassette mesi e che sta affrontando importanti sfide dal punto di vista logistico, dovrebbe cominciare questo mese. Tuttavia, avendo ricevuto ad oggi solamente 500mila dollari l'UNHCR teme che ci possano essere gravi ritardi.

Nell'aprile del 1989 più di 60mila mauritani sono fuggiti in Senegal e in Mali, quando una vecchia disputa di confine tra Mauritania e Senegal è sfociata in episodi di violenza etnica. Tra il 1996 il 1998 l'UNHCR ha prestato assistenza per quanto riguarda il reinserimento di 35mila persone che hanno deciso spontaneamente di far ritorno in Mauritania. Il 20 giugno di quest'anno il neoeletto presidente della Mauritania ha annunciato la sua intenzione di invitare tutti i rifugiati rimanenti a ritornare in patria.

Secondo una recente ricerca, circa 24mila rifugiati mauritani che vivono in più di 250 diverse località del Senegal desiderano ritornare alle loro 50 comunità sparse in quattro regioni della Mauritania. Inoltre, vi sono altri rifugiati in Mali, alcuni dei quali hanno a loro volta espresso il desiderio di ritornare in patria. Dovrebbe essere firmato questa settimana un accordo tripartito tra i governi di Mauritania e Senegal, da una parte, e l'UNHCR, dall'altra, per definire il quadro normativo del rimpatrio.

L'UNHCR aiuterà i rifugiati mauritani a ritornare a casa organizzando servizi logistici sicuri e fornendo un'assistenza iniziale per il reinserimento nei loro luoghi di origine. L'Agenzia sosterrà anche le comunità locali con infrastrutture e servizi sanitari e per l'istruzione. L'operazione è stata attentamente pianificata per evitare la stagione delle piogge e le conseguenti difficoltà nei trasporti. A causa delle limitate capacità ricettive e delle scarse infrastrutture presenti nelle aree di ritorno, l'UNHCR ha previsto di rimpatriare un massimo di 7mila persone prima della fine di quest'anno. Gli altri rifugiati faranno ritorno a casa nel corso del 2008. L'Agenzia massimizzerà l'uso delle risorse esistenti e minimizzerà i costi di questa nuova operazione ricorrendo, per quanto possibile, ai mezzi provenienti da altri programmi in via di conclusione nell'Africa occidentale. (Inform)

 

 


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