RIFUGIATI
L’appello
dell’UNHCR: Necessari urgenti finanziamenti per le operazioni di rimpatrio dei
rifugiati sahrawi e mauritani
GINEVRA - L'Alto
Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNCHR) lancia un appello
urgente per la raccolta di fondi per le attività nei campi profughi del Sahara
Occidentale ed in Algeria e per l'operazione di rimpatrio dei rifugiati mauritani.
Nella giornata
di ieri, 15 ottobre, l'Agenzia ha convocato un incontro speciale con i donatori
per chiedere loro di finanziare urgentemente queste operazioni. All'incontro
erano presenti Julian Harston, rappresentante speciale del Segretario Generale
delle Nazioni Unite per il Sahara Occidentale (MINURSO), e gli ambasciatori
di Mauritania e Senegal, oltre che i rappresentanti di numerosi paesi donatori.
Nei mesi scorsi
l'UNHCR aveva già lanciato un appello
per la raccolta dei 3,5 milioni di dollari necessari per continuare a mettere
in atto le diverse attività tra cui visite alle famiglie, servizi telefonici
e seminari volte “a costruire fiducia reciproca” tra i rifugiati sahrawi dei
campi di Tindouf in Algeria ed i propri parenti nel Territorio del Sahara Occidentale.
Ma “l’appello è stato finanziato solamente per il 50% e le reazioni da parte
dei donatori sono state minime”, dice l’UNCHR , che teme di dover sospendere
le visite alle famiglie a partire dal mese prossimo.
I rifugiati
sahrawi sono cominciati ad arrivare in Algeria nel 1976, dopo il ritiro della
Spagna dal Sahara Occidentale ed in seguito all'inizio dei combattimenti per
il controllo del territorio. La maggior parte dei rifugiati sahrawi ha vissuto
per 32 anni nelle regioni desertiche di Tindouf in Algeria occidentale, mentre
altri sono rimasti nel Sahara Occidentale. Ciò ha significato che molte famiglie
sono state separate per lungo tempo.
Nel
Da marzo del
2004 hanno complessivamente beneficiate delle visite familiari 4.423 persone,
mentre in 19mila si sono registrati e stanno aspettando di prendere parte al
programma. Inoltre, sono state effettuate un totale di 83.675 chiamate ai centralini
telefonici dell'UNHCR.
Nel frattempo,
alla fine di agosto, l'UNHCR ha lanciato un appello di 7 milioni di dollari
per finanziare il rimpatrio volontario di 24mila rifugiati mauritani, prevalentemente
dal Senegal e dal Mali. Questa operazione di ritorno – spiega l’Agenzia Onu
- contribuirà a risolvere una delle crisi di rifugiati di più lunga durata in
Africa e al momento rappresenta l'unica soluzione durevole in Medio Oriente
e nell'Africa settentrionale. Alcuni di questi rifugiati mauritani hanno trascorso
più di vent'anni in esilio. L'operazione, della durata di diciassette mesi e
che sta affrontando importanti sfide dal punto di vista logistico, dovrebbe
cominciare questo mese. Tuttavia, avendo ricevuto ad oggi solamente 500mila
dollari l'UNHCR teme che ci possano essere gravi ritardi.
Nell'aprile
del 1989 più di 60mila mauritani sono fuggiti in Senegal e in Mali, quando una
vecchia disputa di confine tra Mauritania e Senegal è sfociata in episodi di
violenza etnica. Tra il 1996 il
Secondo una
recente ricerca, circa 24mila rifugiati mauritani che vivono in più di 250 diverse
località del Senegal desiderano ritornare alle loro 50 comunità sparse in quattro
regioni della Mauritania. Inoltre, vi sono altri rifugiati in Mali, alcuni dei
quali hanno a loro volta espresso il desiderio di ritornare in patria. Dovrebbe
essere firmato questa settimana un accordo tripartito tra i governi di Mauritania
e Senegal, da una parte, e l'UNHCR, dall'altra, per definire il quadro normativo
del rimpatrio.
L'UNHCR aiuterà
i rifugiati mauritani a ritornare a casa organizzando servizi logistici sicuri
e fornendo un'assistenza iniziale per il reinserimento nei loro luoghi di origine.
L'Agenzia sosterrà anche le comunità locali con infrastrutture e servizi sanitari
e per l'istruzione. L'operazione è stata attentamente pianificata per evitare
la stagione delle piogge e le conseguenti difficoltà nei trasporti. A causa
delle limitate capacità ricettive e delle scarse infrastrutture presenti nelle
aree di ritorno, l'UNHCR ha previsto di rimpatriare un massimo di 7mila persone
prima della fine di quest'anno. Gli altri rifugiati faranno ritorno a casa nel
corso del